LITUANIA
Le novità
principali
del 2012
Visitate la Lituania quest’anno e potrete realmente sentire l’alito della cultura grazie agli eventi che
riescono a soddisfare tutti i gusti e che vengono organizzati in tutte le stagioni dell’anno. Nelle arene, costruite per il campionato europeo di pallacanestro in tutto il paese, si terranno tantissimi pettacoli.
Con l’arrivo dell’ aria fresca vi proponiamo di visitare tanti teatri, dove potrete vedere spettacoli classici e moderni, diretti dai registi di fama europea, quali Eimuntas Nekrosìus, Oskaras Korsunovas, Yana Ross, Rimas Tuminas, Dalla Ibelhauptaitè e altri. Vi invitiamo a fare un
salto al Teatro di Opera e Balletto, dove potrete ascoltare grandi voci che suonano nelle sale più famose del mondo, le voci di Violeta Urmanaviéìntè-Urmana, Edgaras Montvidas, Liora Grodnikaité, Lauryna Bendziùnaitè, Asmik Grigorian, etc. Qua potrete anche ammirare le
esibizioni dei migliori ballerini di danza classica del paese. www.opera.lt, www.teatras.lt,
www.okt.It.
Nel primo weekend di marzo il centro storico di Vilnius diventa un ‘animata fiera di oggetti autentici fatti a mano e di capolavori dell ‘arte culinaria, accompagnata dai canti e balli. Inoltre, vi invitiamo a visitare la fiera “Kaziuko mugé”, che si organizza per onorare San Casimiro e diventa un piacevole e rumoroso intrattenimento festivo che attira migliaia di abitanti e ospiti della città.
www.kaziukomuge.lt.
il 15-29 marzo si terrè il più grandioso e il più importante evento cinematografico in Lituania il Festival internazionale del cinema di Vilnius “Kino pavasaris” (“La primavera del Cinema”) (Vilnius IFF). Questo festival sarà organizzato per la diciasettesima volta e non solo dà la possibilità di vedere film di ottima qualità, ma anche va onorato dalle visite dei produttori e attori cinematografici più famosi del mondo. Il Festival è già stato visitato da Emir Kusturica, Mike Leigh, Leos Carax, Javor Gardev, Attila Galambos, Hana Schygulla, Ian Somerhalder, Dexter Fletcher, Ion Sapdaru, Teodor Corban, Mircea Andreescu e altri. www.kinopavasaris.lt.
Nel terzo weekend di maggio tutte le strade della Lituania si riempiono di suoni della musica. Tutti
sono invitati ad uscire nelle strade e partecipare al Giorno della musica di strada, parlando una lingua che capiscono tutti i popoli del mondo - quella della musica. Migliaia di persone allegre prendono vari strumenti musicali, escono nelle strade e suonano rock, jazz, pop, musica classica, popolare e d’avanguardia oppure addirittura suonano ritmi dei popoli africani, usando tamburi.
www.zatvexrnuz iku.lt.
Nei mesi di giugno - agosto avrà luogo uno degli eventi culturali più impressionanti e più belli - il
Festival musicale di Pazaislìs. Il Festival a Kaunas e nelle altre città regala concerti musicali gratuiti nelle chiese, monasteri e negli altri luoghi particolari. Festival è molto conosciuto in Europa e fuori dai suoi confini. Famosi artisti, quali Yehudi Menuhin, Justus Frantz, Jurij Bashrnet, Eric Ericson, Roy Goodman, Krzysztof Penderecki, hanno altamente valutato il Festival musicale di Pazaislis, paragonandolo ai Festival più famosi d’Europa. www.pazaislis.lt.
Il 16-17 giugno vi invitiamo a visitare uno degli eventi culturali più misteriosi del paese che avrà luogo nel centro storico di Vilnius - La notte della cultura “Tebunie naktis” (“Sia la notte”).
Oltre 80 eventi culturali gratuiti coprono Vilnius con un vero velo di mistero. Tutte le gallerie, giardini pubblici, musei, parchi e negozietti sono aperti tutta la notte e regalano ai visitatori programmi speciali, mostre, spettacoli e concerti. Vw\V.kllltllrosnaktis.1t
Nell’ultimo mese d’estate, il 3-5 agosto, nel centro storico di Klaipèda avrà luogo la famosa Festa
del mare. Questo Festival sarà organizzato per la cinquantatreesima volta, è la festa estiva più
grande della costa sin dal 1934 che attira circa mezzo milione di ospiti sia dalla Lituania che
dall’estero. Durante la festa si organizzano oltre 100 eventi di varia natura - cerimonie, cortei,
mostre, concerti, festival di strada, fiere e così via. \Vww. jurossvcnte.lt.
Alla fine di agosto Kaunas vi invita ad un festival di danza contemporanea - il Festival
Internazionale della Danza AURA’22, che ogni anno regala le tendenze più nuove della danza
moderna e nuove sfide artistiche. Festival Internazionale della Danza vi offre un ampio spettro di
forme della danza del XXI secolo: stile moderno classico, tutta la varietà della danza
contemporanea, questa danza in abbinamento alle tecnologie audiovisive più recenti, i migliori
esempi del Teatro di danza e della Performance art da tutto il mondo. ww\V.ciancefestival.lt.
Ambra lituana: è l’unica ad essere portata dalle onde sulle sponde del mare e ad avere le particolari proprietà curative
La Lituania viene chiamata “Paese dell ‘ambra”. Facendo una passeggiata sulla costa del mar
Baltico, mosso dalle onde, voi stessi potrete trovare pezzetti d’ambra. Nessun altro mare del mondo
porta ambra sulle sponde. Ancora ai tempi dell’Impero romano in Lituania è nata la famosa Via dell’ Ambra che portava a Roma. Già allora commercianti e viaggiatori conoscevano questa ,,regione dell’ambra”. Oggi agli ospiti della Lituania si offre di fare un viaggio lungo la Via lituana
dell’Ambra www.balticamberroad.nct) che si estende lungo la costa del mar Baltico per quasi 100 km, e di conoscere la storia, i metodi di estrazione e di lavorazione, le particolari proprietà curative di questa “pietra del sole”.
L’ambra si trova nei vari luoghi del mondo, però solo quella lituana si distingue per via delle proprietà che nessun’altra ambra ha. Ambra lituana viene chiamata “succinite” (questo termine deriva dal nome latino di un pino - pinus sukcinifera che cresceva ne li ‘attuale territorio del mar
Baltico), perché è l’unica ad avere nella sua composizione un particolare acido dell’ambra che ha proprietà terapeutiche. Ambra lituana è molto ricca di microelementi e altre sostanze importantissime, per questo motivo è molto apprezzata e usata non solo in cosmetologia, ma anche in medicina.
Un ‘altra proprietà esclusiva dell ‘ambra lituana sono le inclusioni di insetti, piante e creature che
tanto tempo fa si erano solidificati insieme al succo del pino e adesso invece danno gioia ai conoscitori e collezionisti di ambra. Ambra lituana è l’unica ambra ad essere stata accarezzata dalle tre forze della natura: l’aria, la terra e l’acqua. La resina dei pini che tanto tempo fa crescevano nell’attuale territorio della costa lituana e poi sono stati allagati dal mare, è scesa negli strati più profondi della terra e sabbia. Ancora adesso le onde del Baltico portano sulle sponde ambra che
dopo non solo si trasforma in bellissimi gioielli e materiale per le opere d’arte, ma si usa anche per preparare saponi, incensi, tè e farmaci che danno effetti positivi nella cura di cancro e altre malattie.
Quattro stagioni in Lituania
In Lituania si può sentire cos ‘è la vera primavera, il vero estate, autunno e inverno. E in ogni
stagione il nostro paese vi invita non solo ad ammirare i cambiamenti della natura, ma anche a
passare il tempo piacevolmente, attivamente ed allegramente:
In primavera, quando la natura si sveglia e il sole invita ad uscire da casa, tutti tirano fuori le
biciclette e vanno a sperimentare nuovi percorsi sia in città che in campagna. In Lituania ci sono
tanti sentieri ciclabili che portano ai luoghi protetti più belli del paese, monumenti naturali. In primavera tutti sono invitati a salire sulle barche e ad ammirare il panorama dall’acqua. Se volete fare qualcosa, si può andare a pescare. In Lituania ci sono tantissimi fiumi e laghi. Questa stagione è la migliore per visitare musei e altri istituti culturali all ‘aria aperta. Dovete assolutamente visitare il Parco d’Europa, museo di Rurnsiskiai, Parco di Grùtas o Podere di Burbiskiai.
D’estate potete non solo godervi il sole sulla sabbia bianca delle belle spiagge lituane, ma anche
passare il tempo attivamente: andare a vela, giocare a golf, andare in bici, passeggiare, fare dello
sport in campagna, visitare la Lituania, viaggiando e remando in kayak o canoa sui fiumi. Al mare potete provare un piacevole mezzo di trasporto - blokart che può regalare tante emozioni positive (www.irklakojis.lr). Non perdete l’occasione di realizzare oppure ricordare il sogno d’infanzia trasformarsi in Tarzan. In Lituania sono aperti lO parchi del divertimento che danno possibilità di
arrampicarsi sugli alberi in tutta sicurezza, di raggiungere l’altra sponda del fiume saltando con una
corda, di scendere dal dirupo e altro. La Pista da slitta estiva di Anyksciai darà tanta gioia sia ai
piccoli, sia ai grandi che possono scendere dal monte sulle rotaie tortuose
(http://www.kalitoskalna.-..It).
In autunno gli ospiti della Lituania sono invitati ad ammirare le città e la natura dall’altezza di volo
degli uccelli. Il divertimento più richiesto è volo in mongolfiera. Nel periodo della variopinta estate
indiana potete mettere alla prova i campi lituani di golf, andare a cavallo, visitare il paese in
bicicletta e non perdete l’occasione di sentire l’afflusso di adrenalina sulle piste Go-Kart. Se siete
amanti della natura, prendete un cestino e andate nel bosco a raccogliere funghi e frutti. Però non
scordatevi di consultare abitanti locali, perché non tutti i funghi sono commestibili.
D’inverno vi offriamo di godere la serenità in una tenuta di campagnia, circondata dalla natura e dai paesaggi mozzafiato, comodamente sistemandosi vicino al camino con il tradizionale liquore al miele lituano in mano. Dovete assolutamente provare i piaceri della sauna lituana. Non scordate di tuffarvi nel lago ghiacciato. D’inverno si può anche provare un insolito ma molto divertente mezzo di trasporto - il battello da ghiaccio. Vedrete che anche d’inverno è molto piacevole andare a vela (www.irklakojis.lt). Visitando Trakai, provate a fare un giro in slitta, trainata da un cavallo. Se siete pronti per la stagione sciistica, dovete assolutamente fare un salto alla .Snow Arena” di Druskininkai, dove vi aspetta una pista coperta, lunga 460 metri, che occupa il 4° posto tra le piste da sci coperte più lunghe del mondo, e una pista all’aria aperta, lunga 640 m. Arena, dalla quale si apre il panorama mozzafiato su Druskininkai, è aperta tutto l’anno e tutti i giorni, compresi i festivi (http://www.snowarcna.lt). Perciò se deciderete di visitarla d’estate, potrete non solo riposarvi dal caldo, ma anche provare tutti i piaceri che l’inverno può offrire.
Unicità delle feste e tradizioni lituane
Nei primi giorni di primavera viene rumorosamente festeggiato il Giorno di San Casimiro. Sin dai tempi antichi, nella capitale si organizza un ‘animata fiera “Kaziuko mugè” che dura alcuni giorni e attira visitatori da tutta la Lituania. Alla fiera si può acquistare merci varie, fatte a mano: oggetti in ceramica, utensili di legno, tovaglie di lino, oggetti fatti da fabbri, cesti e altri ogetti di intreccio,
ornamenti e rametti di salice che sin dai tempi antichi si fanno usando fiori essiccati, raccolti d’estate, piantine di agrostide tinte, e che stupiscono con i loro colori e disegni. Proprio questi rametti si portano nelle chiese e vengono benedetti la Domenica delle Palme (in Lituania
Domenica dei Salici - ndt.). Quel giorno, ad una settimana dalla Santa Pasqua, in tutte le strade
della Lituania si può vedere la gente con rametti di salice in mano che simboleggiano l’antico albero
della vita, la natura che si sta svegliando e la forza. Solo in Lituania si può vedere rami di salice, fatti da oltre quaranta diversi tipi di piante essiccate.
Una delle feste primaverili più importanti è la Pasqua. Lo sapevate che durante la Pasqua i nostri
antenati portavano sulle tombe dei morti un uovo? E ora i lituani non riescono neanche ad immaginare questa colorata festa primaverile senza uova variopinte. Già ai tempi del paganesimo uovo simboleggiava la nascita della vita e la fertilità e le uova dipinte, nominate già nel XIII secolo, avevano poteri magici. Piccoli soli, disegnati sull ‘uovo, significano speranza che l’anno sarà
soleggiato, stelline significano che ai campi non mancherà la luce nè di giorno, nè di notte. Disegni di colore rosso simboleggiano la vita, di colore verde - la natura che si sta svegliando, di colore giallo - il grano maturo, di colore blu - il cielo. Il rotolamento delle uova dipinte è un’immancabile tradizione pasquale. Più lontano riuscirai a far rotolare l’uovo, più fortuna avrai quell ‘anno.
D’estate i lituani credono che la notte del 23 giugno, la più lunga dell ‘anno, sia una notte magica.
Quel giorno tutta la Lituania festeggia San Giovanni. Ai tempi antichi quel giorno le donne raccoglievano erbe nei campi e credevano che nel Giorno di San Giovanni queste erbe acquistavano proprietà curative. Nella Notte di San Giovanni sulle colline si accende il fuoco e nei fiumi
galleggiano corone di fiori. Ancora esiste la tradizione di cercare un fiore di felce. Si dice che chi riusciva a trovarlo diventava chiaroveggente - poteva sentire pensieri degli altri, capire la lingua degli uccelli, accumulare ricchezze e acquisire felicità. Il giorno di San Giovanni si festeggia in varie città della Lituania secondo le tradizioni pagane: si accendono fuochi, si fanno corone di fiori e nastri, si fanno rituali per predire il futuro, si mettono le corone di fiori nei fiumi, suonano gruppi folkloristici, si canta, si balla. A Vilnius il Giorno di San Giovanni si festeggia nel Parco Verkiu.
D’autunno, nei primi giorni di novembre si celebra la festa di Ognissanti, quando la luce di candele illumina tutta la Lituania. Questa tradizione di visitare le tombe dei propri cari e di accenderei una candela esisteva già nel VII secolo. Il rito di onorare i morti, pieno di calore e di
mistero, si basa sulla credenza che le anime dei defunti continuino a vivere accanto ai vivi e possano aiutarli oppure danneggiarli a seconda del modo in cui vanno trattate. Ai tempi della Lituania pagana per prevenire la rabbia di un defunto bisognava mettere nella sua bara vari utensili casalinghi, ornamenti e tenere il fuoco acceso vicino alla tomba. Dopo il banchetto si rompevano quei recipienti. Veniva offerto sacrificio agli dei, soprattutto a Perkùnas (dio del tuono e del lampo
lituano - ndt.), per farlo accettare le anime dei defunti. Un pò di cibo veniva lasciato anche alle
anime, più spesso formaggio e liquore di miele.
D’inverno la festa di famiglia più importante è la Vigilia di Natale. I lituani non riescono ad immaginaria senza kùèiukai - dei biscottini tondi molto piccoli e non dolci con semi di papavero che si mangiano, immergendoli nel latte di papavero oppure nella bevanda a base di miele. La
tavola della Vigilia è piena zeppa di varie pietanze, secondo la tradizione ci devono essere dodici
diversi piatti - uno per ogni mese dell’anno. I nostri antenati mettevano sotto la tovaglia un pò di
fieno e cercavano di prevedere il futuro: la lunghezza del filo indicava la lunghezza della vita. Dopo
la cena di Vigilia i piatti si lasciano sul tavolo, in quel modo le anime dei defunti possono trovare qualche leccornia anche per loro. E l’arrivo della mattina di Natale porta tanta gioia ai bambini che possono trovare i loro regali sotto l’albero.
Alla fine del periodo invernale si festeggia il Carnevale, durante questa festa in Lituania pagana l’attenzione principale si prestava ai riti che aiutavano a scacciare i demoni dell ‘inverno e a svegliare la terra gelata. Il Carnevale si festeggia 46 giorni prima della Pasqua, prima dell’inizio
della Quaresima e del digiuno, proprio per questo motivo durante il Carnevale si cerca di mangiare il più abbondantemente possibile. Ai tempi antichi e ancora adesso quel giorno si mangiano devirsi tipi di crespelle, piatti di carne. Si credeva che più mangerai in quei giorni, più bella vita avrai durante tutto l’anno, perciò a volte si mangiava anche 9, 12 volte al giorno. La tradizione
carnevalesca più importante è il travestimento - la gente si mette le maschere, si traveste da bestie,
animali, sconosciuti, diavoli, streghe, demoni, etc. Ai tempi antichi i nostri antenati andavano in slitta o in vasca per il bucato, trainata dai migliori cavalli, cantavano, strillavano, si divertivano, perché credevano che rumore potesse svegliare la terra dal sonno profondo. Secondo l’antica tradizione lituana il Carnevale si festeggia a: Rurnsiskiai, Trakai e Vilnius. Ancora adesso in quel giorno ci si brucia un gigantesco spaventapasseri di paglia Morè, si preparano le crespelle all’aria aperta, si gioca e ci si diverte.
Inoltre, vi invitiamo a partecipare ai seguenti eventi:
29-31 marzo e 26-27 ottobre
Festival della moda “Mados infekcija” Città: Vilnius
www.madosinfekcija.lt
26-30 aprile Festival internazionale di Jazz .Kaunas Jazz” Città: Kaunas, Vilnius www.kaunasjazz.1t
18 maggio “Una notte al museo 2012” nel Castello dell’isola Trakai
Città: Trakai www.trakaimuziejus.lt
Luglio - agosto (tutte le domeniche)
Ciclo di musica da camera “Ufutrakio vakarai” Città: Trakai www.trakai.lt, www.seniejitrakai.ll
18-19 agosto
Giorni delle arti antiche nel Castello dell’isola Trakai Città: Trakai
www.trakai.lt
16 settembre - 3 ottobre Festival internazionale di musica antica “Banchetto musicale” Città: Vilnius
WW\v.hlllfesti\‘al, Il
8-28 novembre
Cinema Forum dei paesi europei “Scanorama” Città: Vilnius, Kaunas, Klaipèda, Siauliai \\‘ww.scanorama.lt
Dicembre
Concerti di musica natalizia nel Teatro Nazionale Lituano di Opera e Balletto e nella Filarmonica
Nazionale Lituana Città: Vilnius
ww\V.opcra.lt, w\Vw.filharmonija.lt
1 dicembre - 6 gennaio
Fiera di Natale Città: Vilnius
www.kaledo.ssoslineje.ll
Le spiagge Iituane - tra le miglioi e le più pulite d’Europa
La Penisola di Neringa è una perla della costa lituana, inserita nell ‘elenco del patrimonio mondiale
dell ‘UNESCO, che si è piazzata nella TOP ten delle migliori spiagge europee come uno dei luoghi
più attraenti per passare le vacanze, cedendo il primo posto solo all’isola di Ibiza [“The Guardian”]. I turisti stranieri possono raggiungere questa striscia di terra sabbiosa da Klaipèda, il porto lituano, in soli lO minuti. Qua ti lascia con il fiato sospeso la bellezza delle dune sabbiose, le pinete della penisola, dove abitano lupi e alci, l’aria fresca e pura che profuma di resina dei pini, spiagge con sabbia bianca e impressionante Parco nazionale della Penisola di Neringa, situato in una delle città più prestiggiose della penisola - Neringa. La costa lituana è un ‘ottima scelta per passare il vostro tempo libero nei giorni primaverili, estivi o autunnali. La strada ciclabile della costa, lunga 50 km,
dà la possibilità di provare e vedere tutto con i propri occhi.
Centri di benessere e SPA
In Lituania ci sono quattro città di villeggiatura - Palanga, Neringa, Druskininkai e Birstonas che offrono diversi pacchetti di servizi per il benessere dei turisti. Oltre la splendida natura e un riposo in tutta tranquillità, queste località danno la possibilità di usufruire dei servizi terapeutici e SPA di altissima qualità: bagni in vasca con fanghi terapeutici e con acqua minerale, vari tipi di massaggi, procedure di pulizia dell ‘intestino, servizi di cliniche odontoiatriche e altro. Parecchi turisti stranieri
hanno notato l’accessibilità di questi servizi in Lituania e ottimo rapporto tra basso costo e alta
qualità.
Passatempo attivo
Quasi il 40% del territorio lituano è coperto dai boschi, laghi e fiumi, perciò in Lituania si può
trovare tante possibilità di passare il tempo in modo attivo. Nei 5 Parchi nazionali e nei 30 Parchi
regionali vengono tutelati autentici paesaggi lituani e specie rare di flora e fauna. Qua potete trovare
circa 3000 laghi e laghetti, allontanandovi dalle grandi città e venendo in campagna, potrete passare
il vostro tempo libero in modo attivo - pescare, andare in barca o sullo yacht, fare immersioni,
andare a cavallo, in bicicletta, osservare uccelli all’aria aperta. D’estate facendo i bagni nell’acqua
cristallina dei laghi dei Parchi nazionali di Aukstaitija, Zemaitija e Dzùkija, visitando paesini e
mulini etnografici, viaggiando in Lituania e ammirando la sua natura sia dalla terra, sia dall’acqua
- dai fiumi e laghi, sia dall’aria - volando con mongolfiera, potrete conoscere meglio i paesaggi
della Lituania.
Più informazioni sulla Lituania:
www.LithllanianTravel.com
www.travel.lt
www.vilnills.1t
www.lithllanianhotels.com
www.vilnills-convention.lt
www.countryside.lt
www.vilnius-events.1t
www.culturelive.lt/lt/main/.
