L’auspicio dell’Assessorato allo Sport Giovani della Regione Lombardia - ‘ci rivedremo in finale’ -
formulato all’Hockey Club Milano Rossoblu al Festival della Cinematografia Sportiva Mondiale 2011, è diventato realtà. Due furono i clou di quella giornata: la consegna della Rosa Camuna
di Regione Lombardia al presidente Ico Migliore, riconoscimento alle attuali benemerenze, e la proiezione delle immagini storiche di Milano-Bolzano, la finale che al Forum di Assago, davanti a 11.000 spettatori, riportò dopo 30 anni lo scudetto all’ombra della Madonnina.
‘L’hockey ghiaccio in Lombardia ha collezionato allori importanti - ricorda l’assessore allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Monica Rizzi - Milano, Varese e Como hanno scritto pagine trionfali e ora si riparte da Milano. Urge pertanto costruire un Palazzo del Ghiaccio degno di ospitare grandi eventi internazionali come la Kontinental League 2012-2013 cui i Rossoblu sono stati invitati, e la Regione si propone quale promotrice e coordinatrice del tavolo istituzionale invocato da più parti per la soluzione del problema’.
(dal Notiziario della Regione Lombardia del 22 marzo 2012)
Lettera aperta all’Assessore allo Sport della Regione Lombardia Monica Rizzi, all’assessore allo sport del Comune di Milano Chiara Bisconti e a tutti i loro predecessori
La fiaba inizia, come del resto tutte le fiabe, così: c’era una volta...
A Milano c’era una volta uno dei più grandi e polifunzionali Palazzi dello Sport al mondo. Venne inaugurato nel 1976. Quest’arena coperta accoglieva ben 18.000 spettatori. Venivano organizzati meeting di atletica leggera e di ciclismo, oltre che manifestazioni e spettacoli di intrattenimento, e fu anche il ritrovo della squadra di pallacanestro Olimpia Milano.
Ma l’orco cattivo ha pensato, nel 1985, di scaricare sul tettuccio di questa struttura ben 800 tonnellate di neve corrispondente a circa 80-100 centimetri di altezza. Questa quantità inconsueta di neve, ma non più di tanto (consultare gli archivi meteo), fece crollare il tetto perchè dimensionato a sopportare una caduta di neve fino a 60 cm, seguendo il protocollo della normativa dell’epoca.
Così i cattivi atleti, insieme ai tecnici, alle Società, agli sportivi, tutti cattivi, dell’atletica leggera, e non solo, furono puniti a causa dei loro sacrifici, del loro impegno quotidiano di allenamento al fine di raggiungere risultati di elevato valore per il prestigio dell’Italia.
Da quel lontano 1985 gli atleti, durante il periodo invernale, sono costretti ad allenarsi anche su piste ghiacciate, come è avvenuto quest’anno all’Arena Gianni Brera di Milano, oppure al XXV Aprile, mentre per le gare indoor sono costretti a raggiungere, a distanza di un centinaio di chilometri, plaghe rurali, immerse nella nebbia, come quella di Castenedolo (BS): una pista coperta a 4 corsie adatta solo per i 60 metri. Potremmo affermare una specie di campo di bocce, ma utilissimo. Viceversa è necessario raggiungere piste indoor distanti 150-200 km!
Sì, proprio così, la grande Milano, che quest’anno può vantarsi del Tricolore categoria Assoluti conquistato grazie alla prestigiosa e blasonata Atletica Riccardi, presieduta dal 1946 dal Presidentisssimo Renato Tammaro. Campione d’Italia per ben due volte nel triennio.
Pensate che Renato Tammaro, il Presidente più stimato e amato d’Italia, per ben due volte consecutive è stato designato all’assegnazione della medaglia d’oro in occasione della festività di Sant’Ambrogio e il Comune di Milano, prima con l’ex Sindaco Moratti, ora con il Sindaco Pisapia non hanno preso in considerazione questa candidatura.
Ma la nostra classe politica responsabile non ritiene urgente la realizzazione di un nuovo Palazzo dello Sport. Scandaloso, a dir poco, quando Monica Rizzi afferma la volontà di realizzare un altro palaghiaccio: vergogna!
Le Società fanno miracoli per mantenere e portare avani le loro attività, con pochi mezzi, ricevendo con umiliazione qualche obolo da parte di qualche ente pubblico.
