tanti "perché?"
senza risposte
Quando da più parti si moltiplicano i "perché?", significa che le decisioni di chi ci governa appaiono poco chiare, inesplicabili e persino contraddittorie sui risultati prospettati.
I cattedratici, le cui capacità professionali sono fuori discussione, risultano scarsamente inclini a "spezzare il pane della scienza" per alfabetizzare la stragrande maggioranza degli italiani, che dimostrano scarsa dimestichezza con l'economia globalizzata e la finanza creativa.
Ad ogni rilievo gli esponenti del Governo esordiscono con: " ci avete chiamato per risolvere i problemi drammatici dell'Italia sull'orlo del baratro. Abbiamo formato una squadra e avviato il progetto "salva Italia" per risanare il bilancio del Paese indebitato per circa 2 mila miliardi di Euro".
I provvedimenti conseguenti non sono risultati indolori, ma la cura da cavallo ha evitato di finire come la Grecia. Certamente è stata riguadagnata la fiducia sui mercati internazionali e i tassi sui nostri titoli, che erano schizzati oltre il 7%, sono quasi dimezzati.
A tempo di record è stata varata una modifica della Costituzione della Repubblica Italiana che impone la rigorosa osservanza del pareggio tra entrate( tasse) e uscite (spese) nel bilancio dello Stato, a partire dal prossimo anno.
Perché tanta fretta? non si poteva dilazionare il raggiungimento dell'obiettivo, con un piano di riequilibrio pluriennale? E' ovvio che il Governo dei professori è come quello dei precari, ovvero a tempo determinato e scadrà nella primavera del 2013.
E' tutto vero, ma altrettanto vero che i livelli da record mondiale delle tasse, oneri e balzelli vari, sfiora il 50%.
Il peso è ormai insostenibile e si ripercuote sui contribuenti, quelli noti, ovviamente, anche se è in corso una massiccia operazione per stanare gli evasori, che occulterebbero al Fisco oltre 100 miliardi di euro l'anno.
"Presto e bene, raro avviene",
recita un saggio adagio popolare, ma ai molti perché su queste strategie le risposte sono del tipo " l'ha ordinato l'Europea, sono imposizioni della Banca Centrale Europea" in modo da troncare sul nascere ulteriori richieste di chiarimenti.
Un sistema d'indubbio successo che richiama alla memoria la Divina Commedia e precisamente la frase lapidaria,pronunciata da Virgilio per evitare domande indiscrete da parte di Caronte, il traghettatore delle anime all'Infermo: " Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare" .
Ma i dannati italiani continuano a chiedere conto delle scelte che stanno inaridendo la propensione al risparmio delle famiglie.
L'inflazione balzata in pochi mesi al 4% ha ridotto i consumi di milioni di famiglie, mettendo in crisi le aziende della filiera della grande distribuzione e non solo.
A breve ci sarà il salasso dell'IMU che ha sostituito l'ICI con l'aggravanti di ritassare l'abitazione principale.
Ma la Repubblica Italiana non ha sancito la tutela del risparmio in tutto le sue forme? E' bene rileggere l'art. 47, un numero che nella cabala è legato al "morto che parla".
La Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 47.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
E' il caso di ipotizzare che l'articolo 47 è rimasto "lettera morta"?
Tra le migliaia di comande che affollano i giornali e i siti internet, le più ricorrenti riguardano, dopo l'operazione "Salva Italia" la fase due per il "Cresci Italia". Del progetto per il rilancio dell'economia, affidato al ministro Corrado Passera, per ora non c'è traccia. Ad occupare le cronache ci ha pensato la proposta della "spending review". Chissà perché per un atto all'esame del Governo si adotti la traduzione in inglese di "revisione delle spese" dello Stato, stimato in 750 miliardi di euro. Una riduzione del 5% consentirebbe di evitare il rialzo dell'IVA dal 21 al 23% e le possibili ulteriori addizionali per l'IMU a dicembre.
La questione è complessa e i professori hanno chiesto aiuto a un gruppo di super esperti di fiducia tra i quali figura Giuliano Amato, un ex politico, fine costituzionalista, già ministro del Tesoro negli anni 90 ( a lui si deve la revisione del sistema previdenziale con riduzione degli oneri e l'innalzamento dell'età pensionabile). Presidente del Consiglio nel 2002 ha militato nel PSI, Ulivo e PD per abbandonare la politica attiva nel 2008.
Ora dovrebbe occuparsi del nuovo assetto dei rimborsi delle spese elettorali dei partiti. La sua nomina ha destato un certo clamore e molti mezzi di informazione hanno reso noto che l'ex ministro percepirebbe due pensioni, per circa 30 mila euro al mese.
Il prof. Amato, comunque, ha assicurato che svolgerà il nuovo incarico a titol gratuito.
I "perché" sono sempre senza risposta come i ripetuti quesiti sulla riduzione delle spese della politica, soppressione delle province, dimezzamento del numero dei parlamentari.
Sconcertante la penalizzazione del settore del turismo, che in Italia rappresenta circa il 10% del PIL.
Una disattenzione che può costare cara, considerando, fra l'altro, la reintroduzione della tassa di soggiorno, e dei nuovi balzelli per i passeggeri degli aerei e traghetti. Non sembra questo il modo migliore per uscire dal tunnel della crisi.
Si è detto che in fondo al tunnel si scorge una luce: auguriamoci non sia quella in un treno che ci potrebbe travolgere.
La battuta è di un politico che, a corrente alternata, appoggia il Governo. Sicuramente sbaglia. Speriamo.
Nessun commento:
Posta un commento