A Copenaghen
Safari del
caviale e
rock al museo
Musica e aperitivo nella serra delle palme; safari delle ostriche in sella a una bici e un viaggio nella storia della moda – queste solo alcune delle proposte del festival invernale Wondercool a Copenaghen. In programma oltre 100 eventi che spaziano dalla gastronomia, alla musica passando per design, architettura, arte e moda.
Copenhagen Jazz Festival, Danish Design Center, Danish Architectural Center, Copenhagen Art Festival, Copenhagen fashion Festival, Copenhagen Cooking e il festival rock FROST hanno unito le forze con Wonderful Copenhagen per creare un nuovo festival invernale ricorrente per attirare turisti in città e fare uscire di casa gli abitanti a febbraio.
Festival islandesi e rock al museo zoologico
Innumerevoli le occasioni per stimolare i sensi! Tra gli eventi proposti durante l’edizione invernale del Copenhagen Cooking: un safari del caviale in sella alle due ruote; cozze a mezzanotte nel Meat Packing District e per gli amanti dei piatti più insoliti, durante il Festival pagano islandese ci sarà l’occasione di provare testa di pecora e testicoli di ariete. Sarà inoltre possibile imparare a cucinare la bistecca perfetta, avventurarsi nel mondo della liquirizia o coccolarsi con i dessert. Se invece si preferisce un tetto sopra la testa, l’Admiral Hotel offre l’occasione unica di assaggiare le specialità di ben dieci ristoranti diversi in un’unica location.
FROST e Copenhagen Cooking propongono aperitivo con accompagnamento musicale innovativo, in occasione del concerto del gruppo sperimentale Frisk Frugt nella serra delle palme al giardino botanico. Rock danese e internazionale invece con i danesi Sleep Party People al Museo Zoologico e gli americani Clap Your hands Say Yeah al teatro Bremen.
Cool jazz, moda e arte negli spazi urbani Per quanto riguarda il jazz, in cartellone sia artisti noti come Jack DeJohnette e Palle Mikkelborg, sia artisti emergenti come Pistol No.9 e Japgaf. I gruppi si esibiranno sia in luoghi istituzionali come la Koncerthall di Jean Nouvel, ma anche in luoghi più alla mano come il negozio Fish e il Cafè Retro.
Il Danish Design Center condurrà i visitatori in un viaggio alla scoperta dell’ultimo decennio della moda danese offrendo anche spunti e idee su cosa il futuro riserva all’industria. Il Designmuseum Denmark ospiterà invece la mostra “Donne Nordiche in Chanel”. Durante i giorni inaugurali della Fashion Festival sarà inoltre possibile approfittare di numerosi sconti nei negozi della città, vincere biglietti per le sfilate e rilassarsi durante la serata wellness.
Come preludio al festival che si terrà in agosto, il Copenhagen Art Festival presenta una serie di video art che verranno mostrati in cinque gallerie e diversi luoghi pubblici della città. Il Danish Architecture Center offre visite architettoniche guidate e una mostra interattiva nella Rådhuspladsen, la piazza del municipio.
Il programma completo del Wondercool Festival su: www.wondercoolcopenhagen.com
Immagini: www.copenhagenmediacenter.com
Danimarca spasso nella storia
Inforcate un elmo vichingo, seguite le orme del favoliere danese Hans Christian Andersen, soggiornate in un castello secolare o perdetevi in uno dei tanti negozi e musei colmi del famoso design danese.
Queste solo alcune delle infinite possibilità culturali che offre una vacanza nel Syddanmark, la regione danese che comprende lo Jutland meridionale e l’isola della Fionia. La regione è nota non solo per la sua storia, ma anche per la sua natura incontaminata e la grande ospitalità dei suoi abitanti, che vivono un’esistenza rilassata e senza pretese. Qui gli ospiti vengono accolti con il particolare spirito danese del “hygge” per il quale tutti si devono sentire a proprio agio se non quasi come parte della famiglia.
Molti italiani sicuramente conoscono già la storia dei vichinghi che intorno all’anno 1000 navigarono tutta l’Europa nelle loro speciali imbarcazioni drakkar – principalmente come commercianti, ma di tanto in tanto anche come temutissimi signori della guerra che non si tiravano di fronte a una battaglia o un saccheggio redditizio. Il Vikinge Center a Ribe, la città più antica della Danimarca, presenta una ricostruzione fedele della vita di un villaggio abitato da veri vichinghi. Al museo Ladby nei pressi di Kerteminde in Fionia per tutto il 2012 sarà invece possibile seguire la costruzione di una nave vichinga secondo gli antichi principi, ovvero senza utilizzo di comodi attrezzi moderni. Vicino alla cittadina di Vejle, Jelling vanta uno dei monumenti vichinghi più importanti d’Europa, inclusi nel 1994 nella lista del patrimonio UNESCO. Le due rune vichinghe più famose della Danimarca furono erette dai re Gorm il Vecchio e Harald Dente Blu più di 1000 anni fa, e la seconda in particolare è considerata l’atto di nascita della Danimarca, perché prima testimonianza scritta del nome della nazione.
Un’altra visita da non perdere è il meraviglioso castello del 1300 di Koldinghus dove perdersi nella sala dei banchetti, avventurarsi nelle segrete o ancora arrampicarsi nella torre per godere di una fantastica vista sulla città di Kolding e il fiordo che la circonda.
Il noto scrittore Hans Christian Andersen era originario di Odense, il capoluogo dell’incantevole isola di Fionia. La sua casa natale, oggi parte del museo cittadino a lui dedicato, viene visitato annualmente da migliaia di turisti. Andersen trascorse inoltre lunghi periodi a Roma in compagnia di un altro famoso danese, lo scultore Bertel Thorvaldsen e nel museo è possibile ammirare una serie di bozzetti che Andersen fece proprio durante il suo soggiorno italiano. Un’altra opportunità per scoprire molto altro sullo scrittore è prenotare una visita guidata sulle tracce di Andersen in giro per l’antico centro cittadino alla scoperta di un’epoca passata. Un altro mondo incantato, fatto di paesaggi, ritmi e valori perduti si può trovare al Villaggio di Fionia, museo all’aperto dove è ricostruito l’ambiente di un villaggio come appariva ai tempi di Hans Christian Andersen. Il museo include 30 edifici che vanno dal 1700 al 1900, trasportati qui da vari parti della Fionia. In estate il villaggio è animato dagli abitanti, dal padrone allo stalliere, che raccontano della vita quotidiana nella campagna danese del 19˚secolo.
Infine nella pianificazione di una vacanza in questa regione non può certo mancare un soggiorno in uno degli innumerevoli manieri e castelli che costellano l’isola, tra i quali molti assiduamente frequentati da H.C.Andersen.
Per tornare al presente la visita ideale è al museo del design di Trapholt, incastonato in un bellissimo parco con vista sul fiordo di Kolding. Trapholt è l’unico museo danese in cui è possibile ammirare contemporaneamente arte, artigianato e design, come ad esempio arredi di celebri designer danesi come Hans Jørgen Wegner, Jørn Utzon e Arne Jacobsen. Di quest’ultimo è inoltre possibile visitare l’adiacente casa estiva Kubeflex, progettata da Jacobsen alla fine degli anni’60. Nel 2012 in occasione del centenario della nascita di Finn Juhl il museo gli rende omaggio con una mostra incentrata sulla sua lunga attività di designer scultoreo e sulle sue fonti di ispirazione.
La regione è caratterizzata da buone infrastrutture che rendono semplice e veloce visitare molte attrazioni senza dover rimanere incolonnati per ore nel traffico. Sul sito www.visitdenmark.com è possibile trovare ulteriore informazioni sulle tante località che rendono la regione una meta ottimale per una vacanza culturale – anche per i più piccoli. La Danimarca è, infatti, stata nominata destinazione più childrenfriendly d’Europa e la regione del Syddanmark offre diversi parchi tematici, come ad esempio Legoland, i cui mattoncini attirano in realtà tutti i bambini…di età o di spirito.
Indirizzi utili:
Pasqua in Danimarca
Conigli iniziano a deporre uova, persino colorate, e il sole comincia a danzare. Stiamo parlando naturalmente del più grande evento ecclesiastico nel mondo cristiano: Pasqua, ed in particolar modo di come si celebra in Danimarca.
Al contrario di Natale, Pasqua non cade tutti gli anni alla stessa data. Nel 325 fu deciso che la domenica di Pasqua si sarebbe sempre celebrata la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l’equinozio, il 21 marzo. Questo significa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Questo vale ancora oggi. Quest’anno il giorno di Pasqua è l’8 aprile.
Domenica delle Palme e la Settimana Santa Pasqua inizia con la domenica che la precede, quelle delle Palme, tra il 15 marzo e il 18 aprile. Questa giornata segna l’inizio della cosiddetta Settimana Santa. Per dimostrare rispetto universale a Gesù e alle sue sofferenze si usava mettere al posto dei batocchi di metallo dei batocchi in legno nelle campane delle chiese per attutire il suono.
Tutti i giorni della Settimana Santa avevano nomi secondo le tradizioni ed imposizioni che si usavano ai tempi per celebrare il periodo di Passione: Domenica delle Palme, Lunedì Blu, Bianco Martedì, Mercoledì delle Ceneri, Giovedì Santo, Venerdì di Passione e Vigilia della Resurrezione. Oggi i giorni considerati “ufficialmente” festivi sono i seguenti: Domenica delle Palme, Giovedì Santo, Venerdì di Passione, Pasqua e Lunedì dell’Angelo. Uffici e negozi sono chiusi in questi giorni.
Solo per gli assidui frequentatori della chiesa Pasqua ha preservato il suo significato religioso originale. Per la maggior parte dei danesi, la Pasqua oggi significa primavera, narcisi ed altri fiori da bulbo, rami decorati, conigli pasquali e agnelli – e naturalmente uova di cioccolato.
Albero di Pasqua e uova di cioccolato In Danimarca si comincia a festeggiare la Pasqua il prima possibile. Si comprano piccoli tulipani, narcisi, giacinti, bucaneve e primule i cui bulbi potranno essere poi piantati in giardino dopo i festeggiamenti. Una tradizione è poi quella dell’albero di Pasqua: si tagliano alcuni rami di alberi e cespugli dai nostri giardini e si decorano con ornamenti speciali per la Pasqua. Spesso, le decorazioni pasquali sono ancor più carine e simpatiche di quelle che si trovano per Natale.
Se la storia su chi è nato prima l’uovo o la gallina è da sempre stata una specie di enigma – specialmente per i bambini – non parliamo della provenienza delle uova colorate! Questa domanda è un puzzle dai tempi lontani. Come la storia di Babbo Natale.
I genitori hanno sempre cercato di evitare di dare la risposta in modo da mantenere vivo il mistero. Sin dal 16° secolo vi sono storielle di diverse spiegazioni alla domanda cruciale: da dove provengono le uova di Pasqua? Bene, tra i tanti animali candidati alla “maternità” ha vinto il coniglio. Così è il coniglio che porta le uova di Pasqua.
In realtà durante la notte tra la vigilia e Pasqua i genitori nascondono le uova colorate attorno alla casa, che i bambini con immensa gioia cercano e raccolgono il mattino seguente. Bisogna precisare che oggi si usano di più uova di cioccolato che non quelle sode colorate. Non che i bambini di oggi non amino le uova sode. Assolutamente no. Ma è più divertente colorare i gusci di quelle vere e mangiarsi invece il dolce cioccolato.
Per gli adulti, invece, si festeggia il periodo festivo con una birra speciale per l’occasione: Påskebryg – la birra di Pasqua. Prodotta e venduta solo in questo periodo dell’anno, la birra pasquale è leggermente più forte della bionda normale. Assaggiatela, si tratta di una peculiarità danese. Se siete a Copenaghen suggeriamo una vista alla VisitCarlsberg, i vecchi stabilimenti della Carlsberg, dove potete immergervi nel mondo dell’ambrata bevanda. In questo periodo potrete assaggiare la birra pasquale. www.visitcarlsberg.com
Idee per come passare una vacanza pasquale in Danimarca cogliendo l’occasione dei tanti pacchetti turistici offerti in agenzia.
Segnaliamo che molti alberghi offrono pacchetti speciali per questo periodo, ad esempio l’Admiral Hotel a Copenaghen per Pasqua offre pernottamento in doppia con prima colazione
martedì 21 febbraio 2012
BIT turismo in ...svendita
BIT
turismo in ...svendita
Per fare una affermazione del genere servirebbero dei “numeri” e non li ho. Prima che nascesse la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, da tempo scrivevo di viaggi, vacanze, e a Bit in gestazione ero stato invitato a far parte del gruppo che stava impostando la rassegna.
Durante il boom economico, anche i viaggi e il turismo avevano ricevuta una spinta propulsiva enorme. Conoscere, vedere, scoprire, lasciarsi alle spalle la guerra e ricominciare a divertirsi era il light motive di fondo della BIT. Per realizzare il progetto bisognava invitare tutto il mondo alla grande abbuffata a Milano, lasciando spazio marginale agli operatori turistici nostrani. Io, al contrario, ritenevo piuttosto che un grande sforzo doveva farsi nel far conoscere al mondo intero la vocazione turistica dell’Italia. Alzare le chiappe a andare all’estero a farsi conoscere piuttosto del contrario. Così a torto o a ragione mi feci da parte.
Da allora i tempi sono molto cambiati, il turista che andava portato per mano ed era assistito nelle vacanze oltre confine oggi è diventato sempre di più il tour operator di se stesso. Crede con riserva nei depliant colorati, e il tempo ha stemperato gli entusiasmi e drasticamente ridotte le proposte dei tour operator che non ricavano gli utili di un tempo. Se a questo si aggiunge la frammentarietà della torta “turismo” per la concorrenza che offre squallide località di nessun interesse le conclusioni sono alla portata di tutti non solo degli addetti ai lavori.
Le città di provincia reclamano aeroporti, vogliono la loro fiera mercantile, la loro rassegna gastronomica, mostre d’arte come piovesse e una propria Bit. Iniziative tutte rigorosamente in passivo pagate in gran parte da finanziamenti pubblici. Dei piccoli stati nello Stato.
Si buttano, così, stupidamente dei soldi nel cesso senza ottenere nè’ un utile personale nè’ un vantaggio per il Paese. In Germania, il turismo ha un’icona mondiale: B e r l i n o!.
La Concordia “dormiente” all’isola del Giglio, le bufere siberiane, la crisi economica, i prezzi sconsiderati dei ristoranti, degli alberghi del terziario legato al turismo e infine anche lo sport giubilato per povertà, mi auguro non contribuiscano ha farci sprofondare prima del previs sto abbracciati alla Grecia nei “Dardanelli”.
Il “mordi e fuggi” all’italiana è una spregevole nostra abitudine far soldi producendo e immettendo sul mercato alla maniera dei cinesi prodotti taroccati. Non è il sistema di crescere. Solo l’inventiva può creare lavoro e prospettive. Altra strada non c’è.
La BIT , per concludere, va rifondata, in modo radicale. Se rimarrà così assisteremo a un altro pezzo della Milano da rottamare e ( piacendo a Pisapia) con qualche decina di moschee in più dove invocare la protezione di Alla
turismo in ...svendita
Per fare una affermazione del genere servirebbero dei “numeri” e non li ho. Prima che nascesse la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, da tempo scrivevo di viaggi, vacanze, e a Bit in gestazione ero stato invitato a far parte del gruppo che stava impostando la rassegna.
Durante il boom economico, anche i viaggi e il turismo avevano ricevuta una spinta propulsiva enorme. Conoscere, vedere, scoprire, lasciarsi alle spalle la guerra e ricominciare a divertirsi era il light motive di fondo della BIT. Per realizzare il progetto bisognava invitare tutto il mondo alla grande abbuffata a Milano, lasciando spazio marginale agli operatori turistici nostrani. Io, al contrario, ritenevo piuttosto che un grande sforzo doveva farsi nel far conoscere al mondo intero la vocazione turistica dell’Italia. Alzare le chiappe a andare all’estero a farsi conoscere piuttosto del contrario. Così a torto o a ragione mi feci da parte.
Da allora i tempi sono molto cambiati, il turista che andava portato per mano ed era assistito nelle vacanze oltre confine oggi è diventato sempre di più il tour operator di se stesso. Crede con riserva nei depliant colorati, e il tempo ha stemperato gli entusiasmi e drasticamente ridotte le proposte dei tour operator che non ricavano gli utili di un tempo. Se a questo si aggiunge la frammentarietà della torta “turismo” per la concorrenza che offre squallide località di nessun interesse le conclusioni sono alla portata di tutti non solo degli addetti ai lavori.
Le città di provincia reclamano aeroporti, vogliono la loro fiera mercantile, la loro rassegna gastronomica, mostre d’arte come piovesse e una propria Bit. Iniziative tutte rigorosamente in passivo pagate in gran parte da finanziamenti pubblici. Dei piccoli stati nello Stato.
Si buttano, così, stupidamente dei soldi nel cesso senza ottenere nè’ un utile personale nè’ un vantaggio per il Paese. In Germania, il turismo ha un’icona mondiale: B e r l i n o!.
La Concordia “dormiente” all’isola del Giglio, le bufere siberiane, la crisi economica, i prezzi sconsiderati dei ristoranti, degli alberghi del terziario legato al turismo e infine anche lo sport giubilato per povertà, mi auguro non contribuiscano ha farci sprofondare prima del previs sto abbracciati alla Grecia nei “Dardanelli”.
Il “mordi e fuggi” all’italiana è una spregevole nostra abitudine far soldi producendo e immettendo sul mercato alla maniera dei cinesi prodotti taroccati. Non è il sistema di crescere. Solo l’inventiva può creare lavoro e prospettive. Altra strada non c’è.
La BIT , per concludere, va rifondata, in modo radicale. Se rimarrà così assisteremo a un altro pezzo della Milano da rottamare e ( piacendo a Pisapia) con qualche decina di moschee in più dove invocare la protezione di Alla
mercoledì 15 febbraio 2012
Dalle Cortesie del desco di Milanin Milanon
Dalle
Cortesie del desco
di Milanin
Milanon
Bonvesin de la Riva, doctor et magister milanese ( 1243-1315), diligentissimo illustratore della metropoli lombarda, nell’opera “ Le meraviglie di Milano“ fu anche precursore, con tre secoli di anticipo, di Monsignor della Casa, come dimostra il suo poemetto didascalico Cortesie del desco. Opera di costume interessante, data alle stampe nell’Ottocento e conosciuta da pochi studiosi.
Comincia così: “ Chi si siede alla mensa deve anzitutto benedire il cibo, ringraziando Dio che glie l’ha donato e non dimenticare il dovere della carità verso il povero. L’uomo civile e prudente non si accomodi in un posto d’onore donde debba essere allontanato; non posi braccia e gambe sul desco; sia misurato nel mangiare e nel bere, non parli con la bocca piena, né beva prima d’averla forbita. Non sorbisca rumorosamente i liquidi, non spruzzi la mensa starnutando o tossendo. Non biasimi il cibo, non guardi nei piatti degli altri, non metta sottosopra il piatto comune alla ricerca del boccone migliore. Non bisogna sputare, né maneggiare cani e gatti, né leccarsi le dita, né commettere indelicatezze del genere. Per la pulizia del naso sono raccomandate le pezze da piedi “(antenate del nostro fazzoletto).
Forse con qualche particolare rustico in meno, sono le stesse norme che si trovano nel Galateo di Giovanni della Casa, libro scritto con eleganza di lingua. Non solo un trattato di etichetta ma un compendio di insegnamenti morali, dettati da una raffinata cultura. Tra l’altro, vi fa spicco la condanna dell’intemperanza nel bere.
Invece, secondo Bonvesin de la Riva, amante del buon vino, ai suoi tempi Milano era un grande emporio vinicolo, come si poteva notare dal via vai di carri colmi di botti che giungevano dal contado. Allora la vite da vino era ampiamente coltivata in tutta la Bassa Lombarda, fino a Gaidu ( Ghedi ), Monte Clarus ( Montichiari) e non parliamo delle sponde del Benacus nunc Garde Lacus. Senza contare le Vallis Isei, che corrispondono all’odierna Franciacorta.
Inoltre - come racconta Bonvesin - all’ Abbazia cistercense di Chiaravalle Milanese, fondata nel 1135 da San Bernardo, vi era annessa una cantina dotata di enormi botti, nelle quali poteva entrare un guerriero a cavallo, con la sua brava lancia in resta. Impresa da armata Brancaleone e che ora sarebbe da Guinness dei primati.
° Allo storico teatro Carcano di Milano, la sera di domenica 23 novembre 1845, alle ore otto, si tenne un duplice e non plus ultra trattenimento, a cura di Giuseppe Moncalvo, intitolato: “Meneghino taglialegna e medico per forza” e “Il naufragio di Meneghin e Cecca”, laddove la tipica maschera della Milano popolare diventa persino “schiavo in Turchia”. In seguito però si fa valere come cuoco, considerato un eroe dai suoi padroni ma condannato al palo per i giudici “. Nella locandina , stampata della tipografia Brambilla, si esortano gli spettatori a prendere posto in anticipo sull’orario della rappresentazione.
“ De bass e dessora, per rid a pu non poss col Meneghin. E poeu ai Do Spad a beven on gottin “. In platea e nei palchi per ridere a più non posso con Meneghino. E dopo, all’osteria delle Due Spade a berne un goccino.
Meneghino o Domenichino, il cui nome significa servo della domenica, deve la sua fama secolare a Carlo Maria Maggi, segretario del Senato milanese, nella seconda metà del Seicento e autore della commedia “I consigli di Meneghino” inserita nelle “Poesie milanesi”, pubblicate a Milano nel 1701. Opera di notevole valore, lodata dal Muratori, poi dal Parini e dal Porta. Il Maggi venne considerato la “gloria del lenguagg noster meneghin“.
° Gira e rigira, il vissuto della capitale dei lumbard è rimasta simile a quello descritta da Emilio De Marchi all’inizio del Novecento . “ Sto Milan Milanon el sarà bell, no disi. Gh’è di piazz, di teater, di cà, di contrad, di palazz, di bottegh, istituti che ai nostri tempi c’erano solo a Parigi; gente che va, che corre, tace e sbuffa, su e giù per i tramvai, su e giù per i treni a vapore, di giorno e di notte, che non si trova un cane per fare il quarto”.