Ma la Fidal dov’è? Il Presidente Franco Arese, con un nobile passato di grande atleta fa sentire la sua Voce? Rappresenta tutte le Società Nazionali di Atletica leggera, perciò ben supportato, ma è mai possibile che la Capitale morale e dello sport non riesca a distanza di 27 anni ottenere la realizzazione di un Palazzo dello Sport degno di questa città? Tra poco avremo le Olimpiadi e i politici pretenderanno risultati, che se arriveranno sarà solo merito degli atleti, dei loro tecnici e delle Società. Nel 2015 ci sarà l’EXPO e spero che le Società non mancheranno di far conoscere al mondo intero la situazione delle strutture sportive a Milano.
Le Società sono abbandonate a se stesse: è una vera indecenza.
Paolo Tempo
“AHI”
presso la Chiesa di San Vito in Pasquirolo (Largo Corsia dei Servi n° 4, Milano) Rita Vitali Rosati presenta il suo libro Ahi. All'evento, introdotto da Paolo Tempo, presidente di Phos onlus, interverranno il critico d'arte Luca Panaro e la scrittrice Bianca Garavelli.
Il progetto “Ahi” è nato da un’urgenza, quella che l’artista vive a contatto del quotidiano: è il racconto fotografico costruito annodando, foto dopo foto, tutti i sentimenti legati ai problemi che si producono attraverso le notizie apprese dai giornali e dai telegiornali. Attivando una vasta nomenclatura di emozioni. Emozioni che si sedimentano nella memoria collettiva, insieme alle immagini. “La macchina fotografica diventa testimone e filtro, rappresenta il mezzo veloce per una documentazione perfetta ma anche oggetto di distacco culturale che pone la distanza dell’interpretazione e della scelta tra la propria vita ed il polpettone di immagini televisive che ogni giorno e ad ogni ora, tra una tragedia di proporzioni apocalittiche ed un amore ritrovato, tra due vicini che litigano ed una foresta in fiamme dall’altra parte del mondo, siamo costretti (o avvezzi) a subire”. (Stefano Verri)
“Ahi” E’ un viaggio faticoso con un percorso disperato e violento ma anche ironico e provocatorio. Come dice la stessa Rita Vitali Rosati “questi due linguaggi sono una bipolarità caratteriale, dovuta ai due cognomi che porto, ma alla fine entrambi i linguaggi formano un unico lavoro.” Non manca di ricordare il famoso fotografo Luigi Crocenzi. E’ lui che per primo ha sperimentato il racconto fotografico. E’ lui che l’ha presa per mano e l’ha incoraggiata a percorrere questo viaggio per costruire un film su carta. “Se fossi nata prima probabilmente oggi farei la regista. Questo assemblaggio di immagini in sequenza una dopo l’altra è come un tapirulan dove scorre la vita di ognuno. Qualche volta il nastro si ferma, si fa una riflessione e poi si continua. Questo mi ha insegnato Crocenzi e io gli sono grata.” (Nikla Cingolani)
Rita Vitali Rosati è nata a Milano nel 1949. Traduttrice da sempre della nostra complessa realtà, realizza le sue opere dove vive, a Fabriano, privilegiando idee e concetti che si evolvono in immagini. Come in una “arena”, facendosi essa stessa protagonista assoluta di un progetto infinito, l’artista osserva e registra l’insolito inventario della vita, ribaltandone i punti di vista. Le sue opere sono l’espressione di una attitudine ironica, trasgressiva, destabilizzante tipici del gioco e della favola. Con le sue immagini Rita Vitali Rosati mette una lente di ingrandimento sul formicolio sociale invitando lo spettatore ad interpretare il suo nonsenso.
Poesia
in primavera
Verona ospita
la rassegna
dedicata
a tre grandi
del Novecento
Fino al 17 maggio
l’appuntamento con Andrea Zanzotto, Giorgio Caproni
e Antonia Pozzi
È dal desiderio di diffondere la conoscenza della poesia novecentesca, veneta e non solo, che a Verona è nata l’idea di “Poesia in primavera”, una rassegna dedicata ai poeti italiani del secolo scorso e alle loro più celebri composizioni. Si tratta di un’iniziativa che mira a coinvolge prima di tutto i giovani studenti veronesi, visto che il progetto è realizzato dal dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’università scaligera in collaborazione con il liceo statale “Scipione Maffei”.
