VOCHER
PER ASSISTERE
PAZIENTI FRAGILI
FINO A 180 EURO AL GIORNO PER
CHI E’ IN STATO
VEGETATIVO
In Lombardia sono circa 500 le persone in stato vegetativo quotidianamente assistite, di cui l’82% in
strutture residenziali e il 18% presso la propria abitazione, con un investimento regionale annuo che si aggira sui 26 milioni di euro.
Il dato è stato ricordato dall’assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale della Regione Lombardia Giulio Boscagli, intervenuto al convegno organizzato a Bergamo dall’onlus “Il sostegno”, associazione per la cura e la presa in carico delle persone in stato vegetativo e dei loro
familiari. “La Lombardia si distingue - ha sottolineato l’assessore Boscagli - per l’attenzione che da tempo riserva alle persone che si trovano in queste condizioni di salute complesse e molto delicate. Regione Lombardia è stata, infatti, la prima in Italia a garantire la gratuità dei ricoveri di sollievo transitorio o definitivo alle persone in stato vegetativo, e dal 2009 a erogare ai familiari che si dedicano all’assistenza a domicilio un contributo mensile di 500 euro.”
Al convegno, intitolato “La cura e l’assistenza dei pazienti in
stato vegetativo e di coscienza minima”, ha partecipato anche il Direttore Sociale dell’ASL di Bergamo, Francesco Locati, il Presidente AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) Mario Melazzini, il Direttore del Centro don Orione di Bergamo, don Ugo Dei Cas, e il presidente dell’Associazione Il Sostegno, Guido Alberti. “Da agosto - ha detto l’assessore Boscagli - abbiamo fatto un ulteriore passo avanti, lanciando una nuova sperimentazione: ai pazienti vengono erogati voucher di valore variabile, tra i 100
e i 180 euro al giorno a seconda della gravità, finalizzati all’acquisto delle prestazioni previste da un Piano di
Assistenza Individuale. Questo è stato reso possibile grazie ad un ulteriore investimento di 10 milioni di euro.” La sperimentazione ha introdotto anche nuovi criteri di valutazione e diagnosi della condizione di stato vegetativo, che misurano il grado di coscienza e di risposta agli stimoli portando ad ampliare la platea di persone assistite, da 500 a 600.
“Le scelte che abbiamo fatto in tema di stati vegetativi e di minima coscienza - ha concluso Boscagli - sono in linea con quel processo di riforma del welfare di cui il nostro Paese ha grande bisogno. Stiamo incentrando le nostre politiche sulla persona e sulla famiglia: gli strumenti di valutazione multidimensionale
dei bisogni, che tengono conto anche delle condizioni e delle risorse - economiche, fisiche, relazionali - delle famiglie , sono perciò parte integrante di questa riforma, così come lo sono la necessità di spostare i finanziamenti dall’offerta alla domanda e di attuare pienamente il principio della libertà di scelta nelle politiche sociosanitarie e sociali”.
GARA PER
INFRASTRUTTURE
TECNOLOGICHE
E INFORMATICHE
a cura di Vito Santo Pietroforte
La Lombardia accelera verso il biglietto elettronico unico regionale. Dopo l’approvazione, avvenuta in Giunta il 14 dicembre scorso, è partito oggi il bando di gara per l’individuazione di un partner tecnologico per lo sviluppo del sistema informatico del biglietto unico elettronico regionale. Il bando è finanziato con risorse di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano e ha un valore
complessivo di 56,5 milioni di euro, di cui 29,6 milioni per la fornitura dell’architettura informatica, la realizzazione del centro elaborazione dati e la relativa manutenzione per quattro anni. La restante parte riguarda la fornitura degli apparati “hardware”, come tornelli, emettitrici di biglietti, convalidatrici e altro.
L’OBIETTIVO - “L’obiettivo di questo nuovo sistema cui abbiamo lavorato insieme al Comune, alla Provincia e alle aziende di trasporti - commenta l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo - è quello di offrire la possibilità di viaggiare su tutta la rete ferro-gomma, urbana ed extra urbana, con un unico biglietto o abbonamento valido per tutti i mezzi di trasporto pubblico. In questo modo faciliteremo la mobilità dei cittadini nell’intera regione e, semplificando l’accesso al pagamento, renderemo il trasporto pubblico più attrattivo rispetto all’utilizzo del mezzo privato, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico e l’evasione tariffaria. Il prossimo passaggio sarà quello di una progressiva integrazione tra i diversi servizi di mobilità, come il bike sharing, il car sharing, i parcheggi di corrispondenza intermodale e i taxi”. Il programma della Regione prevede di completare il progetto esecutivo del sistema entro il 2012, arrivando a un’attivazione graduale nel biennio 2012-2013, in modo da entrare a regime nel 2014. Già nel 2012 partirà la sperimentazione con 150.000 Carte regionali dei servizi.