Il De Marchi, autore del romanzo Demetrio Pianelli, ritrae magistralmente la società piccolo borghese della sua epoca. Per esempio, nel saggio Milanin Milanon, citato sopra, lamenta la continua mancanza del quarto giocatore per una partita a briscola. Ciò dimostra che, a quei tempi, si lavorava per molte ore al giorno. Si tirava la carretta fin quando “se podeva“, quindi nemmeno uno scampolo di tempo libero.
° Ma seguiamo l’attento cronista Emilio De Marchi, quando si addentra nelle beatitudini dell’hinterland milanese : “.... Perciò chi arriva a Cernusco, a mezzo della linea per Lecco, dopo mezz’ora di cammino tocca a Montevecchia una delle più belle alture della Lombardia. Celebre per i suoi formaggi salati, che chiamano il vino ad alta voce, si meraviglierà di trovarvi invece di uno dei soliti hotels poco naturali, un bettolino rustico, sotto un pergolato, con le panche piene di legno elastico, l’oste in zoccoli, sprovvisto di pan fresco e di comfort. ..... “.
E poi così prosegue “ D’autunno ho veduto a Montevecchia delle viti puntellate per il peso dei grappoli; se ne fa poi quel claretto che si beve in tutte le osterie di Milano, basta che la fede ci illumini. Da Monza oggi si va fino a Monticello con un tram, che si arrampica coraggiosamente sopra certi cigli e certe rive che mettono... appetito. Il paese è pulito , con molti villini in giro e dal sagrato della chiesa , si vede un orizzonte sereno ( quand’è sereno) e una pianura seminata di paesi e di ville, che sembrano ochette bianche in un lago. All’Hotel va chi vuol spendere: c’è abito nero e coda di rondine. Ma non manca un altro albergo alla buona, con polpettine sempre pronte e un vino galantuomo come l’oste “.
° Con le bosinate milanesi, siamo al cospetto delle canzoni popolari narrative in voga per tutto l’Ottocento. Coinvolgevano non solo Milano ma la intera Brianza, la Lomellina, la Bergamasca ed erano praticamente diffuse in tutta l’Italia settentrionale. Eccovi, ad esempio una strofa della cantata “ De tant piscinin che l’era“, tratta dal repertorio dello chansonnier milanese Enrico Molaschi, chiamato Barbapedanna. “ Cont un mezz bicer de bira/ l’è stàa ciocch tutt’ ona sira ,/ n’haan vanza ancamò on gottin,/ ghe l ‘haa dada al fradellin:/ l’è staa ciocch anch’ lu on ciccin,/ tant che l’era piscinin...”
Siamo a metà dell’Ottocento, quando la Lombardia era ancora costretta a subire il dominio austriaco. Pur insofferente agli sbirri, la gente fu lusingata dalla possibilità di bere la birra, considerata bevanda esotica di successo. Difatti, un bavarese, Pietro Wührer, aprì alla Bornata di Brescia la prima fabbrica di birra italiana, seguito poco dopo da Antonio Dreher con il suo stabilimento a Trieste. L’intraprendente Wührer, in breve riuscì a conquistare con la sua cervogia ( dal latino cervisia ) il tout Milan, ossia l’alta società che si dava convegno alla Birreria Stoker in Galleria.
Quel locale, ingentilito da kellerine viennesi ( cameriere con la crestina arricciata e il grembiulino di pizzo) e rallegrato da fior di orchestra d’archi, specializzata nei valzer di Strauss, in seguito fu trasformato nel ristorante Savini, destinato a futura celebrità. Venne così sfrattata la wienerschnitzel per far posto alla costoletta alla milanese. Bandita anche la birra, ritenuta troppo proletaria, per lasciare spazio ai vini piemontesi più maestosi, Barolo in testa. Senza tralasciare le migliori espressioni delle cantine dell’OltrepòPavese. E inoltre dando spazio ai nettari gardesani di spicco, come il Chiaretto di Moniga, il Lugana e il Bardolino.
Non fu soltanto sentimentalismo, quello delle bosinate ottocentesche. Vi sono anche scampoli di ballate satiriche, come nel Ridicol matrimoni, dove si cantano disinvoltamente mottetti di questo genere: “Hanno invitato tutta la porta e tutti i parenti/ e poeu han mangià per la grand famm/ vottanta chili de salamm/ quaranta gajn, cinquanta cappon/ treei padej de risotto gial / quatter sleppe de .... / Tre cavagn tra uga e per / quatter mastei de caffè neer / e han bevuu a squarciagola/ pien de vin finna al coppin...”
Nella trascrizione del testo, inserito in un opuscolo rievocativo dello spettacolo Milanin Milanon, tenutosi nel giardino di Villa Reale a Milano, all’inizio degli anni Sessanta, non si dice di cosa siano quelle quattro sleppe ( fettone). Probabilmente, sarà stata polenta, oppure cotechino. Tralasciamo il dubbio e andiamo invece a leggere il succoso ritratto della sposa: “Vedella in camisa la me par on cammell/ la g’ ha el stomegh ch’ el me par un tecett/ che per impienill ghe voer el buffet”.
Una calzante anticipazione descrittiva del ridondante nudo femminile di Botero, statua esposta recentemente in piazza Duomo a Milano e subito imbrattato dagli instancabili writers di turno. Ma ecco il suggerimento per chi si accinge a prendere moglie: “ Oej giovinotti tornì indré/ se gh’hi voeuja de toeu miee/ Oej dimm a traa a mi fee ona robba precisa, guardì ben quand l’è in camisa “. Oh giovinotti tornate indietro/ se avete voglia di prender moglie/ datemi ascolto e fate una cosa precisa/ guardatela bene quando è in camicia.
° Ai tempi delle grandi fortune del settimanale satirico L’Asino, fondato nel 1892 da Guido Podrecca e poi diretto dal caricaturista Gabriele Galantara, fino al 1925, come contraltare delle bosinate milanesi, non mancano, accanto alle vignette satiriche, che anticipano quelle degli odierni Giannelli e Forattini, taluni motivetti che deridono non solo i grandi interpreti del nostro Risorgimento ma anche la maestosa regina Vittoria d’Inghilterra. Come dimostrano questi versetti : “ E la Cicilia l’è on’isoletta,/ l’è un’isoletta in mezzo al mar, la-rallalà,/ e la Cicilia l’è un’isoletta / noi la faremo sprofondar.” .... “ Detto fatto, si suona il campanello/ salta fuori Vittorio Emanuello./ E Garibaldi faceva l’oste ,/ Napoleone il cameriere,/ e la regina dell’Inghilprussia/ la ghe lavava giò i biccer.”
° Tra gli anni Trenta e i Settanta, domina la scena della musica leggera Giovanni D’Anzi, autore di centinaia di canzoni, alcune delle quali diventate celebri: Sotto le Stelle, Non dimenticar le mie parole, Ma l’amore no (cantata da Alida Valli, nel film Stasera niente di nuovo). Il versatile pianista milanese compone anche eccellenti motivi dialettali come questo: “ Mi sont el Barbisin de la Mojazza/ e mangi e bevi a sbafo tutt’el dì:/cont mi ghe no de trop el ganassa,/ se guardi in faccia vun t’el fo stremì ! “
Senza contare la celeberrima O mia bela Madonina cantata in tutta Italia:
“… Vedè la Madonina, sentì el me bel dialett,/ sveliass ona matina in del me
lett ! O mamma mia, inscì lontan,! T’el giuri, piangiaria pur de vess a Milan “.
° Quando, agli inizi degli anni Sessanta, rinasce il cabaret al mitico Derby, abbandonato dopo le esibizioni di Gino Franzi, interprete di Come una coppa di Champagne, Fili d’oro e Scettico blues, irrompe sul palco un giovane cantautore di grande talento, ossia Enzo Jannacci. Diventa di botto famoso per il suo trascinante ritornello El portava i scarp del tennis.
Ma non meno icastica e divertente la sua ballata “Per on basin”, di cui stralciamo una sestina: “ Passa mezz’ora ma sonava el violin/ contegno. On alter bicer de vin/ me guardi in gir gh’eren tanti tosann/ ma non è facile andà su a ballà/ mi s’eri sol e gh’avevi vergogna a cercà / “ Lei balla soltanto Foxtrot ? “
Piuttosto impacciato e maldestro quel giovanotto sulla pista da ballo, ma pieno di sacro fuoco dentro il petto. Difatti, così prosegue il madrigale con queste strofette: “Per on basin/ mi so no ma quella sera / avaria daa la vitta intrega/ propri inscì/ per on basin, frin frin/ per on basin. / Mi saria partii soldato/ saria andato a Como in moto/ poi saria torna a cà a pee. “. Purtroppo, siccome l’avance si è fatta troppo ardita, ecco che arrivano i carabinieri e cacciano il bellimbusto dalla balera. Non solo, gli mordono persino un piede. El me sgagna anca un pee.
° Ma torniamo all’ineguagliabile D’Anzi, che fu maestro anche nello scrivere e strumentare la canzonetta di costume. Come questa, ripetuta a lungo alla radio, nella trasmissione dialettale “Ciciarem on cicinin” di Attilio Carosso:
“La gagarella del Biffi Scala/ foo no per di ma l’è propi ciola.....
Ghe pias la pizza con scigola .... a me piacciono le Morris e le Cammel / oh le Cammel ancor di più .... ed annego i dispiaceri con il Kummel, con el Kummel e nulla più “ . E poi alla fine arriva la frustata moralista : “ O gagarella del Biffi Scala/ toeu su i to liber e torna a scoeula,/ Milan l’è stuffa de sopportà / le gagarelle coi suoi gagà !“
Siamo agli albori dell’emancipazione femminista e le ragazze della Milano bene osano fumare le prime sigarette in pubblico. Mentre appare persino patetico quel liquorino tratto dal cumino dei prati, più adatto alla pasticceria che non a mitigare le delusioni amorose. Ciò significa che non sono ancora entrati in azione i whisky doppio malto, né tantomeno le gagarelle osano lo Champagne. La morale corrente, sotto la spinta delle suore canossiane, allora vietava alle educande ma anche alle loro madri, il consumo in pubblico dei vini e dei liquori di qualsiasi specie. Solo a Natale e a Capodanno era concessa una coppetta di spumantino.
E daghèla avanti un passo! Ma qui siamo a La Bella Gigogin, canzone popolaresca, ossia bosinata del 1859. Invece, durante la prima guerra mondiale, i milanesun, seduti all’osteria, cantavano a squarciagola : “La moglie di Cecco Beppe/ faceva la tranviera, l’ho vista ieri sera, / sul tram con la ligèra./ Bin,bom, bon…”. Laddove la ligèra era una compagnia di giovani sbandati, talvolta mantenuti di prostitute.” Quand s’eri giovina e stavi in Ludovica/ sta insemma a quel balord, se l’era bell !”. Il testo di questa canzon fu firmato dall’attuale premio Nobel Dario Fo, mentre l’autore della musica era l’indimenticabile Fiorenzo Carpi.
Luciano Imbriani
PREMIO
MORTETTI
IN pool
position
Giunto ormai alla quarta edizione , destinato a quel giornalista che nel corso dell’anno precedente si è distinto per aver firmato articoli/servizi di valore sui temi cnnessi alla diffusine della cultura alimentare
LA CUCINA
del Corriere della Sera
Una stella nel firmamento delle riviste di cucina gni mese una squadra di chef, nutrizionisti, enologi, pasticceri, giornalisti e fotografi accompagna i lettori (tanti) alla scoperta delle bontà e delle eccellenze enogastronomiche vicine e lontane.
Nato nel 2009, La Cucina è un prodotto estremamente ricercato nella forma (ogni numero è brossurato) e nei contenuti, confezionato per un pubblico esigente alla ricerca dei piccoli- grandi segreti dell’arte culinaria.
La pubblicazione vanta, tra l‘altro, la collaborazione de “L‘accademia dei maestri pasticcerei Italiani“ e dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe”.Mese dopo mese La Cucina segue il ritmo delle stagioni e porta sulle tavole idee e suggerimenti per realizzare piatti buoni da mangiare e belli da vedere.
Ce n‘è davvero per tutti i gusti: circa 150 pagine con oltre 80 ricette, classiche e innovative, interessanti spunti culinari provenienti da ogni angolo del mondo, pillole di cultura enogastronomica, consigli per scoprire itinerari ‘golosi’. Il tutto amalgamato con passione mediterranea.
In un periodo di crisi in cui molte case editrici si trovano obbligate a chiudere testate e a smantellare intere redazioni, La Cucina, con le sue 70.000 copie, rappresenta un caso di successo contribuendo a divulgare, in maniera seria ma con toni assai gradevoli, la nostra
cultura alimentare.
Per la prima volta il Corriere della Sera offre ai suoi lettori una collana articolata in uscite mensili, introducendo una nuova formula nello scenario dell‘editoria di opere collaterali.
GIANNI E PAOLA MURA
La coppia Gourmand
del Venerdì di Repubblica premio
Gianni Mura nasce a Milano nel 1945. Dopo gli studi classici, si iscrive alla facoltà di Lettere
Moderne e nel 1964 inizia a lavorare alla Gazzetta dello sport. Giornalista professionista dal
1967, ha scritto anche per il Corriere dell’informazione, Epoca e L‘Occhio.
Dal 1976 collabora con il quotidiano La Repubblica, su cui scrive ogni domenica, e per tutta la durata del campionato di calcio di serie A, la rubrica intitolata “Sette giorni di cattivi pensierl’.
Simpatizza per l‘lnter, ama giocare a carte, andare a funghi, fare anagrammi.
Nel maggio 2007, edito da Feltrinelli, è uscito il suo primo romanzo “Giallo su giallo“, ambientato durante lo svolgimento del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo.
Ma la sua vera passione (dichiarata) è la buona cucina. Non a caso, dal 1991 cura una rubrica di enogastronomia (Mangia&bevi) sul settimanale “Il Venerdì di Repubblica“. Un appuntamento
fisso per tantissimi lettori amanti della buona e sana cucina ..
A lui fa eco sulle stesse pagine la moglie Paola con la ‘pillola’ La Bottiglia: poche ma preziose righe, sempre precise e spesso poetiche, per raccontare di vitigni, cantine e vendemmie. Plus:
BENEDETTA PARODI
Il volto fresco (e vincente) del giornalismo gastronomico.
Benedetta Parodi (Alessandria, 1972), laureata in lettere Moderne, è una giornalista e scrittrice italiana. Nel recente passato è stata conduttrice di Studio Aperto, telegiornale del canale televisivo Italia 1, solitamente durante l’edizione delle 12.25. A partire dalla fine del
2008, abbandonata la conduzione, tiene all’interno dello stesso notiziario la rubrica culinaria Cotto e mangiato che, registrata direttamente nella cucina di casa sua, presenta nuove ricette
per piatti sfiziosi e facili da realizzare. La rubrica riscuote fin da subito un grande successo di pubblico. Tant’è che, nel 2010, l’appuntamento in video viene raddoppiato: alle 13.40 viene
trasmesso Cotto e mangiato - /I menù del giorno. Quattro ricette già realizzate, che Benedetta presenta e introduce in maniera nuova per realizzare un menù per la serata.
Nel 2011 lascia Mediaset e passa a LA7 per condurre il programma I menù di Benedetta in onda dal lunedì al sabato alle 12.25. In ogni puntata viene proposto un menù completo e un piatto dedicato ai bambini. È inoltre prevista la presenza di un ospite che, con la conduttrice, prepara una ricetta. Il programma si conclude con alcuni consigli pratici per la gestione della casa. I menù di Benedetta diviene anche il titolo del terzo libro scritto dalla conduttrice.
Benedetta, si diceva, è infatti anche scrittrice. Prima di quest’ultima fatica, ha pubblicato altri due libri di ricette: Cotto e Mangiato (2009) e Benvenuti nella mia cucina (2010). Due best
GLORIA CIABATTONI
Dalla carta stampata al web: la firma golosa di QN-Quotidiano Nazionale Dopo la laurea in lettere moderne e alcune collaborazioni con riviste di Bologna, Gloria Ciabattoni matura le prime importanti esperienze giornalistiche in Rai. È datato 1985 il suo ingresso alla Poligrafici Editoriale, il quinto gruppo editoriale italiano a cui, fra le altre testate, fa capo anche il QN-Quotidiano Nazionale, capofila del network che raggruppa /I Giorno, La Nazione e /I Resto del Carlino.
Di QN è oggi capo redattore, responsabile delle stuzzicanti e assai godibili pagine dedicate
all’enogastronomia: percorsi sulle vie del gusto, interviste agli chef, nuove tendenze alimentari.
E tanto altro ancora, fra diete e peccati di gola.
Per QN cura anche ‘Di Cibo di Vini’, all’interno della sezione del sito del Gruppo dedicata ai piccoli-grandi piaceri della tavola.
Attenta, puntuale, mai scontata, Gloria Ciabattoni si muove da anni nel mondo del giornalismo enogastronomico firmando articoli, servizi e reportage dai toni amabilmente divulgativi.
Ama viaggiare, ha un debole per gli animali e si interessa di storia e di archeologia.
LA VACANZA
IN CANTINA
E’ italiano, di età tra i 30 e i 50 anni (7 su 10 sono under 50) e internauta. Pianifica le proprie vacanze autonomamente sul web, viaggia in coppia o in un gruppo di amici e cerca un’offerta integrata che al vino abbini cultura, sport, natura e benessere. Visita le cantine tutto l’anno, non solo nel periodo estivo, dove spende fino a 100 euro. E’ l’identikit dell’enoturista tracciato nell’indagine CST- Movimento Turismo Vino “Il volto dell’enoturista oggi”, condotta sulle cantine del Movimento e diffusa oggi nella Conferenza Internazionale dell’Enoturismo di Perugia. La ricerca sarà presentata domani dalla presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti. All’enoturista piace la vacanza fai da te: secondo il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono il proprio itinerario e la propria visita in cantina in maniera indipendente su internet, senza affidarsi all’intermediazione di tour operator. Fanno eccezione il Sud e le isole, dove c’è un’incidenza maggiore di viaggi organizzati. A fare da traino nella scelta dei visitatori è soprattutto il sito web dell’azienda, molto più efficace dei tradizionali strumenti di promozione e in grado di attrarre e intercettare crescenti fasce di pubblico. Non solo: oltre la metà dei produttori dichiara che è il mezzo più utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita.
Presenze e modalità di spesa. Il 61,3% dei visitatori è di sesso maschile. Ad arrivare nelle cantine soprattutto i turisti italiani: il 62% delle presenze (per lo più in coppia o in gruppi di amici) contro il 38% degli stranieri. Ma sono questi ultimi a spendere di più: secondo l’esperienza delle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina (che può arrivare fino ai 100 euro a visita), il turista straniero è nel 65% dei casi molto più propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che ha visitato. A questa cifra vanno poi aggiunti i costi per il pernottamento e le altre attività, per arrivare ad una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis. Dato che supera notevolmente la spesa media nazionale (90 euro).
Periodi di visita e domanda. L’enoturismo alimenta flussi turistici piuttosto destagionalizzati. Sul fronte dell’affluenza poche le differenze tra primavera ed estate: a seconda dei periodi dell’anno cambia invece la tipologia dei visitatori. In termini assoluti, a sorpresa, il mese preferito dagli enoturisti è Maggio (per il 38% degli intervistati), seguito da Agosto (15%), Settembre (13,5%), Luglio (11,1%) e Giugno (7,9%). I residenti o chi abita nelle località limitrofe preferiscono i mesi primaverili e invernali; ad arrivare in cantina in autunno sono gli escursionisti giornalieri mentre la primavera è una stagione per tutti i gusti. A scegliere i mesi estivi invece soprattutto i turisti che pernottano nei dintorni e che alla vacanza abbinano la visita in cantina: rappresentano tra il 50% e il 75% delle presenze estive per il 47% dei produttori. Contrariamente ai luoghi comuni, la cantina non è solo una meta da week end (45%): le visite sono spalmate anche nei giorni feriali (55%). Si conferma inoltre il binomio vincente turismo-vino. La vacanza enoturistica è spesso abbinata alla visita giornaliera dei luoghi circostanti, a riprova che - oltre al turismo del vino come scelta esclusiva - esiste un importante segmento di pubblico che intercetta un’offerta integrata (cultura, eventi, sport) dei territori. “Questo tipo di offerta costituisce un asset strategico – ha detto la presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti - sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell’enoturismo, che ad oggi sono solo al 20%. Occorre perciò che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale”.
Attività. Per il 90% dei produttori l’attività prediletta dalla stragrande maggioranza dei visitatori è la degustazione dei vini, alla quale si abbina spesso la visita guidata all’azienda e in cantina (81%). Anche la visita ai vigneti e l’assaggio di prodotti del territorio rappresentano un richiamo molto efficace per oltre la metà del campione; meno gettonate sembrano le cene a tema, (cui aderiscono pochissimi visitatori secondo il 43,7% degli intervistati) e altre attività come corsi e incontri con esperti. Grande riscontro di pubblico e ricadute molto positive sulle aziende porta l’evento Cantine Aperte (cui partecipa la totalità degli intervistati) che per l’86,9% degli intervistati è in grado di attrarre una percentuale “alta” e “molto alta” di visitatori. A seguire Calici di Stelle (29,7%) e San Martino in Cantina (17,15%).
Per contatto:
InterCOM ufficio stampa IWINETC per Movimento Turismo Vino
Ilaria Koeppen 334.3486392 koeppen@agenziaintercom.it
Marina Catenacci 349.8212419 stampa@agenziaintercom.it
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Baccalà storyory
Il nome del baccalà deriva dallo spagnolo bacalao o dal fiammingo bakeljauve. In Italia la preparazione più famosa è quella del baccalà alla vicentina che però viene realizzata con lo stoccafisso, sempre a base di merluzzo, però disseccato mediante una prolungata esposizione al sole. Prima del consumo deve essere dissalato ma quasi ovunque lo si vende già ammollato.Il buon baccalà deve essere morbido,carnoso, con fibre compatte ma non legnose e una consistenza, a cottura ultimata, di poco superiore a quella del merluzzo fresco.