Da mercoledì 18 aprile a giovedì 17 maggio prenderanno il via gli appuntamenti culturali che animeranno la rassegna, tra convegni, lezioni di approfondimento, cicli d’incontri, fino a spettacoli teatrali, tutti con il solo scopo di parlare e fare parlare dei poeti che hanno segnato la storia culturale del nostro paese. Gli incontri saranno tenuti da ospiti di rilievo nazionale e vedranno la partecipazione del filosofo Massimo Cacciari e dello psichiatra Eugenio Borgna, oltre ad altri personaggi di spicco del mondo del giornalismo e del teatro.
Uno spazio della manifestazione sarà dedicato alla figura del poeta veneto Andrea Zanzotto, a soli sei mesi dalla sua scomparsa, la cui produzione ha contribuito a diffondere la poesia veneta nel mondo. Sarà poi la volta di altri due poeti, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita: il genovese Giorgio Caponi e, infine, la milanese Antonia Pozzi.
Sara Tabacchiera
Programma:
Si parte mercoledì 18 aprile, dalle 9 alle 13 al Maffei con un primo convegno di studi su Andrea Zanzotto, introdotto da Luca Bragaja, “Le case che camminano sulle acque”. Interverranno Marzio Breda del Corriere della Sera, Francesco Carbognin, dell’Università di Bologna, Stefano Dal Bianco, dell’Ateneo di Siena e Gian Mario Villalta, organizzatore del festival letterario “Pordenonelegge”. Si prosegue alle 17.30 nella biblioteca Frinzi con l’incontro dedicato agli ultimi libri di Zanzotto.
Giovedì 19 aprile, alle 20.45 al Polo Zanotto, in occasione dell’evento “Zanzotto critico e i suoi classici”, il filosofo Massimo Cacciari dedicherà una lezione ad Andrea Zanzotto, analizzando la sua figura di poeta, lettore e interprete della grande tradizione europea. Mercoledì 2 maggio, alle 21, durante la rappresentazione “Parlami ancora”, allestita nel Piccolo Teatro di Giulietta, Stefania Felicioli si farà interprete di alcuni memorabili spettacoli goldoniani firmati da Massimo Castri. Il regista Stefano Pagin in questa rivisitazione affronta il «realismo fantastico» di Zanzotto con l’intenzione di trasformare la parola poetica in azione drammatica, la memoria dell’infanzia in emozione collettiva.
Martedì 8 maggio alle 21, al Piccolo Teatro Giulietta, “L’infinita speranza di un ritorno” farà omaggio, in occasione del centenario dalla nascita, allapoetessa milanese Antonia Pozzi. Morta suicida nel ‘38 a 26 anni, la Pozzi fu “caso” letterario, ma anche un potente richiamo sentimentale. Nel recital portato in scena da Farneto Teatro, a dar voce alla sua lirica vibrante e al suo ideale di «vita sognata» di giovane donna all’inseguimento di se stessa, Elisabetta Vergani, attrice, e Filippo Fanò, pianista.
L’appuntamento di giovedì 10 maggio, alle 20.45 a Polo Zanotto, sarà invece dedicato a uno dei grandi protagonisti della poesia genovese. Giuseppe Sandrini e Massimo Natale modereranno l’incontro “Anima mia leggera. Cent’anni con Giorgio Caproni”. A parlare di Caproni, per commemorarne i cent’anni dalla nascita, Luigi Surdich, docente dell’Università di Genova, tra i massimi esperti dell’opera di Caproni e autore, con Patrizia Traverso, di “Genova ch’è tutto dire”, volume dedicato a Litania, inno d’amore del poeta per la sua Genova. Verrà proiettato anche Congedo del viaggiatore cerimonioso, girato da Giuseppe Bertolucci nel ‘91 con gli allievi della Scuola d’arte drammatica «Paolo Grassi» di Milano, tra i quali un giovanissimo Antonio Albanese nei panni di un prete alla ricerca di Dio.