UNA TESSERA
PER TUTTI
I MEZZI
I nuovo sistema sarà fortemente innovativo. Consentirà di accedere a tutti i mezzi di trasporto con un’unica tessera elettronica, su cui saranno “caricati” non
più i titoli di viaggio in senso tradizionale, ma semplicemente partenza e destinazione finale, nonché la validità (es. biglietto singolo, andata e ritorno, abbonamento mensile o altro). Passando da un mezzo all’altro, il viaggiatore passerà la tessera sulle validatrici, consentendo al nuovo sistema di
distribuire automaticamente i ricavi tra gli operatori di trasporto. Il modello è quello delle autostrade: oggi infatti, una volta entrati in un’autostrada, si può percorrere qualsiasi tragitto
passando da un’autostrada all’altra, indipendentemente da chi sia il gestore, pagando una volta sola al casello di uscita. Sono poi i gestori di ciascuna autostrada a distribuirsi tra loro le quote di pertinenza.
I PROMOTORI - Il bando per il nuovo sistema è promosso da un consorzio costituito ad hoc da Trenord e ATM, capofila, e dai principali vettori operanti nelle province di Milano e di Monza
e Brianza (Autoguidovie, NET, Movibus, PMT, AirPullman, STAV), cioè nella cosiddetta area SITAM (Sistema Integrato Tariffario Area Milanese), dove si realizza l’80 per cento dei ricavi del
trasporto pubblico lombardo, con oltre 2 milioni di passeggeri al giorno. Il sistema informatico sarà però aperto a tutti gli operatori di trasporto pubblico che già prestano o presteranno servizio in Lombardia, andando a costituire l’ossatura, su cui crescerà il futuro biglietto unico elettronico lombardo.
TEMPI - I fornitori saranno selezionati entro il 31 marzo 2012. Entro il 2013 il nuovo sistema sarà operativo. “Cambierà radicalmente il modo di viaggiare dei pendolari lombardi - aggiunge Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord -. Andremo a realizzare il tassello fondamentale verso quella che io chiamo “mobilità di sistema”. Noi non dobbiamo vendere ai nostri clienti un semplice biglietto, ma un insieme di servizi legati alla mobilità, come ad esempio il ticket per il parcheggio di interscambio, il car o il bike sharing. Solo così potremo far diventare il mezzo pubblico la prima scelta di mobilità dei cittadini della nostra regione”.
VANTAGGI - I vantaggi del nuovo sistema di bigliettazione elettronica sono dunque la semplicità, la velocità, l’integrazione tariffaria tra ferro, gomma e navigazione laghi. I titoli di viaggio potranno essere caricati anche su Internet.Dal punto di vista delle aziende, il nuovo sistema consentirà,
tra l’altro, di contrastare più efficacemente l’evasione, conoscere in tempo reale l’andamento dei flussi di passeggeri e razionalizzare così l’offerta dei servizi.
Avanti e indré per la vègia Milan
“Camminando per Milano, camminando piano piano, quante cose puoi vedere, quante cose puoi saper ...”. Così suggerisce una canzone degli anni Trenta che ebbe successo anche nel dopoguerra, all’epoca della trasmissione radiofonica “Ciciàrem on cicinin”. Oggi come si sa, il passeggio pedonale è ostacolato da brutture di vario genere: dalle auto, moto e bici che invadono i marciapiedi, senza dimenticare i poco edificanti “regali” della razza canina. E non parliamo delle esibizioni di grafomania sulle facciate di palazzi antichi e moderni, in gran parte di fresca ripulitura, subito deturpate da ignobili scarabocchi.
Dunque, i muri cittadini che un tempo ospitavano garbate scritte tipo “ Viva la classe del 31 come noi non c’è nessuno’ “, ma purtroppo anche slogan bellicosi come “E’ l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”, adesso non raccontano più la “vera storia”. Persino le targhe di marmo delle vie, dedicate a personaggi illustri, subiscono malversazioni.
Se però camminiamo con attenzione, mettendo talvolta il naso all’insù, avremo insospettati segnali che schiudono orizzonti di fiduciosa serenità. In contrasto con il pessimismo di chi afferma che Milano sia rimasta “senza memoria”.