In dietetica, la composizione del baccalà, alias stoccafisso o pesce bastone, dal tedesco stockfish, è per 100 grammi , di 21,60 di proteine, lipidi 1,04,glucidi 1,32,vitamina B 0,32, calcio 31 mg, fosforo 562 mg, ferro 227 mg, calorie 107. E’ indubbiamente un alimento ricco di proteine di alto valore biologico, molto povero di grassi. Trova indicazione nelle diete a basso valore calorico, a patto di non essere caricato di condimenti. Risulta essere un eccellente sostituto delle carni. Per il suo scarso contenuto in purine, viene in particolare consigliato ai soggetti affetti da iperuricemie e da gotta. Inoltre, per la sua dotazione in ferro è indicato per gli anemici.
I mitici tortellini
Sono un tipo di pasta speciale, ripieni per lo più di carne ma anche di verdure, come nel caso dei tortelli di zucca, specialità della cucina mantovana . Nel secondo canto del poema burlesco “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni si narra che sarebbe stato un oste “guercio e bolognese” a inventare questa specialità gastronomica,di fattura simile all’ombelico di Venere, dopo aver sognato la dea dormiente fra le fresche frasche di Castelfranco Emilia.
La cottura più accorsata di questa vivanda è quella dei tortellini in brodo di carne e serviti , dopo pochi minuti, con aggiunta di formaggio grana grattugiato. Oggi i .tortellini di confezione casalinga sono stati soppiantati quasi del tutto da quelli di fattura industriale venduti in busta chiusa. Del resto, assai competitivi, oppure dagli esemplari confezionati dalle botteghe artigianali. :In cucina oltre ai tortellini in brodo si realizzano altri piatti tematici come i tortellini alla panna, oppure alla besciamella: Vi sono anche i tortelli di magro con ripieno di ricotta e anche quelli di patate e uova.
La composizione dietetica dei tortellini varia in rapporto alla presenza degli ingredienti. Si può dire in linea di massima che 100 g di questa pasta ripiena forniscono un apporto di 9-10 proteine, 43 g di carboidrati, 10 g di grassi. Le calorie variano da 300 a 315. Tali dati possono anche aumentare di specificità se i tortellini sono conditi con salse di pomodoro, oppure da altri condimenti . Logicamente l’assunzione dei tortellini è maggiormente idonea per soggetti di sano e robusto appetito. Sono ovviamente esclusi nelle diete dimagranti , oppure per intolleranza alle paste ripiene.
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Cortesie del desco
di Milanin
Milanon
Bonvesin de la Riva, doctor et magister milanese ( 1243-1315), diligentissimo illustratore della metropoli lombarda, nell’opera “ Le meraviglie di Milano“ fu anche precursore, con tre secoli di anticipo, di Monsignor della Casa, come dimostra il suo poemetto didascalico Cortesie del desco. Opera di costume interessante, data alle stampe nell’Ottocento e conosciuta da pochi studiosi.
Comincia così: “ Chi si siede alla mensa deve anzitutto benedire il cibo, ringraziando Dio che glie l’ha donato e non dimenticare il dovere della carità verso il povero. L’uomo civile e prudente non si accomodi in un posto d’onore donde debba essere allontanato; non posi braccia e gambe sul desco; sia misurato nel mangiare e nel bere, non parli con la bocca piena, né beva prima d’averla forbita. Non sorbisca rumorosamente i liquidi, non spruzzi la mensa starnutando o tossendo. Non biasimi il cibo, non guardi nei piatti degli altri, non metta sottosopra il piatto comune alla ricerca del boccone migliore. Non bisogna sputare, né maneggiare cani e gatti, né leccarsi le dita, né commettere indelicatezze del genere. Per la pulizia del naso sono raccomandate le pezze da piedi “(antenate del nostro fazzoletto).
Forse con qualche particolare rustico in meno, sono le stesse norme che si trovano nel Galateo di Giovanni della Casa, libro scritto con eleganza di lingua. Non solo un trattato di etichetta ma un compendio di insegnamenti morali, dettati da una raffinata cultura. Tra l’altro, vi fa spicco la condanna dell’intemperanza nel bere.
Invece, secondo Bonvesin de la Riva, amante del buon vino, ai suoi tempi Milano era un grande emporio vinicolo, come si poteva notare dal via vai di carri colmi di botti che giungevano dal contado. Allora la vite da vino era ampiamente coltivata in tutta la Bassa Lombarda, fino a Gaidu ( Ghedi ), Monte Clarus ( Montichiari) e non parliamo delle sponde del Benacus nunc Garde Lacus. Senza contare le Vallis Isei, che corrispondono all’odierna Franciacorta.
Inoltre - come racconta Bonvesin - all’ Abbazia cistercense di Chiaravalle Milanese, fondata nel 1135 da San Bernardo, vi era annessa una cantina dotata di enormi botti, nelle quali poteva entrare un guerriero a cavallo, con la sua brava lancia in resta. Impresa da armata Brancaleone e che ora sarebbe da Guinness dei primati.
° Allo storico teatro Carcano di Milano, la sera di domenica 23 novembre 1845, alle ore otto, si tenne un duplice e non plus ultra trattenimento, a cura di Giuseppe Moncalvo, intitolato: “Meneghino taglialegna e medico per forza” e “Il naufragio di Meneghin e Cecca”, laddove la tipica maschera della Milano popolare diventa persino “schiavo in Turchia”. In seguito però si fa valere come cuoco, considerato un eroe dai suoi padroni ma condannato al palo per i giudici “. Nella locandina , stampata della tipografia Brambilla, si esortano gli spettatori a prendere posto in anticipo sull’orario della rappresentazione.
“ De bass e dessora, per rid a pu non poss col Meneghin. E poeu ai Do Spad a beven on gottin “. In platea e nei palchi per ridere a più non posso con Meneghino. E dopo, all’osteria delle Due Spade a berne un goccino.
Meneghino o Domenichino, il cui nome significa servo della domenica, deve la sua fama secolare a Carlo Maria Maggi, segretario del Senato milanese, nella seconda metà del Seicento e autore della commedia “I consigli di Meneghino” inserita nelle “Poesie milanesi”, pubblicate a Milano nel 1701. Opera di notevole valore, lodata dal Muratori, poi dal Parini e dal Porta. Il Maggi venne considerato la “gloria del lenguagg noster meneghin“.
° Gira e rigira, il vissuto della capitale dei lumbard è rimasta simile a quello descritta da Emilio De Marchi all’inizio del Novecento . “ Sto Milan Milanon el sarà bell, no disi. Gh’è di piazz, di teater, di cà, di contrad, di palazz, di bottegh, istituti che ai nostri tempi c’erano solo a Parigi; gente che va, che corre, tace e sbuffa, su e giù per i tramvai, su e giù per i treni a vapore, di giorno e di notte, che non si trova un cane per fare il quarto”.
Il De Marchi, autore del romanzo Demetrio Pianelli, ritrae magistralmente la società piccolo borghese della sua epoca. Per esempio, nel saggio Milanin Milanon, citato sopra, lamenta la continua mancanza del quarto giocatore per una partita a briscola. Ciò dimostra che, a quei tempi, si lavorava per molte ore al giorno. Si tirava la carretta fin quando “se podeva“, quindi nemmeno uno scampolo di tempo libero.
° Ma seguiamo l’attento cronista Emilio De Marchi, quando si addentra nelle beatitudini dell’hinterland milanese : “.... Perciò chi arriva a Cernusco, a mezzo della linea per Lecco, dopo mezz’ora di cammino tocca a Montevecchia una delle più belle alture della Lombardia. Celebre per i suoi formaggi salati, che chiamano il vino ad alta voce, si meraviglierà di trovarvi invece di uno dei soliti hotels poco naturali, un bettolino rustico, sotto un pergolato, con le panche piene di legno elastico, l’oste in zoccoli, sprovvisto di pan fresco e di comfort. ..... “.
E poi così prosegue “ D’autunno ho veduto a Montevecchia delle viti puntellate per il peso dei grappoli; se ne fa poi quel claretto che si beve in tutte le osterie di Milano, basta che la fede ci illumini. Da Monza oggi si va fino a Monticello con un tram, che si arrampica coraggiosamente sopra certi cigli e certe rive che mettono... appetito. Il paese è pulito , con molti villini in giro e dal sagrato della chiesa , si vede un orizzonte sereno ( quand’è sereno) e una pianura seminata di paesi e di ville, che sembrano ochette bianche in un lago. All’Hotel va chi vuol spendere: c’è abito nero e coda di rondine. Ma non manca un altro albergo alla buona, con polpettine sempre pronte e un vino galantuomo come l’oste “.
° Con le bosinate milanesi, siamo al cospetto delle canzoni popolari narrative in voga per tutto l’Ottocento. Coinvolgevano non solo Milano ma la intera Brianza, la Lomellina, la Bergamasca ed erano praticamente diffuse in tutta l’Italia settentrionale. Eccovi, ad esempio una strofa della cantata “ De tant piscinin che l’era“, tratta dal repertorio dello chansonnier milanese Enrico Molaschi, chiamato Barbapedanna. “ Cont un mezz bicer de bira/ l’è stàa ciocch tutt’ ona sira ,/ n’haan vanza ancamò on gottin,/ ghe l ‘haa dada al fradellin:/ l’è staa ciocch anch’ lu on ciccin,/ tant che l’era piscinin...”
Siamo a metà dell’Ottocento, quando la Lombardia era ancora costretta a subire il dominio austriaco. Pur insofferente agli sbirri, la gente fu lusingata dalla possibilità di bere la birra, considerata bevanda esotica di successo. Difatti, un bavarese, Pietro Wührer, aprì alla Bornata di Brescia la prima fabbrica di birra italiana, seguito poco dopo da Antonio Dreher con il suo stabilimento a Trieste. L’intraprendente Wührer, in breve riuscì a conquistare con la sua cervogia ( dal latino cervisia ) il tout Milan, ossia l’alta società che si dava convegno alla Birreria Stoker in Galleria.
Quel locale, ingentilito da kellerine viennesi ( cameriere con la crestina arricciata e il grembiulino di pizzo) e rallegrato da fior di orchestra d’archi, specializzata nei valzer di Strauss, in seguito fu trasformato nel ristorante Savini, destinato a futura celebrità. Venne così sfrattata la wienerschnitzel per far posto alla costoletta alla milanese. Bandita anche la birra, ritenuta troppo proletaria, per lasciare spazio ai vini piemontesi più maestosi, Barolo in testa. Senza tralasciare le migliori espressioni delle cantine dell’OltrepòPavese. E inoltre dando spazio ai nettari gardesani di spicco, come il Chiaretto di Moniga, il Lugana e il Bardolino.
Non fu soltanto sentimentalismo, quello delle bosinate ottocentesche. Vi sono anche scampoli di ballate satiriche, come nel Ridicol matrimoni, dove si cantano disinvoltamente mottetti di questo genere: “Hanno invitato tutta la porta e tutti i parenti/ e poeu han mangià per la grand famm/ vottanta chili de salamm/ quaranta gajn, cinquanta cappon/ treei padej de risotto gial / quatter sleppe de .... / Tre cavagn tra uga e per / quatter mastei de caffè neer / e han bevuu a squarciagola/ pien de vin finna al coppin...”
Nella trascrizione del testo, inserito in un opuscolo rievocativo dello spettacolo Milanin Milanon, tenutosi nel giardino di Villa Reale a Milano, all’inizio degli anni Sessanta, non si dice di cosa siano quelle quattro sleppe ( fettone). Probabilmente, sarà stata polenta, oppure cotechino. Tralasciamo il dubbio e andiamo invece a leggere il succoso ritratto della sposa: “Vedella in camisa la me par on cammell/ la g’ ha el stomegh ch’ el me par un tecett/ che per impienill ghe voer el buffet”.
Una calzante anticipazione descrittiva del ridondante nudo femminile di Botero, statua esposta recentemente in piazza Duomo a Milano e subito imbrattato dagli instancabili writers di turno. Ma ecco il suggerimento per chi si accinge a prendere moglie: “ Oej giovinotti tornì indré/ se gh’hi voeuja de toeu miee/ Oej dimm a traa a mi fee ona robba precisa, guardì ben quand l’è in camisa “. Oh giovinotti tornate indietro/ se avete voglia di prender moglie/ datemi ascolto e fate una cosa precisa/ guardatela bene quando è in camicia.
° Ai tempi delle grandi fortune del settimanale satirico L’Asino, fondato nel 1892 da Guido Podrecca e poi diretto dal caricaturista Gabriele Galantara, fino al 1925, come contraltare delle bosinate milanesi, non mancano, accanto alle vignette satiriche, che anticipano quelle degli odierni Giannelli e Forattini, taluni motivetti che deridono non solo i grandi interpreti del nostro Risorgimento ma anche la maestosa regina Vittoria d’Inghilterra. Come dimostrano questi versetti : “ E la Cicilia l’è on’isoletta,/ l’è un’isoletta in mezzo al mar, la-rallalà,/ e la Cicilia l’è un’isoletta / noi la faremo sprofondar.” .... “ Detto fatto, si suona il campanello/ salta fuori Vittorio Emanuello./ E Garibaldi faceva l’oste ,/ Napoleone il cameriere,/ e la regina dell’Inghilprussia/ la ghe lavava giò i biccer.”
° Tra gli anni Trenta e i Settanta, domina la scena della musica leggera Giovanni D’Anzi, autore di centinaia di canzoni, alcune delle quali diventate celebri: Sotto le Stelle, Non dimenticar le mie parole, Ma l’amore no (cantata da Alida Valli, nel film Stasera niente di nuovo). Il versatile pianista milanese compone anche eccellenti motivi dialettali come questo: “ Mi sont el Barbisin de la Mojazza/ e mangi e bevi a sbafo tutt’el dì:/cont mi ghe no de trop el ganassa,/ se guardi in faccia vun t’el fo stremì ! “
Senza contare la celeberrima O mia bela Madonina cantata in tutta Italia:
“… Vedè la Madonina, sentì el me bel dialett,/ sveliass ona matina in del me
lett ! O mamma mia, inscì lontan,! T’el giuri, piangiaria pur de vess a Milan “.
° Quando, agli inizi degli anni Sessanta, rinasce il cabaret al mitico Derby, abbandonato dopo le esibizioni di Gino Franzi, interprete di Come una coppa di Champagne, Fili d’oro e Scettico blues, irrompe sul palco un giovane cantautore di grande talento, ossia Enzo Jannacci. Diventa di botto famoso per il suo trascinante ritornello El portava i scarp del tennis.
Ma non meno icastica e divertente la sua ballata “Per on basin”, di cui stralciamo una sestina: “ Passa mezz’ora ma sonava el violin/ contegno. On alter bicer de vin/ me guardi in gir gh’eren tanti tosann/ ma non è facile andà su a ballà/ mi s’eri sol e gh’avevi vergogna a cercà / “ Lei balla soltanto Foxtrot ? “
Piuttosto impacciato e maldestro quel giovanotto sulla pista da ballo, ma pieno di sacro fuoco dentro il petto. Difatti, così prosegue il madrigale con queste strofette: “Per on basin/ mi so no ma quella sera / avaria daa la vitta intrega/ propri inscì/ per on basin, frin frin/ per on basin. / Mi saria partii soldato/ saria andato a Como in moto/ poi saria torna a cà a pee. “. Purtroppo, siccome l’avance si è fatta troppo ardita, ecco che arrivano i carabinieri e cacciano il bellimbusto dalla balera. Non solo, gli mordono persino un piede. El me sgagna anca un pee.
° Ma torniamo all’ineguagliabile D’Anzi, che fu maestro anche nello scrivere e strumentare la canzonetta di costume. Come questa, ripetuta a lungo alla radio, nella trasmissione dialettale “Ciciarem on cicinin” di Attilio Carosso:
“La gagarella del Biffi Scala/ foo no per di ma l’è propi ciola.....
Ghe pias la pizza con scigola .... a me piacciono le Morris e le Cammel / oh le Cammel ancor di più .... ed annego i dispiaceri con il Kummel, con el Kummel e nulla più “ . E poi alla fine arriva la frustata moralista : “ O gagarella del Biffi Scala/ toeu su i to liber e torna a scoeula,/ Milan l’è stuffa de sopportà / le gagarelle coi suoi gagà !“
Siamo agli albori dell’emancipazione femminista e le ragazze della Milano bene osano fumare le prime sigarette in pubblico. Mentre appare persino patetico quel liquorino tratto dal cumino dei prati, più adatto alla pasticceria che non a mitigare le delusioni amorose. Ciò significa che non sono ancora entrati in azione i whisky doppio malto, né tantomeno le gagarelle osano lo Champagne. La morale corrente, sotto la spinta delle suore canossiane, allora vietava alle educande ma anche alle loro madri, il consumo in pubblico dei vini e dei liquori di qualsiasi specie. Solo a Natale e a Capodanno era concessa una coppetta di spumantino.
E daghèla avanti un passo! Ma qui siamo a La Bella Gigogin, canzone popolaresca, ossia bosinata del 1859. Invece, durante la prima guerra mondiale, i milanesun, seduti all’osteria, cantavano a squarciagola : “La moglie di Cecco Beppe/ faceva la tranviera, l’ho vista ieri sera, / sul tram con la ligèra./ Bin,bom, bon…”. Laddove la ligèra era una compagnia di giovani sbandati, talvolta mantenuti di prostitute.” Quand s’eri giovina e stavi in Ludovica/ sta insemma a quel balord, se l’era bell !”. Il testo di questa canzon fu firmato dall’attuale premio Nobel Dario Fo, mentre l’autore della musica era l’indimenticabile Fiorenzo Carpi.
Luciano Imbriani
PREMIO
MORTETTI
IN pool
position
Giunto ormai alla quarta edizione , destinato a quel giornalista che nel corso dell’anno precedente si è distinto per aver firmato articoli/servizi di valore sui temi cnnessi alla diffusine della cultura alimentare
LA CUCINA
del Corriere della Sera
Una stella nel firmamento delle riviste di cucina gni mese una squadra di chef, nutrizionisti, enologi, pasticceri, giornalisti e fotografi accompagna i lettori (tanti) alla scoperta delle bontà e delle eccellenze enogastronomiche vicine e lontane.
Nato nel 2009, La Cucina è un prodotto estremamente ricercato nella forma (ogni numero è brossurato) e nei contenuti, confezionato per un pubblico esigente alla ricerca dei piccoli- grandi segreti dell’arte culinaria.
La pubblicazione vanta, tra l‘altro, la collaborazione de “L‘accademia dei maestri pasticcerei Italiani“ e dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe”.Mese dopo mese La Cucina segue il ritmo delle stagioni e porta sulle tavole idee e suggerimenti per realizzare piatti buoni da mangiare e belli da vedere.
Ce n‘è davvero per tutti i gusti: circa 150 pagine con oltre 80 ricette, classiche e innovative, interessanti spunti culinari provenienti da ogni angolo del mondo, pillole di cultura enogastronomica, consigli per scoprire itinerari ‘golosi’. Il tutto amalgamato con passione mediterranea.
In un periodo di crisi in cui molte case editrici si trovano obbligate a chiudere testate e a smantellare intere redazioni, La Cucina, con le sue 70.000 copie, rappresenta un caso di successo contribuendo a divulgare, in maniera seria ma con toni assai gradevoli, la nostra
cultura alimentare.
Per la prima volta il Corriere della Sera offre ai suoi lettori una collana articolata in uscite mensili, introducendo una nuova formula nello scenario dell‘editoria di opere collaterali.
GIANNI E PAOLA MURA
La coppia Gourmand
del Venerdì di Repubblica premio
Gianni Mura nasce a Milano nel 1945. Dopo gli studi classici, si iscrive alla facoltà di Lettere
Moderne e nel 1964 inizia a lavorare alla Gazzetta dello sport. Giornalista professionista dal
1967, ha scritto anche per il Corriere dell’informazione, Epoca e L‘Occhio.
Dal 1976 collabora con il quotidiano La Repubblica, su cui scrive ogni domenica, e per tutta la durata del campionato di calcio di serie A, la rubrica intitolata “Sette giorni di cattivi pensierl’.
Simpatizza per l‘lnter, ama giocare a carte, andare a funghi, fare anagrammi.
Nel maggio 2007, edito da Feltrinelli, è uscito il suo primo romanzo “Giallo su giallo“, ambientato durante lo svolgimento del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo.
Ma la sua vera passione (dichiarata) è la buona cucina. Non a caso, dal 1991 cura una rubrica di enogastronomia (Mangia&bevi) sul settimanale “Il Venerdì di Repubblica“. Un appuntamento
fisso per tantissimi lettori amanti della buona e sana cucina ..
A lui fa eco sulle stesse pagine la moglie Paola con la ‘pillola’ La Bottiglia: poche ma preziose righe, sempre precise e spesso poetiche, per raccontare di vitigni, cantine e vendemmie. Plus:
BENEDETTA PARODI
Il volto fresco (e vincente) del giornalismo gastronomico.
Benedetta Parodi (Alessandria, 1972), laureata in lettere Moderne, è una giornalista e scrittrice italiana. Nel recente passato è stata conduttrice di Studio Aperto, telegiornale del canale televisivo Italia 1, solitamente durante l’edizione delle 12.25. A partire dalla fine del
2008, abbandonata la conduzione, tiene all’interno dello stesso notiziario la rubrica culinaria Cotto e mangiato che, registrata direttamente nella cucina di casa sua, presenta nuove ricette
per piatti sfiziosi e facili da realizzare. La rubrica riscuote fin da subito un grande successo di pubblico. Tant’è che, nel 2010, l’appuntamento in video viene raddoppiato: alle 13.40 viene
trasmesso Cotto e mangiato - /I menù del giorno. Quattro ricette già realizzate, che Benedetta presenta e introduce in maniera nuova per realizzare un menù per la serata.
Nel 2011 lascia Mediaset e passa a LA7 per condurre il programma I menù di Benedetta in onda dal lunedì al sabato alle 12.25. In ogni puntata viene proposto un menù completo e un piatto dedicato ai bambini. È inoltre prevista la presenza di un ospite che, con la conduttrice, prepara una ricetta. Il programma si conclude con alcuni consigli pratici per la gestione della casa. I menù di Benedetta diviene anche il titolo del terzo libro scritto dalla conduttrice.