Il ciclo d’incontri sulla poesia del ‘900 si concluderà giovedì 17 maggio, al Polo Zanotto alle 20.45, ritornando sulla lirica di Antonia Pozzi, con “Soltanto in sogno. Vita e poesia di Antonia Pozzi”. Eugenio Borgna, noto psichiatra italiano e Gabriele Scaramuzza, docente di Estetica all’Università di Padova, accomunati dall’amore per la poesia di Antonia Pozzi, accompagneranno il pubblico nella riflessione sul significato dell’opera e dell’esistenza della poetessa milanese. A introdurre l’incontro Giuseppe Sandrini, curatore del volume Soltanto in sogno, raccolta delle lettere e delle fotografie che Antonia Pozzi dedicò al compagno di università Dino Formaggio negli ultimi anni della sua breve vita. Sarà l’attrice Silvia Manfrini a leggere alcuni passi scelti dell’opera.
VOCHER
PER ASSISTERE
PAZIENTI FRAGILI
FINO A 180 EURO AL GIORNO PER
CHI E’ IN STATO
VEGETATIVO
In Lombardia sono circa 500 le persone in stato vegetativo quotidianamente assistite, di cui l’82% in
strutture residenziali e il 18% presso la propria abitazione, con un investimento regionale annuo che si aggira sui 26 milioni di euro.
Il dato è stato ricordato dall’assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale della Regione Lombardia Giulio Boscagli, intervenuto al convegno organizzato a Bergamo dall’onlus “Il sostegno”, associazione per la cura e la presa in carico delle persone in stato vegetativo e dei loro
familiari. “La Lombardia si distingue - ha sottolineato l’assessore Boscagli - per l’attenzione che da tempo riserva alle persone che si trovano in queste condizioni di salute complesse e molto delicate. Regione Lombardia è stata, infatti, la prima in Italia a garantire la gratuità dei ricoveri di sollievo transitorio o definitivo alle persone in stato vegetativo, e dal 2009 a erogare ai familiari che si dedicano all’assistenza a domicilio un contributo mensile di 500 euro.”
Al convegno, intitolato “La cura e l’assistenza dei pazienti in
stato vegetativo e di coscienza minima”, ha partecipato anche il Direttore Sociale dell’ASL di Bergamo, Francesco Locati, il Presidente AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) Mario Melazzini, il Direttore del Centro don Orione di Bergamo, don Ugo Dei Cas, e il presidente dell’Associazione Il Sostegno, Guido Alberti. “Da agosto - ha detto l’assessore Boscagli - abbiamo fatto un ulteriore passo avanti, lanciando una nuova sperimentazione: ai pazienti vengono erogati voucher di valore variabile, tra i 100
e i 180 euro al giorno a seconda della gravità, finalizzati all’acquisto delle prestazioni previste da un Piano di
Assistenza Individuale. Questo è stato reso possibile grazie ad un ulteriore investimento di 10 milioni di euro.” La sperimentazione ha introdotto anche nuovi criteri di valutazione e diagnosi della condizione di stato vegetativo, che misurano il grado di coscienza e di risposta agli stimoli portando ad ampliare la platea di persone assistite, da 500 a 600.
“Le scelte che abbiamo fatto in tema di stati vegetativi e di minima coscienza - ha concluso Boscagli - sono in linea con quel processo di riforma del welfare di cui il nostro Paese ha grande bisogno. Stiamo incentrando le nostre politiche sulla persona e sulla famiglia: gli strumenti di valutazione multidimensionale
dei bisogni, che tengono conto anche delle condizioni e delle risorse - economiche, fisiche, relazionali - delle famiglie , sono perciò parte integrante di questa riforma, così come lo sono la necessità di spostare i finanziamenti dall’offerta alla domanda e di attuare pienamente il principio della libertà di scelta nelle politiche sociosanitarie e sociali”.
GARA PER
INFRASTRUTTURE
TECNOLOGICHE
E INFORMATICHE
a cura di Vito Santo Pietroforte
La Lombardia accelera verso il biglietto elettronico unico regionale. Dopo l’approvazione, avvenuta in Giunta il 14 dicembre scorso, è partito oggi il bando di gara per l’individuazione di un partner tecnologico per lo sviluppo del sistema informatico del biglietto unico elettronico regionale. Il bando è finanziato con risorse di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano e ha un valore
complessivo di 56,5 milioni di euro, di cui 29,6 milioni per la fornitura dell’architettura informatica, la realizzazione del centro elaborazione dati e la relativa manutenzione per quattro anni. La restante parte riguarda la fornitura degli apparati “hardware”, come tornelli, emettitrici di biglietti, convalidatrici e altro.