Per esempio, chi passa in via Poerio, in zona Venezia, una via tranquilla, caratterizzata da abitazioni borghesi, realizzate quando alla radio si cantava “Se potessi avere, mille lire al mese”, se alza il naso all’insù, davanti al numero 37, potrà leggere questa iscrizione:”In questa casa Rollier, una ventina di antifascisti provenienti dal carcere e dal confino, che avevano risposto all’appello di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi e al loro “Manifesto di Ventotene”, fondarono il 27-28 agosto 1943 il Movimento federalista europeo che da allora è sempre stato in Italia e in Europa all’avanguardia nella difficile e lunga lotta per la costruzione di un’Europa libera e unita”.
Davvero un monito anticipatore degli eventi concretati dal trattato di Mastrich. Quindi, è doveroso non dimenticare uomini antiveggenti della tempra di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, che auspicarono l’unione della “terra che sta ad Occidente”, ossia l’Europa, il cui nome deriva dalla voce Ereb, di origine semitica. Il compianto Guido Vergani, anni fa scrisse sul “Corriere della Sera” queste considerazioni: “ Da sempre, Milano è ‘stitica di lapidi, di targhe, di segni che raccontino la città attraverso il motto “qui visse”. Milano è avara di memoria, non è affettuosa verso il proprio passato e gli uomini che, nelle scienze, nell’arte, nella musica, nella letteratura, l’hanno fatta grande. Parigi parla al cuore, alle emozioni di chi cammina per le sue strade con il linguaggio delle epigrafi. “ In questa casa abitò Maupassant. “ Qui lavorò Bracque”. “Qui Bizet compose”, “ Qui Verlaine scrisse”...
Indubbiamente, Vergani aveva ragione quando lamentava che non ci fosse una scritta in via Bigli nel palazzo dove visse più di trent’anni il premio Nobel Eugenio Montal. In compenso in corso Garibaldi, al numero 15, c’è la lapide dedicata a Salvatore Quasimodo, Nobel nel 1959. In quella casa, acquistata dal poeta con i soldi del premio, era stato previsto anche un piccolo museo ma il progetto del figlio Alessandro fu vanificato dalla mancanza di aiuti pubblici.
Ma andiamo alla ricerca del ricordo di grandi personaggi che abitarono di via Castel Morrone, in zona Venezia. Tra l’altro risulta curioso il fatto che Milano abbia dedicato una importante arteria al paesino di Castel Morrone, in provincia di Caserta. Ebbene quel borgo agricolo è passato alla storia perché nel 1860 Garibaldi vi fu sconfitto dai borbonici. E' probabile che in virtù di questo episodio, i monarchici di allora abbiano suggerito di dedicargli questa via che collega corso Indipendenza con piazza Maria Adelaide di Savoia.
A parte questa curiosità, Castel Morrone è arteria importante, non solo per i pregi architettonici di alcuni suoi palazzi ma anche perché vi abitarono personaggi illustri. A cominciare da Umberto Boccioni, pittore e scultore, nato a Reggio Calabria nel 1882. Verso la fine del 1907, si stabilì a Milano, dove dipinse il volto dolente della madre, poi il suo unico autoritratto, nonché la famosa "Rissa in Galleria", ora al Museum of Modern Art di New York. Al numero 7 di Castel Morròne lo ricorda questa lapide: " Dal novembre 1907 per tre anni abitò in questa casa Umberto Boccioni. Qui ritrasse se stesso, la madre, la gente, la città che sale ".
Invece, al numero 19 ebbe casa Benito Mussolini, con la moglie Rachele e la prima figlia Edda, che allora aveva nove anni. Ed ecco che alla fine di Castel Morrone, all'angolo con piazza Maria Adelaide di Savoia, c'è un grande palazzo degli anni Trenta. Qui si legge una targa del comune di Milano: " In questa casa visse, al Teatro alla Scala operò Nicola Benois , pittore e scenografo . Pietroburgo 1901, 1988 Codroipo ". Raissa Gorbaciov fu presente alla relativa cerimonia di scoprimento. Nello stesso palazzo abitava con la madre il tenore Giuseppe Di Stefano. E proprio lì di fronte visse a lungo con la sorella l'attrice milanese Marta Abba, ispiratrice di Pirandello. Ancora in Castel Morrone, nel suggestivo castelletto del primo Novecento, ha sede la scuola di danza di Anna Maria Bruno, già ballerina della Scala. Qui, intorno agli anni Sessanta, ci venivano non solo le élites scaligere ma anche Elena Giusti, Marisa del Frate e Gino Bramieri, per le prove dei musical di Garinei e Giovannini.
Luciano Imbriani
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