Benedetta, si diceva, è infatti anche scrittrice. Prima di quest’ultima fatica, ha pubblicato altri due libri di ricette: Cotto e Mangiato (2009) e Benvenuti nella mia cucina (2010). Due best
GLORIA CIABATTONI
Dalla carta stampata al web: la firma golosa di QN-Quotidiano Nazionale Dopo la laurea in lettere moderne e alcune collaborazioni con riviste di Bologna, Gloria Ciabattoni matura le prime importanti esperienze giornalistiche in Rai. È datato 1985 il suo ingresso alla Poligrafici Editoriale, il quinto gruppo editoriale italiano a cui, fra le altre testate, fa capo anche il QN-Quotidiano Nazionale, capofila del network che raggruppa /I Giorno, La Nazione e /I Resto del Carlino.
Di QN è oggi capo redattore, responsabile delle stuzzicanti e assai godibili pagine dedicate
all’enogastronomia: percorsi sulle vie del gusto, interviste agli chef, nuove tendenze alimentari.
E tanto altro ancora, fra diete e peccati di gola.
Per QN cura anche ‘Di Cibo di Vini’, all’interno della sezione del sito del Gruppo dedicata ai piccoli-grandi piaceri della tavola.
Attenta, puntuale, mai scontata, Gloria Ciabattoni si muove da anni nel mondo del giornalismo enogastronomico firmando articoli, servizi e reportage dai toni amabilmente divulgativi.
Ama viaggiare, ha un debole per gli animali e si interessa di storia e di archeologia.
LA VACANZA
IN CANTINA
E’ italiano, di età tra i 30 e i 50 anni (7 su 10 sono under 50) e internauta. Pianifica le proprie vacanze autonomamente sul web, viaggia in coppia o in un gruppo di amici e cerca un’offerta integrata che al vino abbini cultura, sport, natura e benessere. Visita le cantine tutto l’anno, non solo nel periodo estivo, dove spende fino a 100 euro. E’ l’identikit dell’enoturista tracciato nell’indagine CST- Movimento Turismo Vino “Il volto dell’enoturista oggi”, condotta sulle cantine del Movimento e diffusa oggi nella Conferenza Internazionale dell’Enoturismo di Perugia. La ricerca sarà presentata domani dalla presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti. All’enoturista piace la vacanza fai da te: secondo il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono il proprio itinerario e la propria visita in cantina in maniera indipendente su internet, senza affidarsi all’intermediazione di tour operator. Fanno eccezione il Sud e le isole, dove c’è un’incidenza maggiore di viaggi organizzati. A fare da traino nella scelta dei visitatori è soprattutto il sito web dell’azienda, molto più efficace dei tradizionali strumenti di promozione e in grado di attrarre e intercettare crescenti fasce di pubblico. Non solo: oltre la metà dei produttori dichiara che è il mezzo più utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita.
Presenze e modalità di spesa. Il 61,3% dei visitatori è di sesso maschile. Ad arrivare nelle cantine soprattutto i turisti italiani: il 62% delle presenze (per lo più in coppia o in gruppi di amici) contro il 38% degli stranieri. Ma sono questi ultimi a spendere di più: secondo l’esperienza delle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina (che può arrivare fino ai 100 euro a visita), il turista straniero è nel 65% dei casi molto più propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che ha visitato. A questa cifra vanno poi aggiunti i costi per il pernottamento e le altre attività, per arrivare ad una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis. Dato che supera notevolmente la spesa media nazionale (90 euro).
Periodi di visita e domanda. L’enoturismo alimenta flussi turistici piuttosto destagionalizzati. Sul fronte dell’affluenza poche le differenze tra primavera ed estate: a seconda dei periodi dell’anno cambia invece la tipologia dei visitatori. In termini assoluti, a sorpresa, il mese preferito dagli enoturisti è Maggio (per il 38% degli intervistati), seguito da Agosto (15%), Settembre (13,5%), Luglio (11,1%) e Giugno (7,9%). I residenti o chi abita nelle località limitrofe preferiscono i mesi primaverili e invernali; ad arrivare in cantina in autunno sono gli escursionisti giornalieri mentre la primavera è una stagione per tutti i gusti. A scegliere i mesi estivi invece soprattutto i turisti che pernottano nei dintorni e che alla vacanza abbinano la visita in cantina: rappresentano tra il 50% e il 75% delle presenze estive per il 47% dei produttori. Contrariamente ai luoghi comuni, la cantina non è solo una meta da week end (45%): le visite sono spalmate anche nei giorni feriali (55%). Si conferma inoltre il binomio vincente turismo-vino. La vacanza enoturistica è spesso abbinata alla visita giornaliera dei luoghi circostanti, a riprova che - oltre al turismo del vino come scelta esclusiva - esiste un importante segmento di pubblico che intercetta un’offerta integrata (cultura, eventi, sport) dei territori. “Questo tipo di offerta costituisce un asset strategico – ha detto la presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti - sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell’enoturismo, che ad oggi sono solo al 20%. Occorre perciò che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale”.
Attività. Per il 90% dei produttori l’attività prediletta dalla stragrande maggioranza dei visitatori è la degustazione dei vini, alla quale si abbina spesso la visita guidata all’azienda e in cantina (81%). Anche la visita ai vigneti e l’assaggio di prodotti del territorio rappresentano un richiamo molto efficace per oltre la metà del campione; meno gettonate sembrano le cene a tema, (cui aderiscono pochissimi visitatori secondo il 43,7% degli intervistati) e altre attività come corsi e incontri con esperti. Grande riscontro di pubblico e ricadute molto positive sulle aziende porta l’evento Cantine Aperte (cui partecipa la totalità degli intervistati) che per l’86,9% degli intervistati è in grado di attrarre una percentuale “alta” e “molto alta” di visitatori. A seguire Calici di Stelle (29,7%) e San Martino in Cantina (17,15%).
Per contatto:
InterCOM ufficio stampa IWINETC per Movimento Turismo Vino
Ilaria Koeppen 334.3486392 koeppen@agenziaintercom.it
Marina Catenacci 349.8212419 stampa@agenziaintercom.it
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Baccalà storyory
Il nome del baccalà deriva dallo spagnolo bacalao o dal fiammingo bakeljauve. In Italia la preparazione più famosa è quella del baccalà alla vicentina che però viene realizzata con lo stoccafisso, sempre a base di merluzzo, però disseccato mediante una prolungata esposizione al sole. Prima del consumo deve essere dissalato ma quasi ovunque lo si vende già ammollato.Il buon baccalà deve essere morbido,carnoso, con fibre compatte ma non legnose e una consistenza, a cottura ultimata, di poco superiore a quella del merluzzo fresco.
In dietetica, la composizione del baccalà, alias stoccafisso o pesce bastone, dal tedesco stockfish, è per 100 grammi , di 21,60 di proteine, lipidi 1,04,glucidi 1,32,vitamina B 0,32, calcio 31 mg, fosforo 562 mg, ferro 227 mg, calorie 107. E’ indubbiamente un alimento ricco di proteine di alto valore biologico, molto povero di grassi. Trova indicazione nelle diete a basso valore calorico, a patto di non essere caricato di condimenti. Risulta essere un eccellente sostituto delle carni. Per il suo scarso contenuto in purine, viene in particolare consigliato ai soggetti affetti da iperuricemie e da gotta. Inoltre, per la sua dotazione in ferro è indicato per gli anemici.
I mitici tortellini
Sono un tipo di pasta speciale, ripieni per lo più di carne ma anche di verdure, come nel caso dei tortelli di zucca, specialità della cucina mantovana . Nel secondo canto del poema burlesco “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni si narra che sarebbe stato un oste “guercio e bolognese” a inventare questa specialità gastronomica,di fattura simile all’ombelico di Venere, dopo aver sognato la dea dormiente fra le fresche frasche di Castelfranco Emilia.
La cottura più accorsata di questa vivanda è quella dei tortellini in brodo di carne e serviti , dopo pochi minuti, con aggiunta di formaggio grana grattugiato. Oggi i .tortellini di confezione casalinga sono stati soppiantati quasi del tutto da quelli di fattura industriale venduti in busta chiusa. Del resto, assai competitivi, oppure dagli esemplari confezionati dalle botteghe artigianali. :In cucina oltre ai tortellini in brodo si realizzano altri piatti tematici come i tortellini alla panna, oppure alla besciamella: Vi sono anche i tortelli di magro con ripieno di ricotta e anche quelli di patate e uova.
La composizione dietetica dei tortellini varia in rapporto alla presenza degli ingredienti. Si può dire in linea di massima che 100 g di questa pasta ripiena forniscono un apporto di 9-10 proteine, 43 g di carboidrati, 10 g di grassi. Le calorie variano da 300 a 315. Tali dati possono anche aumentare di specificità se i tortellini sono conditi con salse di pomodoro, oppure da altri condimenti . Logicamente l’assunzione dei tortellini è maggiormente idonea per soggetti di sano e robusto appetito. Sono ovviamente esclusi nelle diete dimagranti , oppure per intolleranza alle paste ripiene.
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Dalle Cortesie del desco di Milanin Milanon
Dalle
Cortesie del desco
di Milanin
Milanon
Bonvesin de la Riva, doctor et magister milanese ( 1243-1315), diligentissimo illustratore della metropoli lombarda, nell’opera “ Le meraviglie di Milano“ fu anche precursore, con tre secoli di anticipo, di Monsignor della Casa, come dimostra il suo poemetto didascalico Cortesie del desco. Opera di costume interessante, data alle stampe nell’Ottocento e conosciuta da pochi studiosi.
Comincia così: “ Chi si siede alla mensa deve anzitutto benedire il cibo, ringraziando Dio che glie l’ha donato e non dimenticare il dovere della carità verso il povero. L’uomo civile e prudente non si accomodi in un posto d’onore donde debba essere allontanato; non posi braccia e gambe sul desco; sia misurato nel mangiare e nel bere, non parli con la bocca piena, né beva prima d’averla forbita. Non sorbisca rumorosamente i liquidi, non spruzzi la mensa starnutando o tossendo. Non biasimi il cibo, non guardi nei piatti degli altri, non metta sottosopra il piatto comune alla ricerca del boccone migliore. Non bisogna sputare, né maneggiare cani e gatti, né leccarsi le dita, né commettere indelicatezze del genere. Per la pulizia del naso sono raccomandate le pezze da piedi “(antenate del nostro fazzoletto).
Forse con qualche particolare rustico in meno, sono le stesse norme che si trovano nel Galateo di Giovanni della Casa, libro scritto con eleganza di lingua. Non solo un trattato di etichetta ma un compendio di insegnamenti morali, dettati da una raffinata cultura. Tra l’altro, vi fa spicco la condanna dell’intemperanza nel bere.
Invece, secondo Bonvesin de la Riva, amante del buon vino, ai suoi tempi Milano era un grande emporio vinicolo, come si poteva notare dal via vai di carri colmi di botti che giungevano dal contado. Allora la vite da vino era ampiamente coltivata in tutta la Bassa Lombarda, fino a Gaidu ( Ghedi ), Monte Clarus ( Montichiari) e non parliamo delle sponde del Benacus nunc Garde Lacus. Senza contare le Vallis Isei, che corrispondono all’odierna Franciacorta.
Inoltre - come racconta Bonvesin - all’ Abbazia cistercense di Chiaravalle Milanese, fondata nel 1135 da San Bernardo, vi era annessa una cantina dotata di enormi botti, nelle quali poteva entrare un guerriero a cavallo, con la sua brava lancia in resta. Impresa da armata Brancaleone e che ora sarebbe da Guinness dei primati.
° Allo storico teatro Carcano di Milano, la sera di domenica 23 novembre 1845, alle ore otto, si tenne un duplice e non plus ultra trattenimento, a cura di Giuseppe Moncalvo, intitolato: “Meneghino taglialegna e medico per forza” e “Il naufragio di Meneghin e Cecca”, laddove la tipica maschera della Milano popolare diventa persino “schiavo in Turchia”. In seguito però si fa valere come cuoco, considerato un eroe dai suoi padroni ma condannato al palo per i giudici “. Nella locandina , stampata della tipografia Brambilla, si esortano gli spettatori a prendere posto in anticipo sull’orario della rappresentazione.
“ De bass e dessora, per rid a pu non poss col Meneghin. E poeu ai Do Spad a beven on gottin “. In platea e nei palchi per ridere a più non posso con Meneghino. E dopo, all’osteria delle Due Spade a berne un goccino.
Meneghino o Domenichino, il cui nome significa servo della domenica, deve la sua fama secolare a Carlo Maria Maggi, segretario del Senato milanese, nella seconda metà del Seicento e autore della commedia “I consigli di Meneghino” inserita nelle “Poesie milanesi”, pubblicate a Milano nel 1701. Opera di notevole valore, lodata dal Muratori, poi dal Parini e dal Porta. Il Maggi venne considerato la “gloria del lenguagg noster meneghin“.
° Gira e rigira, il vissuto della capitale dei lumbard è rimasta simile a quello descritta da Emilio De Marchi all’inizio del Novecento . “ Sto Milan Milanon el sarà bell, no disi. Gh’è di piazz, di teater, di cà, di contrad, di palazz, di bottegh, istituti che ai nostri tempi c’erano solo a Parigi; gente che va, che corre, tace e sbuffa, su e giù per i tramvai, su e giù per i treni a vapore, di giorno e di notte, che non si trova un cane per fare il quarto”.
Il De Marchi, autore del romanzo Demetrio Pianelli, ritrae magistralmente la società piccolo borghese della sua epoca. Per esempio, nel saggio Milanin Milanon, citato sopra, lamenta la continua mancanza del quarto giocatore per una partita a briscola. Ciò dimostra che, a quei tempi, si lavorava per molte ore al giorno. Si tirava la carretta fin quando “se podeva“, quindi nemmeno uno scampolo di tempo libero.
° Ma seguiamo l’attento cronista Emilio De Marchi, quando si addentra nelle beatitudini dell’hinterland milanese : “.... Perciò chi arriva a Cernusco, a mezzo della linea per Lecco, dopo mezz’ora di cammino tocca a Montevecchia una delle più belle alture della Lombardia. Celebre per i suoi formaggi salati, che chiamano il vino ad alta voce, si meraviglierà di trovarvi invece di uno dei soliti hotels poco naturali, un bettolino rustico, sotto un pergolato, con le panche piene di legno elastico, l’oste in zoccoli, sprovvisto di pan fresco e di comfort. ..... “.
E poi così prosegue “ D’autunno ho veduto a Montevecchia delle viti puntellate per il peso dei grappoli; se ne fa poi quel claretto che si beve in tutte le osterie di Milano, basta che la fede ci illumini. Da Monza oggi si va fino a Monticello con un tram, che si arrampica coraggiosamente sopra certi cigli e certe rive che mettono... appetito. Il paese è pulito , con molti villini in giro e dal sagrato della chiesa , si vede un orizzonte sereno ( quand’è sereno) e una pianura seminata di paesi e di ville, che sembrano ochette bianche in un lago. All’Hotel va chi vuol spendere: c’è abito nero e coda di rondine. Ma non manca un altro albergo alla buona, con polpettine sempre pronte e un vino galantuomo come l’oste “.
° Con le bosinate milanesi, siamo al cospetto delle canzoni popolari narrative in voga per tutto l’Ottocento. Coinvolgevano non solo Milano ma la intera Brianza, la Lomellina, la Bergamasca ed erano praticamente diffuse in tutta l’Italia settentrionale. Eccovi, ad esempio una strofa della cantata “ De tant piscinin che l’era“, tratta dal repertorio dello chansonnier milanese Enrico Molaschi, chiamato Barbapedanna. “ Cont un mezz bicer de bira/ l’è stàa ciocch tutt’ ona sira ,/ n’haan vanza ancamò on gottin,/ ghe l ‘haa dada al fradellin:/ l’è staa ciocch anch’ lu on ciccin,/ tant che l’era piscinin...”
Siamo a metà dell’Ottocento, quando la Lombardia era ancora costretta a subire il dominio austriaco. Pur insofferente agli sbirri, la gente fu lusingata dalla possibilità di bere la birra, considerata bevanda esotica di successo. Difatti, un bavarese, Pietro Wührer, aprì alla Bornata di Brescia la prima fabbrica di birra italiana, seguito poco dopo da Antonio Dreher con il suo stabilimento a Trieste. L’intraprendente Wührer, in breve riuscì a conquistare con la sua cervogia ( dal latino cervisia ) il tout Milan, ossia l’alta società che si dava convegno alla Birreria Stoker in Galleria.
Quel locale, ingentilito da kellerine viennesi ( cameriere con la crestina arricciata e il grembiulino di pizzo) e rallegrato da fior di orchestra d’archi, specializzata nei valzer di Strauss, in seguito fu trasformato nel ristorante Savini, destinato a futura celebrità. Venne così sfrattata la wienerschnitzel per far posto alla costoletta alla milanese. Bandita anche la birra, ritenuta troppo proletaria, per lasciare spazio ai vini piemontesi più maestosi, Barolo in testa. Senza tralasciare le migliori espressioni delle cantine dell’OltrepòPavese. E inoltre dando spazio ai nettari gardesani di spicco, come il Chiaretto di Moniga, il Lugana e il Bardolino.
Non fu soltanto sentimentalismo, quello delle bosinate ottocentesche. Vi sono anche scampoli di ballate satiriche, come nel Ridicol matrimoni, dove si cantano disinvoltamente mottetti di questo genere: “Hanno invitato tutta la porta e tutti i parenti/ e poeu han mangià per la grand famm/ vottanta chili de salamm/ quaranta gajn, cinquanta cappon/ treei padej de risotto gial / quatter sleppe de .... / Tre cavagn tra uga e per / quatter mastei de caffè neer / e han bevuu a squarciagola/ pien de vin finna al coppin...”
Nella trascrizione del testo, inserito in un opuscolo rievocativo dello spettacolo Milanin Milanon, tenutosi nel giardino di Villa Reale a Milano, all’inizio degli anni Sessanta, non si dice di cosa siano quelle quattro sleppe ( fettone). Probabilmente, sarà stata polenta, oppure cotechino. Tralasciamo il dubbio e andiamo invece a leggere il succoso ritratto della sposa: “Vedella in camisa la me par on cammell/ la g’ ha el stomegh ch’ el me par un tecett/ che per impienill ghe voer el buffet”.
Una calzante anticipazione descrittiva del ridondante nudo femminile di Botero, statua esposta recentemente in piazza Duomo a Milano e subito imbrattato dagli instancabili writers di turno. Ma ecco il suggerimento per chi si accinge a prendere moglie: “ Oej giovinotti tornì indré/ se gh’hi voeuja de toeu miee/ Oej dimm a traa a mi fee ona robba precisa, guardì ben quand l’è in camisa “. Oh giovinotti tornate indietro/ se avete voglia di prender moglie/ datemi ascolto e fate una cosa precisa/ guardatela bene quando è in camicia.
° Ai tempi delle grandi fortune del settimanale satirico L’Asino, fondato nel 1892 da Guido Podrecca e poi diretto dal caricaturista Gabriele Galantara, fino al 1925, come contraltare delle bosinate milanesi, non mancano, accanto alle vignette satiriche, che anticipano quelle degli odierni Giannelli e Forattini, taluni motivetti che deridono non solo i grandi interpreti del nostro Risorgimento ma anche la maestosa regina Vittoria d’Inghilterra. Come dimostrano questi versetti : “ E la Cicilia l’è on’isoletta,/ l’è un’isoletta in mezzo al mar, la-rallalà,/ e la Cicilia l’è un’isoletta / noi la faremo sprofondar.” .... “ Detto fatto, si suona il campanello/ salta fuori Vittorio Emanuello./ E Garibaldi faceva l’oste ,/ Napoleone il cameriere,/ e la regina dell’Inghilprussia/ la ghe lavava giò i biccer.”
° Tra gli anni Trenta e i Settanta, domina la scena della musica leggera Giovanni D’Anzi, autore di centinaia di canzoni, alcune delle quali diventate celebri: Sotto le Stelle, Non dimenticar le mie parole, Ma l’amore no (cantata da Alida Valli, nel film Stasera niente di nuovo). Il versatile pianista milanese compone anche eccellenti motivi dialettali come questo: “ Mi sont el Barbisin de la Mojazza/ e mangi e bevi a sbafo tutt’el dì:/cont mi ghe no de trop el ganassa,/ se guardi in faccia vun t’el fo stremì ! “
Senza contare la celeberrima O mia bela Madonina cantata in tutta Italia:
“… Vedè la Madonina, sentì el me bel dialett,/ sveliass ona matina in del me
lett ! O mamma mia, inscì lontan,! T’el giuri, piangiaria pur de vess a Milan “.
° Quando, agli inizi degli anni Sessanta, rinasce il cabaret al mitico Derby, abbandonato dopo le esibizioni di Gino Franzi, interprete di Come una coppa di Champagne, Fili d’oro e Scettico blues, irrompe sul palco un giovane cantautore di grande talento, ossia Enzo Jannacci. Diventa di botto famoso per il suo trascinante ritornello El portava i scarp del tennis.
Ma non meno icastica e divertente la sua ballata “Per on basin”, di cui stralciamo una sestina: “ Passa mezz’ora ma sonava el violin/ contegno. On alter bicer de vin/ me guardi in gir gh’eren tanti tosann/ ma non è facile andà su a ballà/ mi s’eri sol e gh’avevi vergogna a cercà / “ Lei balla soltanto Foxtrot ? “
Piuttosto impacciato e maldestro quel giovanotto sulla pista da ballo, ma pieno di sacro fuoco dentro il petto. Difatti, così prosegue il madrigale con queste strofette: “Per on basin/ mi so no ma quella sera / avaria daa la vitta intrega/ propri inscì/ per on basin, frin frin/ per on basin. / Mi saria partii soldato/ saria andato a Como in moto/ poi saria torna a cà a pee. “. Purtroppo, siccome l’avance si è fatta troppo ardita, ecco che arrivano i carabinieri e cacciano il bellimbusto dalla balera. Non solo, gli mordono persino un piede. El me sgagna anca un pee.