L’OBIETTIVO - “L’obiettivo di questo nuovo sistema cui abbiamo lavorato insieme al Comune, alla Provincia e alle aziende di trasporti - commenta l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo - è quello di offrire la possibilità di viaggiare su tutta la rete ferro-gomma, urbana ed extra urbana, con un unico biglietto o abbonamento valido per tutti i mezzi di trasporto pubblico. In questo modo faciliteremo la mobilità dei cittadini nell’intera regione e, semplificando l’accesso al pagamento, renderemo il trasporto pubblico più attrattivo rispetto all’utilizzo del mezzo privato, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico e l’evasione tariffaria. Il prossimo passaggio sarà quello di una progressiva integrazione tra i diversi servizi di mobilità, come il bike sharing, il car sharing, i parcheggi di corrispondenza intermodale e i taxi”. Il programma della Regione prevede di completare il progetto esecutivo del sistema entro il 2012, arrivando a un’attivazione graduale nel biennio 2012-2013, in modo da entrare a regime nel 2014. Già nel 2012 partirà la sperimentazione con 150.000 Carte regionali dei servizi.
UNA TESSERA
PER TUTTI
I MEZZI
I nuovo sistema sarà fortemente innovativo. Consentirà di accedere a tutti i mezzi di trasporto con un’unica tessera elettronica, su cui saranno “caricati” non
più i titoli di viaggio in senso tradizionale, ma semplicemente partenza e destinazione finale, nonché la validità (es. biglietto singolo, andata e ritorno, abbonamento mensile o altro). Passando da un mezzo all’altro, il viaggiatore passerà la tessera sulle validatrici, consentendo al nuovo sistema di
distribuire automaticamente i ricavi tra gli operatori di trasporto. Il modello è quello delle autostrade: oggi infatti, una volta entrati in un’autostrada, si può percorrere qualsiasi tragitto
passando da un’autostrada all’altra, indipendentemente da chi sia il gestore, pagando una volta sola al casello di uscita. Sono poi i gestori di ciascuna autostrada a distribuirsi tra loro le quote di pertinenza.
I PROMOTORI - Il bando per il nuovo sistema è promosso da un consorzio costituito ad hoc da Trenord e ATM, capofila, e dai principali vettori operanti nelle province di Milano e di Monza
e Brianza (Autoguidovie, NET, Movibus, PMT, AirPullman, STAV), cioè nella cosiddetta area SITAM (Sistema Integrato Tariffario Area Milanese), dove si realizza l’80 per cento dei ricavi del
trasporto pubblico lombardo, con oltre 2 milioni di passeggeri al giorno. Il sistema informatico sarà però aperto a tutti gli operatori di trasporto pubblico che già prestano o presteranno servizio in Lombardia, andando a costituire l’ossatura, su cui crescerà il futuro biglietto unico elettronico lombardo.
TEMPI - I fornitori saranno selezionati entro il 31 marzo 2012. Entro il 2013 il nuovo sistema sarà operativo. “Cambierà radicalmente il modo di viaggiare dei pendolari lombardi - aggiunge Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord -. Andremo a realizzare il tassello fondamentale verso quella che io chiamo “mobilità di sistema”. Noi non dobbiamo vendere ai nostri clienti un semplice biglietto, ma un insieme di servizi legati alla mobilità, come ad esempio il ticket per il parcheggio di interscambio, il car o il bike sharing. Solo così potremo far diventare il mezzo pubblico la prima scelta di mobilità dei cittadini della nostra regione”.
VANTAGGI - I vantaggi del nuovo sistema di bigliettazione elettronica sono dunque la semplicità, la velocità, l’integrazione tariffaria tra ferro, gomma e navigazione laghi. I titoli di viaggio potranno essere caricati anche su Internet.Dal punto di vista delle aziende, il nuovo sistema consentirà,
tra l’altro, di contrastare più efficacemente l’evasione, conoscere in tempo reale l’andamento dei flussi di passeggeri e razionalizzare così l’offerta dei servizi.
Nessun commento:
Posta un commento