° Ma torniamo all’ineguagliabile D’Anzi, che fu maestro anche nello scrivere e strumentare la canzonetta di costume. Come questa, ripetuta a lungo alla radio, nella trasmissione dialettale “Ciciarem on cicinin” di Attilio Carosso:
“La gagarella del Biffi Scala/ foo no per di ma l’è propi ciola.....
Ghe pias la pizza con scigola .... a me piacciono le Morris e le Cammel / oh le Cammel ancor di più .... ed annego i dispiaceri con il Kummel, con el Kummel e nulla più “ . E poi alla fine arriva la frustata moralista : “ O gagarella del Biffi Scala/ toeu su i to liber e torna a scoeula,/ Milan l’è stuffa de sopportà / le gagarelle coi suoi gagà !“
Siamo agli albori dell’emancipazione femminista e le ragazze della Milano bene osano fumare le prime sigarette in pubblico. Mentre appare persino patetico quel liquorino tratto dal cumino dei prati, più adatto alla pasticceria che non a mitigare le delusioni amorose. Ciò significa che non sono ancora entrati in azione i whisky doppio malto, né tantomeno le gagarelle osano lo Champagne. La morale corrente, sotto la spinta delle suore canossiane, allora vietava alle educande ma anche alle loro madri, il consumo in pubblico dei vini e dei liquori di qualsiasi specie. Solo a Natale e a Capodanno era concessa una coppetta di spumantino.
E daghèla avanti un passo! Ma qui siamo a La Bella Gigogin, canzone popolaresca, ossia bosinata del 1859. Invece, durante la prima guerra mondiale, i milanesun, seduti all’osteria, cantavano a squarciagola : “La moglie di Cecco Beppe/ faceva la tranviera, l’ho vista ieri sera, / sul tram con la ligèra./ Bin,bom, bon…”. Laddove la ligèra era una compagnia di giovani sbandati, talvolta mantenuti di prostitute.” Quand s’eri giovina e stavi in Ludovica/ sta insemma a quel balord, se l’era bell !”. Il testo di questa canzon fu firmato dall’attuale premio Nobel Dario Fo, mentre l’autore della musica era l’indimenticabile Fiorenzo Carpi.
Luciano Imbriani
PREMIO
MORTETTI
IN pool
position
Giunto ormai alla quarta edizione , destinato a quel giornalista che nel corso dell’anno precedente si è distinto per aver firmato articoli/servizi di valore sui temi cnnessi alla diffusine della cultura alimentare
LA CUCINA
del Corriere della Sera
Una stella nel firmamento delle riviste di cucina gni mese una squadra di chef, nutrizionisti, enologi, pasticceri, giornalisti e fotografi accompagna i lettori (tanti) alla scoperta delle bontà e delle eccellenze enogastronomiche vicine e lontane.
Nato nel 2009, La Cucina è un prodotto estremamente ricercato nella forma (ogni numero è brossurato) e nei contenuti, confezionato per un pubblico esigente alla ricerca dei piccoli- grandi segreti dell’arte culinaria.
La pubblicazione vanta, tra l‘altro, la collaborazione de “L‘accademia dei maestri pasticcerei Italiani“ e dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe”.Mese dopo mese La Cucina segue il ritmo delle stagioni e porta sulle tavole idee e suggerimenti per realizzare piatti buoni da mangiare e belli da vedere.
Ce n‘è davvero per tutti i gusti: circa 150 pagine con oltre 80 ricette, classiche e innovative, interessanti spunti culinari provenienti da ogni angolo del mondo, pillole di cultura enogastronomica, consigli per scoprire itinerari ‘golosi’. Il tutto amalgamato con passione mediterranea.
In un periodo di crisi in cui molte case editrici si trovano obbligate a chiudere testate e a smantellare intere redazioni, La Cucina, con le sue 70.000 copie, rappresenta un caso di successo contribuendo a divulgare, in maniera seria ma con toni assai gradevoli, la nostra
cultura alimentare.
Per la prima volta il Corriere della Sera offre ai suoi lettori una collana articolata in uscite mensili, introducendo una nuova formula nello scenario dell‘editoria di opere collaterali.
GIANNI E PAOLA MURA
La coppia Gourmand
del Venerdì di Repubblica premio
Gianni Mura nasce a Milano nel 1945. Dopo gli studi classici, si iscrive alla facoltà di Lettere
Moderne e nel 1964 inizia a lavorare alla Gazzetta dello sport. Giornalista professionista dal
1967, ha scritto anche per il Corriere dell’informazione, Epoca e L‘Occhio.
Dal 1976 collabora con il quotidiano La Repubblica, su cui scrive ogni domenica, e per tutta la durata del campionato di calcio di serie A, la rubrica intitolata “Sette giorni di cattivi pensierl’.
Simpatizza per l‘lnter, ama giocare a carte, andare a funghi, fare anagrammi.
Nel maggio 2007, edito da Feltrinelli, è uscito il suo primo romanzo “Giallo su giallo“, ambientato durante lo svolgimento del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo.
Ma la sua vera passione (dichiarata) è la buona cucina. Non a caso, dal 1991 cura una rubrica di enogastronomia (Mangia&bevi) sul settimanale “Il Venerdì di Repubblica“. Un appuntamento
fisso per tantissimi lettori amanti della buona e sana cucina ..
A lui fa eco sulle stesse pagine la moglie Paola con la ‘pillola’ La Bottiglia: poche ma preziose righe, sempre precise e spesso poetiche, per raccontare di vitigni, cantine e vendemmie. Plus:
BENEDETTA PARODI
Il volto fresco (e vincente) del giornalismo gastronomico.
Benedetta Parodi (Alessandria, 1972), laureata in lettere Moderne, è una giornalista e scrittrice italiana. Nel recente passato è stata conduttrice di Studio Aperto, telegiornale del canale televisivo Italia 1, solitamente durante l’edizione delle 12.25. A partire dalla fine del
2008, abbandonata la conduzione, tiene all’interno dello stesso notiziario la rubrica culinaria Cotto e mangiato che, registrata direttamente nella cucina di casa sua, presenta nuove ricette
per piatti sfiziosi e facili da realizzare. La rubrica riscuote fin da subito un grande successo di pubblico. Tant’è che, nel 2010, l’appuntamento in video viene raddoppiato: alle 13.40 viene
trasmesso Cotto e mangiato - /I menù del giorno. Quattro ricette già realizzate, che Benedetta presenta e introduce in maniera nuova per realizzare un menù per la serata.
Nel 2011 lascia Mediaset e passa a LA7 per condurre il programma I menù di Benedetta in onda dal lunedì al sabato alle 12.25. In ogni puntata viene proposto un menù completo e un piatto dedicato ai bambini. È inoltre prevista la presenza di un ospite che, con la conduttrice, prepara una ricetta. Il programma si conclude con alcuni consigli pratici per la gestione della casa. I menù di Benedetta diviene anche il titolo del terzo libro scritto dalla conduttrice.
Benedetta, si diceva, è infatti anche scrittrice. Prima di quest’ultima fatica, ha pubblicato altri due libri di ricette: Cotto e Mangiato (2009) e Benvenuti nella mia cucina (2010). Due best
GLORIA CIABATTONI
Dalla carta stampata al web: la firma golosa di QN-Quotidiano Nazionale Dopo la laurea in lettere moderne e alcune collaborazioni con riviste di Bologna, Gloria Ciabattoni matura le prime importanti esperienze giornalistiche in Rai. È datato 1985 il suo ingresso alla Poligrafici Editoriale, il quinto gruppo editoriale italiano a cui, fra le altre testate, fa capo anche il QN-Quotidiano Nazionale, capofila del network che raggruppa /I Giorno, La Nazione e /I Resto del Carlino.
Di QN è oggi capo redattore, responsabile delle stuzzicanti e assai godibili pagine dedicate
all’enogastronomia: percorsi sulle vie del gusto, interviste agli chef, nuove tendenze alimentari.
E tanto altro ancora, fra diete e peccati di gola.
Per QN cura anche ‘Di Cibo di Vini’, all’interno della sezione del sito del Gruppo dedicata ai piccoli-grandi piaceri della tavola.
Attenta, puntuale, mai scontata, Gloria Ciabattoni si muove da anni nel mondo del giornalismo enogastronomico firmando articoli, servizi e reportage dai toni amabilmente divulgativi.
Ama viaggiare, ha un debole per gli animali e si interessa di storia e di archeologia.
LA VACANZA
IN CANTINA
E’ italiano, di età tra i 30 e i 50 anni (7 su 10 sono under 50) e internauta. Pianifica le proprie vacanze autonomamente sul web, viaggia in coppia o in un gruppo di amici e cerca un’offerta integrata che al vino abbini cultura, sport, natura e benessere. Visita le cantine tutto l’anno, non solo nel periodo estivo, dove spende fino a 100 euro. E’ l’identikit dell’enoturista tracciato nell’indagine CST- Movimento Turismo Vino “Il volto dell’enoturista oggi”, condotta sulle cantine del Movimento e diffusa oggi nella Conferenza Internazionale dell’Enoturismo di Perugia. La ricerca sarà presentata domani dalla presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti. All’enoturista piace la vacanza fai da te: secondo il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono il proprio itinerario e la propria visita in cantina in maniera indipendente su internet, senza affidarsi all’intermediazione di tour operator. Fanno eccezione il Sud e le isole, dove c’è un’incidenza maggiore di viaggi organizzati. A fare da traino nella scelta dei visitatori è soprattutto il sito web dell’azienda, molto più efficace dei tradizionali strumenti di promozione e in grado di attrarre e intercettare crescenti fasce di pubblico. Non solo: oltre la metà dei produttori dichiara che è il mezzo più utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita.
Presenze e modalità di spesa. Il 61,3% dei visitatori è di sesso maschile. Ad arrivare nelle cantine soprattutto i turisti italiani: il 62% delle presenze (per lo più in coppia o in gruppi di amici) contro il 38% degli stranieri. Ma sono questi ultimi a spendere di più: secondo l’esperienza delle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina (che può arrivare fino ai 100 euro a visita), il turista straniero è nel 65% dei casi molto più propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che ha visitato. A questa cifra vanno poi aggiunti i costi per il pernottamento e le altre attività, per arrivare ad una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis. Dato che supera notevolmente la spesa media nazionale (90 euro).
Periodi di visita e domanda. L’enoturismo alimenta flussi turistici piuttosto destagionalizzati. Sul fronte dell’affluenza poche le differenze tra primavera ed estate: a seconda dei periodi dell’anno cambia invece la tipologia dei visitatori. In termini assoluti, a sorpresa, il mese preferito dagli enoturisti è Maggio (per il 38% degli intervistati), seguito da Agosto (15%), Settembre (13,5%), Luglio (11,1%) e Giugno (7,9%). I residenti o chi abita nelle località limitrofe preferiscono i mesi primaverili e invernali; ad arrivare in cantina in autunno sono gli escursionisti giornalieri mentre la primavera è una stagione per tutti i gusti. A scegliere i mesi estivi invece soprattutto i turisti che pernottano nei dintorni e che alla vacanza abbinano la visita in cantina: rappresentano tra il 50% e il 75% delle presenze estive per il 47% dei produttori. Contrariamente ai luoghi comuni, la cantina non è solo una meta da week end (45%): le visite sono spalmate anche nei giorni feriali (55%). Si conferma inoltre il binomio vincente turismo-vino. La vacanza enoturistica è spesso abbinata alla visita giornaliera dei luoghi circostanti, a riprova che - oltre al turismo del vino come scelta esclusiva - esiste un importante segmento di pubblico che intercetta un’offerta integrata (cultura, eventi, sport) dei territori. “Questo tipo di offerta costituisce un asset strategico – ha detto la presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti - sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell’enoturismo, che ad oggi sono solo al 20%. Occorre perciò che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale”.
Attività. Per il 90% dei produttori l’attività prediletta dalla stragrande maggioranza dei visitatori è la degustazione dei vini, alla quale si abbina spesso la visita guidata all’azienda e in cantina (81%). Anche la visita ai vigneti e l’assaggio di prodotti del territorio rappresentano un richiamo molto efficace per oltre la metà del campione; meno gettonate sembrano le cene a tema, (cui aderiscono pochissimi visitatori secondo il 43,7% degli intervistati) e altre attività come corsi e incontri con esperti. Grande riscontro di pubblico e ricadute molto positive sulle aziende porta l’evento Cantine Aperte (cui partecipa la totalità degli intervistati) che per l’86,9% degli intervistati è in grado di attrarre una percentuale “alta” e “molto alta” di visitatori. A seguire Calici di Stelle (29,7%) e San Martino in Cantina (17,15%).
Per contatto:
InterCOM ufficio stampa IWINETC per Movimento Turismo Vino
Ilaria Koeppen 334.3486392 koeppen@agenziaintercom.it
Marina Catenacci 349.8212419 stampa@agenziaintercom.it
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Baccalà storyory
Il nome del baccalà deriva dallo spagnolo bacalao o dal fiammingo bakeljauve. In Italia la preparazione più famosa è quella del baccalà alla vicentina che però viene realizzata con lo stoccafisso, sempre a base di merluzzo, però disseccato mediante una prolungata esposizione al sole. Prima del consumo deve essere dissalato ma quasi ovunque lo si vende già ammollato.Il buon baccalà deve essere morbido,carnoso, con fibre compatte ma non legnose e una consistenza, a cottura ultimata, di poco superiore a quella del merluzzo fresco.
In dietetica, la composizione del baccalà, alias stoccafisso o pesce bastone, dal tedesco stockfish, è per 100 grammi , di 21,60 di proteine, lipidi 1,04,glucidi 1,32,vitamina B 0,32, calcio 31 mg, fosforo 562 mg, ferro 227 mg, calorie 107. E’ indubbiamente un alimento ricco di proteine di alto valore biologico, molto povero di grassi. Trova indicazione nelle diete a basso valore calorico, a patto di non essere caricato di condimenti. Risulta essere un eccellente sostituto delle carni. Per il suo scarso contenuto in purine, viene in particolare consigliato ai soggetti affetti da iperuricemie e da gotta. Inoltre, per la sua dotazione in ferro è indicato per gli anemici.
I mitici tortellini
Sono un tipo di pasta speciale, ripieni per lo più di carne ma anche di verdure, come nel caso dei tortelli di zucca, specialità della cucina mantovana . Nel secondo canto del poema burlesco “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni si narra che sarebbe stato un oste “guercio e bolognese” a inventare questa specialità gastronomica,di fattura simile all’ombelico di Venere, dopo aver sognato la dea dormiente fra le fresche frasche di Castelfranco Emilia.
La cottura più accorsata di questa vivanda è quella dei tortellini in brodo di carne e serviti , dopo pochi minuti, con aggiunta di formaggio grana grattugiato. Oggi i .tortellini di confezione casalinga sono stati soppiantati quasi del tutto da quelli di fattura industriale venduti in busta chiusa. Del resto, assai competitivi, oppure dagli esemplari confezionati dalle botteghe artigianali. :In cucina oltre ai tortellini in brodo si realizzano altri piatti tematici come i tortellini alla panna, oppure alla besciamella: Vi sono anche i tortelli di magro con ripieno di ricotta e anche quelli di patate e uova.
La composizione dietetica dei tortellini varia in rapporto alla presenza degli ingredienti. Si può dire in linea di massima che 100 g di questa pasta ripiena forniscono un apporto di 9-10 proteine, 43 g di carboidrati, 10 g di grassi. Le calorie variano da 300 a 315. Tali dati possono anche aumentare di specificità se i tortellini sono conditi con salse di pomodoro, oppure da altri condimenti . Logicamente l’assunzione dei tortellini è maggiormente idonea per soggetti di sano e robusto appetito. Sono ovviamente esclusi nelle diete dimagranti , oppure per intolleranza alle paste ripiene.
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Cortesie del desco
di Milanin
Milanon
Bonvesin de la Riva, doctor et magister milanese ( 1243-1315), diligentissimo illustratore della metropoli lombarda, nell’opera “ Le meraviglie di Milano“ fu anche precursore, con tre secoli di anticipo, di Monsignor della Casa, come dimostra il suo poemetto didascalico Cortesie del desco. Opera di costume interessante, data alle stampe nell’Ottocento e conosciuta da pochi studiosi.
Comincia così: “ Chi si siede alla mensa deve anzitutto benedire il cibo, ringraziando Dio che glie l’ha donato e non dimenticare il dovere della carità verso il povero. L’uomo civile e prudente non si accomodi in un posto d’onore donde debba essere allontanato; non posi braccia e gambe sul desco; sia misurato nel mangiare e nel bere, non parli con la bocca piena, né beva prima d’averla forbita. Non sorbisca rumorosamente i liquidi, non spruzzi la mensa starnutando o tossendo. Non biasimi il cibo, non guardi nei piatti degli altri, non metta sottosopra il piatto comune alla ricerca del boccone migliore. Non bisogna sputare, né maneggiare cani e gatti, né leccarsi le dita, né commettere indelicatezze del genere. Per la pulizia del naso sono raccomandate le pezze da piedi “(antenate del nostro fazzoletto).
Forse con qualche particolare rustico in meno, sono le stesse norme che si trovano nel Galateo di Giovanni della Casa, libro scritto con eleganza di lingua. Non solo un trattato di etichetta ma un compendio di insegnamenti morali, dettati da una raffinata cultura. Tra l’altro, vi fa spicco la condanna dell’intemperanza nel bere.
Invece, secondo Bonvesin de la Riva, amante del buon vino, ai suoi tempi Milano era un grande emporio vinicolo, come si poteva notare dal via vai di carri colmi di botti che giungevano dal contado. Allora la vite da vino era ampiamente coltivata in tutta la Bassa Lombarda, fino a Gaidu ( Ghedi ), Monte Clarus ( Montichiari) e non parliamo delle sponde del Benacus nunc Garde Lacus. Senza contare le Vallis Isei, che corrispondono all’odierna Franciacorta.
Inoltre - come racconta Bonvesin - all’ Abbazia cistercense di Chiaravalle Milanese, fondata nel 1135 da San Bernardo, vi era annessa una cantina dotata di enormi botti, nelle quali poteva entrare un guerriero a cavallo, con la sua brava lancia in resta. Impresa da armata Brancaleone e che ora sarebbe da Guinness dei primati.
° Allo storico teatro Carcano di Milano, la sera di domenica 23 novembre 1845, alle ore otto, si tenne un duplice e non plus ultra trattenimento, a cura di Giuseppe Moncalvo, intitolato: “Meneghino taglialegna e medico per forza” e “Il naufragio di Meneghin e Cecca”, laddove la tipica maschera della Milano popolare diventa persino “schiavo in Turchia”. In seguito però si fa valere come cuoco, considerato un eroe dai suoi padroni ma condannato al palo per i giudici “. Nella locandina , stampata della tipografia Brambilla, si esortano gli spettatori a prendere posto in anticipo sull’orario della rappresentazione.
“ De bass e dessora, per rid a pu non poss col Meneghin. E poeu ai Do Spad a beven on gottin “. In platea e nei palchi per ridere a più non posso con Meneghino. E dopo, all’osteria delle Due Spade a berne un goccino.
Meneghino o Domenichino, il cui nome significa servo della domenica, deve la sua fama secolare a Carlo Maria Maggi, segretario del Senato milanese, nella seconda metà del Seicento e autore della commedia “I consigli di Meneghino” inserita nelle “Poesie milanesi”, pubblicate a Milano nel 1701. Opera di notevole valore, lodata dal Muratori, poi dal Parini e dal Porta. Il Maggi venne considerato la “gloria del lenguagg noster meneghin“.
° Gira e rigira, il vissuto della capitale dei lumbard è rimasta simile a quello descritta da Emilio De Marchi all’inizio del Novecento . “ Sto Milan Milanon el sarà bell, no disi. Gh’è di piazz, di teater, di cà, di contrad, di palazz, di bottegh, istituti che ai nostri tempi c’erano solo a Parigi; gente che va, che corre, tace e sbuffa, su e giù per i tramvai, su e giù per i treni a vapore, di giorno e di notte, che non si trova un cane per fare il quarto”.
Il De Marchi, autore del romanzo Demetrio Pianelli, ritrae magistralmente la società piccolo borghese della sua epoca. Per esempio, nel saggio Milanin Milanon, citato sopra, lamenta la continua mancanza del quarto giocatore per una partita a briscola. Ciò dimostra che, a quei tempi, si lavorava per molte ore al giorno. Si tirava la carretta fin quando “se podeva“, quindi nemmeno uno scampolo di tempo libero.
° Ma seguiamo l’attento cronista Emilio De Marchi, quando si addentra nelle beatitudini dell’hinterland milanese : “.... Perciò chi arriva a Cernusco, a mezzo della linea per Lecco, dopo mezz’ora di cammino tocca a Montevecchia una delle più belle alture della Lombardia. Celebre per i suoi formaggi salati, che chiamano il vino ad alta voce, si meraviglierà di trovarvi invece di uno dei soliti hotels poco naturali, un bettolino rustico, sotto un pergolato, con le panche piene di legno elastico, l’oste in zoccoli, sprovvisto di pan fresco e di comfort. ..... “.
E poi così prosegue “ D’autunno ho veduto a Montevecchia delle viti puntellate per il peso dei grappoli; se ne fa poi quel claretto che si beve in tutte le osterie di Milano, basta che la fede ci illumini. Da Monza oggi si va fino a Monticello con un tram, che si arrampica coraggiosamente sopra certi cigli e certe rive che mettono... appetito. Il paese è pulito , con molti villini in giro e dal sagrato della chiesa , si vede un orizzonte sereno ( quand’è sereno) e una pianura seminata di paesi e di ville, che sembrano ochette bianche in un lago. All’Hotel va chi vuol spendere: c’è abito nero e coda di rondine. Ma non manca un altro albergo alla buona, con polpettine sempre pronte e un vino galantuomo come l’oste “.
° Con le bosinate milanesi, siamo al cospetto delle canzoni popolari narrative in voga per tutto l’Ottocento. Coinvolgevano non solo Milano ma la intera Brianza, la Lomellina, la Bergamasca ed erano praticamente diffuse in tutta l’Italia settentrionale. Eccovi, ad esempio una strofa della cantata “ De tant piscinin che l’era“, tratta dal repertorio dello chansonnier milanese Enrico Molaschi, chiamato Barbapedanna. “ Cont un mezz bicer de bira/ l’è stàa ciocch tutt’ ona sira ,/ n’haan vanza ancamò on gottin,/ ghe l ‘haa dada al fradellin:/ l’è staa ciocch anch’ lu on ciccin,/ tant che l’era piscinin...”
Siamo a metà dell’Ottocento, quando la Lombardia era ancora costretta a subire il dominio austriaco. Pur insofferente agli sbirri, la gente fu lusingata dalla possibilità di bere la birra, considerata bevanda esotica di successo. Difatti, un bavarese, Pietro Wührer, aprì alla Bornata di Brescia la prima fabbrica di birra italiana, seguito poco dopo da Antonio Dreher con il suo stabilimento a Trieste. L’intraprendente Wührer, in breve riuscì a conquistare con la sua cervogia ( dal latino cervisia ) il tout Milan, ossia l’alta società che si dava convegno alla Birreria Stoker in Galleria.
Quel locale, ingentilito da kellerine viennesi ( cameriere con la crestina arricciata e il grembiulino di pizzo) e rallegrato da fior di orchestra d’archi, specializzata nei valzer di Strauss, in seguito fu trasformato nel ristorante Savini, destinato a futura celebrità. Venne così sfrattata la wienerschnitzel per far posto alla costoletta alla milanese. Bandita anche la birra, ritenuta troppo proletaria, per lasciare spazio ai vini piemontesi più maestosi, Barolo in testa. Senza tralasciare le migliori espressioni delle cantine dell’OltrepòPavese. E inoltre dando spazio ai nettari gardesani di spicco, come il Chiaretto di Moniga, il Lugana e il Bardolino.
Non fu soltanto sentimentalismo, quello delle bosinate ottocentesche. Vi sono anche scampoli di ballate satiriche, come nel Ridicol matrimoni, dove si cantano disinvoltamente mottetti di questo genere: “Hanno invitato tutta la porta e tutti i parenti/ e poeu han mangià per la grand famm/ vottanta chili de salamm/ quaranta gajn, cinquanta cappon/ treei padej de risotto gial / quatter sleppe de .... / Tre cavagn tra uga e per / quatter mastei de caffè neer / e han bevuu a squarciagola/ pien de vin finna al coppin...”
Nella trascrizione del testo, inserito in un opuscolo rievocativo dello spettacolo Milanin Milanon, tenutosi nel giardino di Villa Reale a Milano, all’inizio degli anni Sessanta, non si dice di cosa siano quelle quattro sleppe ( fettone). Probabilmente, sarà stata polenta, oppure cotechino. Tralasciamo il dubbio e andiamo invece a leggere il succoso ritratto della sposa: “Vedella in camisa la me par on cammell/ la g’ ha el stomegh ch’ el me par un tecett/ che per impienill ghe voer el buffet”.
Una calzante anticipazione descrittiva del ridondante nudo femminile di Botero, statua esposta recentemente in piazza Duomo a Milano e subito imbrattato dagli instancabili writers di turno. Ma ecco il suggerimento per chi si accinge a prendere moglie: “ Oej giovinotti tornì indré/ se gh’hi voeuja de toeu miee/ Oej dimm a traa a mi fee ona robba precisa, guardì ben quand l’è in camisa “. Oh giovinotti tornate indietro/ se avete voglia di prender moglie/ datemi ascolto e fate una cosa precisa/ guardatela bene quando è in camicia.
° Ai tempi delle grandi fortune del settimanale satirico L’Asino, fondato nel 1892 da Guido Podrecca e poi diretto dal caricaturista Gabriele Galantara, fino al 1925, come contraltare delle bosinate milanesi, non mancano, accanto alle vignette satiriche, che anticipano quelle degli odierni Giannelli e Forattini, taluni motivetti che deridono non solo i grandi interpreti del nostro Risorgimento ma anche la maestosa regina Vittoria d’Inghilterra. Come dimostrano questi versetti : “ E la Cicilia l’è on’isoletta,/ l’è un’isoletta in mezzo al mar, la-rallalà,/ e la Cicilia l’è un’isoletta / noi la faremo sprofondar.” .... “ Detto fatto, si suona il campanello/ salta fuori Vittorio Emanuello./ E Garibaldi faceva l’oste ,/ Napoleone il cameriere,/ e la regina dell’Inghilprussia/ la ghe lavava giò i biccer.”
° Tra gli anni Trenta e i Settanta, domina la scena della musica leggera Giovanni D’Anzi, autore di centinaia di canzoni, alcune delle quali diventate celebri: Sotto le Stelle, Non dimenticar le mie parole, Ma l’amore no (cantata da Alida Valli, nel film Stasera niente di nuovo). Il versatile pianista milanese compone anche eccellenti motivi dialettali come questo: “ Mi sont el Barbisin de la Mojazza/ e mangi e bevi a sbafo tutt’el dì:/cont mi ghe no de trop el ganassa,/ se guardi in faccia vun t’el fo stremì ! “
Senza contare la celeberrima O mia bela Madonina cantata in tutta Italia:
“… Vedè la Madonina, sentì el me bel dialett,/ sveliass ona matina in del me
lett ! O mamma mia, inscì lontan,! T’el giuri, piangiaria pur de vess a Milan “.
° Quando, agli inizi degli anni Sessanta, rinasce il cabaret al mitico Derby, abbandonato dopo le esibizioni di Gino Franzi, interprete di Come una coppa di Champagne, Fili d’oro e Scettico blues, irrompe sul palco un giovane cantautore di grande talento, ossia Enzo Jannacci. Diventa di botto famoso per il suo trascinante ritornello El portava i scarp del tennis.
Ma non meno icastica e divertente la sua ballata “Per on basin”, di cui stralciamo una sestina: “ Passa mezz’ora ma sonava el violin/ contegno. On alter bicer de vin/ me guardi in gir gh’eren tanti tosann/ ma non è facile andà su a ballà/ mi s’eri sol e gh’avevi vergogna a cercà / “ Lei balla soltanto Foxtrot ? “
Piuttosto impacciato e maldestro quel giovanotto sulla pista da ballo, ma pieno di sacro fuoco dentro il petto. Difatti, così prosegue il madrigale con queste strofette: “Per on basin/ mi so no ma quella sera / avaria daa la vitta intrega/ propri inscì/ per on basin, frin frin/ per on basin. / Mi saria partii soldato/ saria andato a Como in moto/ poi saria torna a cà a pee. “. Purtroppo, siccome l’avance si è fatta troppo ardita, ecco che arrivano i carabinieri e cacciano il bellimbusto dalla balera. Non solo, gli mordono persino un piede. El me sgagna anca un pee.
° Ma torniamo all’ineguagliabile D’Anzi, che fu maestro anche nello scrivere e strumentare la canzonetta di costume. Come questa, ripetuta a lungo alla radio, nella trasmissione dialettale “Ciciarem on cicinin” di Attilio Carosso:
“La gagarella del Biffi Scala/ foo no per di ma l’è propi ciola.....
Ghe pias la pizza con scigola .... a me piacciono le Morris e le Cammel / oh le Cammel ancor di più .... ed annego i dispiaceri con il Kummel, con el Kummel e nulla più “ . E poi alla fine arriva la frustata moralista : “ O gagarella del Biffi Scala/ toeu su i to liber e torna a scoeula,/ Milan l’è stuffa de sopportà / le gagarelle coi suoi gagà !“
Siamo agli albori dell’emancipazione femminista e le ragazze della Milano bene osano fumare le prime sigarette in pubblico. Mentre appare persino patetico quel liquorino tratto dal cumino dei prati, più adatto alla pasticceria che non a mitigare le delusioni amorose. Ciò significa che non sono ancora entrati in azione i whisky doppio malto, né tantomeno le gagarelle osano lo Champagne. La morale corrente, sotto la spinta delle suore canossiane, allora vietava alle educande ma anche alle loro madri, il consumo in pubblico dei vini e dei liquori di qualsiasi specie. Solo a Natale e a Capodanno era concessa una coppetta di spumantino.
E daghèla avanti un passo! Ma qui siamo a La Bella Gigogin, canzone popolaresca, ossia bosinata del 1859. Invece, durante la prima guerra mondiale, i milanesun, seduti all’osteria, cantavano a squarciagola : “La moglie di Cecco Beppe/ faceva la tranviera, l’ho vista ieri sera, / sul tram con la ligèra./ Bin,bom, bon…”. Laddove la ligèra era una compagnia di giovani sbandati, talvolta mantenuti di prostitute.” Quand s’eri giovina e stavi in Ludovica/ sta insemma a quel balord, se l’era bell !”. Il testo di questa canzon fu firmato dall’attuale premio Nobel Dario Fo, mentre l’autore della musica era l’indimenticabile Fiorenzo Carpi.
Luciano Imbriani
PREMIO
MORTETTI
IN pool
position
Giunto ormai alla quarta edizione , destinato a quel giornalista che nel corso dell’anno precedente si è distinto per aver firmato articoli/servizi di valore sui temi cnnessi alla diffusine della cultura alimentare
LA CUCINA
del Corriere della Sera
Una stella nel firmamento delle riviste di cucina gni mese una squadra di chef, nutrizionisti, enologi, pasticceri, giornalisti e fotografi accompagna i lettori (tanti) alla scoperta delle bontà e delle eccellenze enogastronomiche vicine e lontane.
Nato nel 2009, La Cucina è un prodotto estremamente ricercato nella forma (ogni numero è brossurato) e nei contenuti, confezionato per un pubblico esigente alla ricerca dei piccoli- grandi segreti dell’arte culinaria.
La pubblicazione vanta, tra l‘altro, la collaborazione de “L‘accademia dei maestri pasticcerei Italiani“ e dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe”.Mese dopo mese La Cucina segue il ritmo delle stagioni e porta sulle tavole idee e suggerimenti per realizzare piatti buoni da mangiare e belli da vedere.
Ce n‘è davvero per tutti i gusti: circa 150 pagine con oltre 80 ricette, classiche e innovative, interessanti spunti culinari provenienti da ogni angolo del mondo, pillole di cultura enogastronomica, consigli per scoprire itinerari ‘golosi’. Il tutto amalgamato con passione mediterranea.
In un periodo di crisi in cui molte case editrici si trovano obbligate a chiudere testate e a smantellare intere redazioni, La Cucina, con le sue 70.000 copie, rappresenta un caso di successo contribuendo a divulgare, in maniera seria ma con toni assai gradevoli, la nostra
cultura alimentare.
Per la prima volta il Corriere della Sera offre ai suoi lettori una collana articolata in uscite mensili, introducendo una nuova formula nello scenario dell‘editoria di opere collaterali.
GIANNI E PAOLA MURA
La coppia Gourmand
del Venerdì di Repubblica premio
Gianni Mura nasce a Milano nel 1945. Dopo gli studi classici, si iscrive alla facoltà di Lettere
Moderne e nel 1964 inizia a lavorare alla Gazzetta dello sport. Giornalista professionista dal
1967, ha scritto anche per il Corriere dell’informazione, Epoca e L‘Occhio.
Dal 1976 collabora con il quotidiano La Repubblica, su cui scrive ogni domenica, e per tutta la durata del campionato di calcio di serie A, la rubrica intitolata “Sette giorni di cattivi pensierl’.
Simpatizza per l‘lnter, ama giocare a carte, andare a funghi, fare anagrammi.
Nel maggio 2007, edito da Feltrinelli, è uscito il suo primo romanzo “Giallo su giallo“, ambientato durante lo svolgimento del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo.
Ma la sua vera passione (dichiarata) è la buona cucina. Non a caso, dal 1991 cura una rubrica di enogastronomia (Mangia&bevi) sul settimanale “Il Venerdì di Repubblica“. Un appuntamento
fisso per tantissimi lettori amanti della buona e sana cucina ..
A lui fa eco sulle stesse pagine la moglie Paola con la ‘pillola’ La Bottiglia: poche ma preziose righe, sempre precise e spesso poetiche, per raccontare di vitigni, cantine e vendemmie. Plus:
BENEDETTA PARODI
Il volto fresco (e vincente) del giornalismo gastronomico.
Benedetta Parodi (Alessandria, 1972), laureata in lettere Moderne, è una giornalista e scrittrice italiana. Nel recente passato è stata conduttrice di Studio Aperto, telegiornale del canale televisivo Italia 1, solitamente durante l’edizione delle 12.25. A partire dalla fine del
2008, abbandonata la conduzione, tiene all’interno dello stesso notiziario la rubrica culinaria Cotto e mangiato che, registrata direttamente nella cucina di casa sua, presenta nuove ricette
per piatti sfiziosi e facili da realizzare. La rubrica riscuote fin da subito un grande successo di pubblico. Tant’è che, nel 2010, l’appuntamento in video viene raddoppiato: alle 13.40 viene
trasmesso Cotto e mangiato - /I menù del giorno. Quattro ricette già realizzate, che Benedetta presenta e introduce in maniera nuova per realizzare un menù per la serata.
Nel 2011 lascia Mediaset e passa a LA7 per condurre il programma I menù di Benedetta in onda dal lunedì al sabato alle 12.25. In ogni puntata viene proposto un menù completo e un piatto dedicato ai bambini. È inoltre prevista la presenza di un ospite che, con la conduttrice, prepara una ricetta. Il programma si conclude con alcuni consigli pratici per la gestione della casa. I menù di Benedetta diviene anche il titolo del terzo libro scritto dalla conduttrice.
Benedetta, si diceva, è infatti anche scrittrice. Prima di quest’ultima fatica, ha pubblicato altri due libri di ricette: Cotto e Mangiato (2009) e Benvenuti nella mia cucina (2010). Due best
GLORIA CIABATTONI
Dalla carta stampata al web: la firma golosa di QN-Quotidiano Nazionale Dopo la laurea in lettere moderne e alcune collaborazioni con riviste di Bologna, Gloria Ciabattoni matura le prime importanti esperienze giornalistiche in Rai. È datato 1985 il suo ingresso alla Poligrafici Editoriale, il quinto gruppo editoriale italiano a cui, fra le altre testate, fa capo anche il QN-Quotidiano Nazionale, capofila del network che raggruppa /I Giorno, La Nazione e /I Resto del Carlino.
Di QN è oggi capo redattore, responsabile delle stuzzicanti e assai godibili pagine dedicate
all’enogastronomia: percorsi sulle vie del gusto, interviste agli chef, nuove tendenze alimentari.
E tanto altro ancora, fra diete e peccati di gola.
Per QN cura anche ‘Di Cibo di Vini’, all’interno della sezione del sito del Gruppo dedicata ai piccoli-grandi piaceri della tavola.
Attenta, puntuale, mai scontata, Gloria Ciabattoni si muove da anni nel mondo del giornalismo enogastronomico firmando articoli, servizi e reportage dai toni amabilmente divulgativi.
Ama viaggiare, ha un debole per gli animali e si interessa di storia e di archeologia.
LA VACANZA
IN CANTINA
E’ italiano, di età tra i 30 e i 50 anni (7 su 10 sono under 50) e internauta. Pianifica le proprie vacanze autonomamente sul web, viaggia in coppia o in un gruppo di amici e cerca un’offerta integrata che al vino abbini cultura, sport, natura e benessere. Visita le cantine tutto l’anno, non solo nel periodo estivo, dove spende fino a 100 euro. E’ l’identikit dell’enoturista tracciato nell’indagine CST- Movimento Turismo Vino “Il volto dell’enoturista oggi”, condotta sulle cantine del Movimento e diffusa oggi nella Conferenza Internazionale dell’Enoturismo di Perugia. La ricerca sarà presentata domani dalla presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti. All’enoturista piace la vacanza fai da te: secondo il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono il proprio itinerario e la propria visita in cantina in maniera indipendente su internet, senza affidarsi all’intermediazione di tour operator. Fanno eccezione il Sud e le isole, dove c’è un’incidenza maggiore di viaggi organizzati. A fare da traino nella scelta dei visitatori è soprattutto il sito web dell’azienda, molto più efficace dei tradizionali strumenti di promozione e in grado di attrarre e intercettare crescenti fasce di pubblico. Non solo: oltre la metà dei produttori dichiara che è il mezzo più utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita.
Presenze e modalità di spesa. Il 61,3% dei visitatori è di sesso maschile. Ad arrivare nelle cantine soprattutto i turisti italiani: il 62% delle presenze (per lo più in coppia o in gruppi di amici) contro il 38% degli stranieri. Ma sono questi ultimi a spendere di più: secondo l’esperienza delle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina (che può arrivare fino ai 100 euro a visita), il turista straniero è nel 65% dei casi molto più propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che ha visitato. A questa cifra vanno poi aggiunti i costi per il pernottamento e le altre attività, per arrivare ad una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis. Dato che supera notevolmente la spesa media nazionale (90 euro).
Periodi di visita e domanda. L’enoturismo alimenta flussi turistici piuttosto destagionalizzati. Sul fronte dell’affluenza poche le differenze tra primavera ed estate: a seconda dei periodi dell’anno cambia invece la tipologia dei visitatori. In termini assoluti, a sorpresa, il mese preferito dagli enoturisti è Maggio (per il 38% degli intervistati), seguito da Agosto (15%), Settembre (13,5%), Luglio (11,1%) e Giugno (7,9%). I residenti o chi abita nelle località limitrofe preferiscono i mesi primaverili e invernali; ad arrivare in cantina in autunno sono gli escursionisti giornalieri mentre la primavera è una stagione per tutti i gusti. A scegliere i mesi estivi invece soprattutto i turisti che pernottano nei dintorni e che alla vacanza abbinano la visita in cantina: rappresentano tra il 50% e il 75% delle presenze estive per il 47% dei produttori. Contrariamente ai luoghi comuni, la cantina non è solo una meta da week end (45%): le visite sono spalmate anche nei giorni feriali (55%). Si conferma inoltre il binomio vincente turismo-vino. La vacanza enoturistica è spesso abbinata alla visita giornaliera dei luoghi circostanti, a riprova che - oltre al turismo del vino come scelta esclusiva - esiste un importante segmento di pubblico che intercetta un’offerta integrata (cultura, eventi, sport) dei territori. “Questo tipo di offerta costituisce un asset strategico – ha detto la presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti - sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell’enoturismo, che ad oggi sono solo al 20%. Occorre perciò che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale”.
Attività. Per il 90% dei produttori l’attività prediletta dalla stragrande maggioranza dei visitatori è la degustazione dei vini, alla quale si abbina spesso la visita guidata all’azienda e in cantina (81%). Anche la visita ai vigneti e l’assaggio di prodotti del territorio rappresentano un richiamo molto efficace per oltre la metà del campione; meno gettonate sembrano le cene a tema, (cui aderiscono pochissimi visitatori secondo il 43,7% degli intervistati) e altre attività come corsi e incontri con esperti. Grande riscontro di pubblico e ricadute molto positive sulle aziende porta l’evento Cantine Aperte (cui partecipa la totalità degli intervistati) che per l’86,9% degli intervistati è in grado di attrarre una percentuale “alta” e “molto alta” di visitatori. A seguire Calici di Stelle (29,7%) e San Martino in Cantina (17,15%).
Per contatto:
InterCOM ufficio stampa IWINETC per Movimento Turismo Vino
Ilaria Koeppen 334.3486392 koeppen@agenziaintercom.it
Marina Catenacci 349.8212419 stampa@agenziaintercom.it
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Baccalà storyory
Il nome del baccalà deriva dallo spagnolo bacalao o dal fiammingo bakeljauve. In Italia la preparazione più famosa è quella del baccalà alla vicentina che però viene realizzata con lo stoccafisso, sempre a base di merluzzo, però disseccato mediante una prolungata esposizione al sole. Prima del consumo deve essere dissalato ma quasi ovunque lo si vende già ammollato.Il buon baccalà deve essere morbido,carnoso, con fibre compatte ma non legnose e una consistenza, a cottura ultimata, di poco superiore a quella del merluzzo fresco.
In dietetica, la composizione del baccalà, alias stoccafisso o pesce bastone, dal tedesco stockfish, è per 100 grammi , di 21,60 di proteine, lipidi 1,04,glucidi 1,32,vitamina B 0,32, calcio 31 mg, fosforo 562 mg, ferro 227 mg, calorie 107. E’ indubbiamente un alimento ricco di proteine di alto valore biologico, molto povero di grassi. Trova indicazione nelle diete a basso valore calorico, a patto di non essere caricato di condimenti. Risulta essere un eccellente sostituto delle carni. Per il suo scarso contenuto in purine, viene in particolare consigliato ai soggetti affetti da iperuricemie e da gotta. Inoltre, per la sua dotazione in ferro è indicato per gli anemici.
I mitici tortellini
Sono un tipo di pasta speciale, ripieni per lo più di carne ma anche di verdure, come nel caso dei tortelli di zucca, specialità della cucina mantovana . Nel secondo canto del poema burlesco “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni si narra che sarebbe stato un oste “guercio e bolognese” a inventare questa specialità gastronomica,di fattura simile all’ombelico di Venere, dopo aver sognato la dea dormiente fra le fresche frasche di Castelfranco Emilia.
La cottura più accorsata di questa vivanda è quella dei tortellini in brodo di carne e serviti , dopo pochi minuti, con aggiunta di formaggio grana grattugiato. Oggi i .tortellini di confezione casalinga sono stati soppiantati quasi del tutto da quelli di fattura industriale venduti in busta chiusa. Del resto, assai competitivi, oppure dagli esemplari confezionati dalle botteghe artigianali. :In cucina oltre ai tortellini in brodo si realizzano altri piatti tematici come i tortellini alla panna, oppure alla besciamella: Vi sono anche i tortelli di magro con ripieno di ricotta e anche quelli di patate e uova.
La composizione dietetica dei tortellini varia in rapporto alla presenza degli ingredienti. Si può dire in linea di massima che 100 g di questa pasta ripiena forniscono un apporto di 9-10 proteine, 43 g di carboidrati, 10 g di grassi. Le calorie variano da 300 a 315. Tali dati possono anche aumentare di specificità se i tortellini sono conditi con salse di pomodoro, oppure da altri condimenti . Logicamente l’assunzione dei tortellini è maggiormente idonea per soggetti di sano e robusto appetito. Sono ovviamente esclusi nelle diete dimagranti , oppure per intolleranza alle paste ripiene.
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MSC LE NOVITA'
Presentate
tutte le novità della stagione MSC CROCIERE
MSC Crociere, anche quest’anno, conferma la propria presenza all’undicesima edizione di NO FRILLS, l’evento B2B dedicato al settore turistico, il 23 e 24 settembre presso la Fiera di Bergamo. L’opportunità per incontrare, promuovere e realizzare business entrando in contatto con la domanda nazionale e internazionale del prodotto e dei servizi turistici, viene colta dalla compagnia per anticipare al pubblico degli “addetti ai lavori” le tante novità previste per la stagione 2011/2012. Cresce la flotta, aumentano le destinazioni, si diversificano le promozioni, queste le macro novità del nuovo catalogo annuale 2011/2012 MSC Crociere presentato, in anteprima, in occasione di No Frills, riprova dell’importanza che la compagnia riconosce e dedica al mondo dell’intermediazione professionale.
“No Frills è ormai un immancabile appuntamento per noi” ha dichiarato Leonardo Massa, Country Manager Mercato Italia di MSC Crociere “Partecipare a questa manifestazione è l’occasione per presentare le tante novità proposte dalla compagnia per la prossima stagione: il fascino del Mediterraneo d’inverno, gli Emirati Arabi quale inedita destinazione e ancora gli itinerari alla scoperta dell’Irlanda e della Scozia, le politiche di pricing e i nuovi target. La fiera, inoltre, favorendo l’incontro diretto con gli agenti di viaggio, rappresenta un’opportunità unica per promuovere progetti e sinergie che aiutino a sviluppare strategie commerciali proattive per generare nuova domanda. La crescita di MSC Crociere è sempre stata legata alla forza propulsiva delle ADV e sarà così anche in futuro se gli agenti di viaggio sapranno riconoscere il cambiamento e interpretarlo in maniera propositiva, costruendo insieme nuovi modelli di business”.
Numerose le novità presentate in anteprima; il nuovo catalogo annuale MSC Crociere 2011/2012 con una veste grafica rinnovata è disponibile presso le agenzie di viaggio, ma anche facilmente consultabile sul sito della compagnia o ancora comodamente scaricabile nella sua versione pdf. Utilizzando il QR Code i più “mobile” potranno, inoltre, visualizzare il catalogo direttamente dal proprio smartphone.
Mantenendo l’alta qualità dell’offerta e dei servizi proposti, il prossimo catalogo annuale - in 300 pagine dense di informazioni dettagliate e soluzioni tailor made adatte ad ogni esperienza di vacanza - esplora i nuovi orizzonti della compagnia.
A maggio del 2012 verrà varata la nuova ammiraglia MSC Divina, dodicesima unità della flotta, unica per i suoi dettagli innovativi e alcune soluzioni inedite, a partire dall’Aft Garden Pool a poppa con la sua “area spiaggia” e il confortevole MSC Yacht Club che accoglierà i nuovi ospiti all’interno del Top Sail Lounge, dallo stile rinnovato e la raffinatezza di sempre. Tutto avvolto da un’atmosfera magica ispirata al tema delle divinità. MSC Divina, così chiamata in onore di Sophia Loren, grazie a 140.000 tonnellate di stazza e 1.751 cabine sarà in grado di ospitare 4.363 passeggeri.
Per la prossima stagione, MSC Crociere sceglie il fascino del Mar Mediterraneo anche nei mesi invernali; lo fa schierando 3 delle sue navi MSC Splendida, MSC Fantasia e MSC Magnifica con un’inedita e varia proposta di itinerari alla scoperta delle più belle località turistiche delle coste occidentali e orientali del Mare Nostrum.
Lo scalo di Tunisi, dopo essere stato riconfermato dalla compagnia come destinazione estiva, verrà proposto anche come meta invernale da dicembre 2011 a marzo 2012 a bordo di MSC Splendida in itinerari di 7 notti e 8 giorni con partenze da Genova. Gli ospiti di MSC Crociere che visiteranno Tunisi avranno la possibilità di provare la rinomata ospitalità nordafricana scegliendo tra tantissime escursioni che li lasceranno incantati: il famoso sito archeologico di Cartagine, il tipico mercato delle spezie a Medina, il tradizionale villaggio di pescatori Sidi Bou Said e molto altro ancora, compresa La Goulette.
Tra gli inediti itinerari proposti, i viaggi alla scoperta delle meraviglie di Abu Dhabi e di Dubai rappresentano la novità assoluta. MSC Crociere sbarca, infatti, negli Emirati Arabi proponendo una nuova destinazione di prestigio: lo farà nell’inverno 2011/2012 a bordo di MSC Lirica, la sua elegante unità impegnata in affascinanti itinerari di 8 giorni e 7 notti alla scoperta delle perle del Golfo Persico. Previste anche due crociere di posizionamento: una di 17 giorni e 16 notti in partenza da Genova il 14 ottobre e diretta verso Abu Dhabi, con tappe intermedie in Grecia, Egitto, Giordania, Oman. L’altra di ritorno nel Vecchio Continente, di 23 giorni e 22 notti, al via l’11 marzo da Abu Dhabi con arrivo ad Amburgo, in Germania. Durante il viaggio MSC Lirica farà tappa in Oman, Giordania, Egitto, Spagna, Portogallo e Regno Unito.
Per gli amanti dei Caraibi MSC Crociere propone nuovissimi itinerari invernali “2in1”. Da novembre a marzo, a bordo di MSC Poesia si potrà scegliere di terminare il viaggio alla conclusione della “prima parte” dell’avventura o di farsi travolgere dall’incredibile fascino delle isole centro americane, proseguendo la travolgente esperienza fino anche a 21 giorni di viaggio.
Nella stagione estiva del 2012, MSC Crociere per la prima volta schiererà 4 navi della flotta fra le acque del Nord Europa: bussola puntata verso la cima del continente per MSC Magnifica, MSC Poesia, MSC Opera e MSC Lirica. MSC Opera e MSC Poesia, dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto nel 2011, anche l’anno prossimo da aprile a settembre riproporranno diversi affascinanti itinerari lungo le coste atlantiche e le capitali baltiche del Vecchio Continente.
Debutto al nord invece per MSC Magnifica che si presenta con itinerari di 15 giorni e 14 notti tra i Fiordi norvegesi fino a Capo Nord e alle isole Svalbard.
Rotte inedite anche per MSC Lirica, che da aprile a ottobre, si spingerà verso la lontana Islanda, in perlustrazione dei Fiordi dell’isola in un viaggio di 12 giorni e 11 notti, per poi diventare protagonista tra le acque della cultura celtica e anglosassone proponendo nuovi interessanti itinerari fra Inghilterra, Irlanda e Scozia.
Le novità del nuovo catalogo non riguardano solo gli itinerari, ma anche le politiche di pricing pensate per tutte le tipologie di target al fine di garantire un ulteriore sviluppo commerciale. Questo uno dei principali obiettivi della compagnia crocieristica, che si presenta ai nastri di partenza della stagione autunnale con un pricing ancora più differenziato e dedicato a 2 nuovi target, Amici eAll Inclusive, che vanno ad aggiungersi ai cinque segmenti di clientela presentati lo scorso anno: Famiglie, Giovani, Single, Senior e Coppie.
In un trend emergente che segna un significativo aumento dei giovani che scelgono la crociera quale stile vacanziero, MSC Crociere risponde prontamente riservando ai gruppi di Amici un pacchetto personalizzato: confermando tre cabine a prezzi da catalogo per la stessa crociera, la cabina di categoria inferiore avrà uno sconto del 60%.
L’offerta All Inclusive è invece proposta per chi sceglie di partire senza dover pensare a nient’altro che al divertimento e al relax. Lo speciale pacchetto permette, infatti, di acquistare, al prezzo di 150 euro a persona: 1 escursione a scelta, 1 pacchetto bevande, 1 pacchetto Bali Benessere (tra cui scegliere un massaggio Balinese da 30’, un trattamento speciale viso 30’ o una Thermal suite con aromaterapia) e ancora un credito a bordo, di 50 euro, da spendere come si preferisce.
MSC Crociere conferma, inoltre, il proprio focus verso la personalizzazione delle proposte introducendo altre inedite promozioni che arricchiscono un già ampio, quanto differenziato, panorama di offerte. Allegro è il modo più semplice e veloce di ordinare le bevande per i pasti ancora prima di salpare: “Allegro Adulti” (4 bottiglie di vino + 7 l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
Due concorsi indetti dalla compagnia di bandiera finlandese premiano la creatività e la fedeltà di chi ama viaggiare con Finnair
“This is where I’d rather be”: è questo il posto in cui vorrei trovarmi. Ed è questo anche il nome del concorso fotografico indetto da Finnair, un contest online internazionale che premierà l’estro di quanti vorranno confrontarsi, reflex alla mano, con la propria abilità fotografica. Le regole sono semplici: è sufficiente inviare, tramite l’apposito form online, la foto di una destinazione Finnair (anche scattata in passato) e sperare che la giuria se ne innamori. Il vincitore verrà premiato con un volo intercontinentale Finnair a/r per due verso una destinazione a sua scelta. Le foto migliori verranno anche esibite nei sistemi di intrattenimento presenti sui voli della compagnia di bandiera finlandese.
Non rimane che sbizzarrirsi, insomma, prendendo spunto da una qualsiasi tra le decine di destinazioni Finnair presenti in Europa, America, Asia e Australia.
Magari partendo proprio da Helsinki, patria del vettore finlandese, snodo cruciale per le molteplici destinazioni asiatiche del catalogo Finnair: a mancare non saranno certo le fonti di ispirazione, in una capitale dal respiro culturale internazionale recentemente indicata dal “New York Times” come seconda meta al mondo più cool del 2012 – merito anche del fatto che proprio quest’anno Helsinki è stata nominata World Design Capital, manifestazione che proporrà fino a dicembre un fitto calendario di eventi di grande interesse artistico, tutti da fotografare. La deadline per l’inserimento delle immagini è il 29 febbraio, e il vincitore verrà proclamato il 16 marzo. Tutte le informazioni sul concorso e il form per caricare le fotografie si possono trovare all’indirizzo http://photocontest.finnair.com
Ma le novità, per quanto riguarda la possibilità di vincere un viaggio intercontinentale con Finnair, non finiscono qui: per celebrare la nuova tratta che, a partire da maggio, unirà l’Europa alla megalopoli cinese di Chongqing (30 milioni di abitanti!), la compagnia finlandese ha indetto una competition online che permetterà al fortunato vincitore di aggiudicarsi due biglietti a/r proprio per Chongqing. Per vincere è sufficiente rispondere a una semplice domanda e augurarsi che la dea bendata sappia fare bene la sua scelta. Questa nuova, importantissima rotta andrà ad aggiungersi alle dieci destinazioni asiatiche già presenti nel catalogo Finnair – vettore che da sempre si pone come principale strumento di connessione aerea tra l’Asia e il vecchio continente. Tutte le informazioni sulla “Chongqing competition” e la fatidica domanda sono presenti all’indirizzo http://www.finnair.fi/win/Chongqing
ONLINE I NUOVI TOUR VIRTUALI DELLE NAVI
Disponibili anche per smartphone e tablet, ed accessibili dal sito mobile appena lanciato in rete
Sono particolarmente affascinanti i nuovi tour virtuali della flotta MSC Crociere, tanto verosimili da consentire di far vivere completamente l’emozione di una reale visita: questa innovazione permette di scoprire - connettendosi da pc, tablet o smartphone - l’eleganza e la cura nei dettagli che distinguono le navi della flotta.
Tutti coloro che si collegano al sito web www.msccrociere.it potranno quindi ‘salire a bordo’ ed esplorare alcuni degli ambienti distintivi delle navi, e tutte le diverse tipologie di accommodation proposte, incluse le cabine della categoria MSC Yacht Club ed MSC Aurea Spa.
Al momento i tour virtuali già online sono quelli delle navi di classe Fantasia (più di 4.000 passeggeri) e di classe Lirica (più di 2.000 passeggeri), mentre sarà presto pubblicato anche il tour virtuale delle navi della classe Musica (più di 3.000 passeggeri).
“L’obiettivo è fornire una percezione quanto più vicina alla realtà delle esclusive atmosfere proposte dalle navi MSC. Siamo perciò andati alla ricerca di soluzioni tecniche innovative, in grado di consentire di erogare qualità senza precedenti in termini di realismo cromatico, dinamica delle scene e risoluzione, con focus sulle potenzialità tecnologiche offerte dei mobile devices”, sottolinea con soddisfazione Antonello Fabozzi, corporate digital innovation manager di MSC Crociere.
“Un fattore fondamentale che ci consente di raggiungere un livello qualitativo così elevato risiede nel ricercato equilibrio tra la tecnica di ripresa, le attività di post produzione e lo studio e la programmazione dell’interfaccia di navigazione, realizzati in collaborazione con Ivan Sarfatti e Hans Von Weissenfluh” aggiunge Fabozzi.
I virtual tour sono difatti disponibili non solo per l’utilizzo da desktop per pc, ma anche da tablet e smartphone Apple, quali iPhone, iPod Touch ed iPad, e dai devices Android.
In particolare per i nuovi devices più evoluti e recenti, come l’iPhone 4 e 4S o iPad 2 della Apple che dispongono di un giroscopio in unione all’accelerometro, è possibile entrare virtualmente nella scena, effettuando una panoramica degli ambienti semplicemente ruotando lo smartphone o il tablet. In alternativa, disabilitando il giroscopio con un apposito comando, si può ruotare il punto di vista dell’immagine sferica toccando lo schermo touch.
Il nuovo sito web mobile della Compagnia, che rappresenta un canale ideale per essere informati circa le novità e promozioni, riporta un collegamento diretto ai nuovi tour virtuali, accedendo alla sezione del sito dedicato alla flotta.
Oltre ai tour virtuali, il nuovo sito mobile - al pari del sito internet tradizionale - consente anche di reperire tutte le informazioni utili per chi desidera un viaggio in crociera: conoscere le destinazioni, le escursioni, cercare gli itinerari, calcolare i prezzi e accedere ad offerte e promozioni. Il sito mobile è stato realizzato per i dispositivi smartphone e tablet fino a 7 pollici, e per visualizzarlo basta accedere ad internet da un device mobile e digitare www.msccrociere.it nella barra degli indirizzi.
“Abbiamo investito tempo e risorse nelle fasi di analisi dei contenuti e di user interface ed interaction design del nuovo sito e per ottimizzare pesi e tempi di caricamento delle singole sezioni, puntando sull’innovazione per la fruizione di contenuti multimediali come appunto i tour virtuali e i video. La tecnologia video http streaming consente di visualizzare contenuti in alta definizione” spiega Fabozzi.
“Ovviamente non ci fermeremo qui: il lancio del nuovo sito mobile è soltanto il primo passo di questo importante progetto. In Italia circa 13 milioni di persone già utilizzano Internet da devices mobile, ed il potenziale di crescita è notevole, data la diffusione di smartphone e tablet, unita agli importanti segnali di crescita dell’industria del mobile marketing ed alle continue innovazioni tecnologiche”, conclude.
MSC Crociere - Compagnia leader nel Mediterraneo, in Sud Africa e nei mercati Brasiliani - possiede una flotta moderna composta da undici navi che solcano i mari di tutto il mondo: MSC Splendida e MSC Fantasia (le navi più grandi mai costruite per un armatore europeo), MSC Poesia, MSC Orchestra, MSC Musica, MSC Sinfonia, MSC Armonia, MSC Opera, MSC Lirica, MSC Melody. MSC Magnifica, l’ultima arrivata, è stata varata nel 2010. Le unità navigano tutto l’anno nel Mediterraneo, ciclicamente in Nord Europa, nell’Oceano Atlantico, ai Caraibi, in Nord e Sud America, nell’Oceano Indiano, nell’Africa del Sud e in quella Occidentale. MSC Crociere è l’unica Compagnia ad aver ricevuto le “6 Golden Pearls” dal Bureau Veritas quale riconoscimento del suo alto livello di gestione della qualità e della tutela ambientale ed ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 22000 per i sistemi di gestione per la qualità e la sicurezza alimentare su tutti gli aspetti relativi al catering, sia a terra che a bordo. MSC Crociere, inoltre, ha a cuore il benessere dei bambini, e in qualità di leader del mercato responsabile, crede nelle attività che creano impatto positivo nelle regioni in cui opera. Per questo, la Compagnia ha stretto una partnership con l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
Presentate
tutte le novità della stagione MSC CROCIERE
MSC Crociere, anche quest’anno, conferma la propria presenza all’undicesima edizione di NO FRILLS, l’evento B2B dedicato al settore turistico, il 23 e 24 settembre presso la Fiera di Bergamo. L’opportunità per incontrare, promuovere e realizzare business entrando in contatto con la domanda nazionale e internazionale del prodotto e dei servizi turistici, viene colta dalla compagnia per anticipare al pubblico degli “addetti ai lavori” le tante novità previste per la stagione 2011/2012. Cresce la flotta, aumentano le destinazioni, si diversificano le promozioni, queste le macro novità del nuovo catalogo annuale 2011/2012 MSC Crociere presentato, in anteprima, in occasione di No Frills, riprova dell’importanza che la compagnia riconosce e dedica al mondo dell’intermediazione professionale.
“No Frills è ormai un immancabile appuntamento per noi” ha dichiarato Leonardo Massa, Country Manager Mercato Italia di MSC Crociere “Partecipare a questa manifestazione è l’occasione per presentare le tante novità proposte dalla compagnia per la prossima stagione: il fascino del Mediterraneo d’inverno, gli Emirati Arabi quale inedita destinazione e ancora gli itinerari alla scoperta dell’Irlanda e della Scozia, le politiche di pricing e i nuovi target. La fiera, inoltre, favorendo l’incontro diretto con gli agenti di viaggio, rappresenta un’opportunità unica per promuovere progetti e sinergie che aiutino a sviluppare strategie commerciali proattive per generare nuova domanda. La crescita di MSC Crociere è sempre stata legata alla forza propulsiva delle ADV e sarà così anche in futuro se gli agenti di viaggio sapranno riconoscere il cambiamento e interpretarlo in maniera propositiva, costruendo insieme nuovi modelli di business”.
Numerose le novità presentate in anteprima; il nuovo catalogo annuale MSC Crociere 2011/2012 con una veste grafica rinnovata è disponibile presso le agenzie di viaggio, ma anche facilmente consultabile sul sito della compagnia o ancora comodamente scaricabile nella sua versione pdf. Utilizzando il QR Code i più “mobile” potranno, inoltre, visualizzare il catalogo direttamente dal proprio smartphone.
Mantenendo l’alta qualità dell’offerta e dei servizi proposti, il prossimo catalogo annuale - in 300 pagine dense di informazioni dettagliate e soluzioni tailor made adatte ad ogni esperienza di vacanza - esplora i nuovi orizzonti della compagnia.
A maggio del 2012 verrà varata la nuova ammiraglia MSC Divina, dodicesima unità della flotta, unica per i suoi dettagli innovativi e alcune soluzioni inedite, a partire dall’Aft Garden Pool a poppa con la sua “area spiaggia” e il confortevole MSC Yacht Club che accoglierà i nuovi ospiti all’interno del Top Sail Lounge, dallo stile rinnovato e la raffinatezza di sempre. Tutto avvolto da un’atmosfera magica ispirata al tema delle divinità. MSC Divina, così chiamata in onore di Sophia Loren, grazie a 140.000 tonnellate di stazza e 1.751 cabine sarà in grado di ospitare 4.363 passeggeri.
Per la prossima stagione, MSC Crociere sceglie il fascino del Mar Mediterraneo anche nei mesi invernali; lo fa schierando 3 delle sue navi MSC Splendida, MSC Fantasia e MSC Magnifica con un’inedita e varia proposta di itinerari alla scoperta delle più belle località turistiche delle coste occidentali e orientali del Mare Nostrum.
Lo scalo di Tunisi, dopo essere stato riconfermato dalla compagnia come destinazione estiva, verrà proposto anche come meta invernale da dicembre 2011 a marzo 2012 a bordo di MSC Splendida in itinerari di 7 notti e 8 giorni con partenze da Genova. Gli ospiti di MSC Crociere che visiteranno Tunisi avranno la possibilità di provare la rinomata ospitalità nordafricana scegliendo tra tantissime escursioni che li lasceranno incantati: il famoso sito archeologico di Cartagine, il tipico mercato delle spezie a Medina, il tradizionale villaggio di pescatori Sidi Bou Said e molto altro ancora, compresa La Goulette.
Tra gli inediti itinerari proposti, i viaggi alla scoperta delle meraviglie di Abu Dhabi e di Dubai rappresentano la novità assoluta. MSC Crociere sbarca, infatti, negli Emirati Arabi proponendo una nuova destinazione di prestigio: lo farà nell’inverno 2011/2012 a bordo di MSC Lirica, la sua elegante unità impegnata in affascinanti itinerari di 8 giorni e 7 notti alla scoperta delle perle del Golfo Persico. Previste anche due crociere di posizionamento: una di 17 giorni e 16 notti in partenza da Genova il 14 ottobre e diretta verso Abu Dhabi, con tappe intermedie in Grecia, Egitto, Giordania, Oman. L’altra di ritorno nel Vecchio Continente, di 23 giorni e 22 notti, al via l’11 marzo da Abu Dhabi con arrivo ad Amburgo, in Germania. Durante il viaggio MSC Lirica farà tappa in Oman, Giordania, Egitto, Spagna, Portogallo e Regno Unito.
Per gli amanti dei Caraibi MSC Crociere propone nuovissimi itinerari invernali “2in1”. Da novembre a marzo, a bordo di MSC Poesia si potrà scegliere di terminare il viaggio alla conclusione della “prima parte” dell’avventura o di farsi travolgere dall’incredibile fascino delle isole centro americane, proseguendo la travolgente esperienza fino anche a 21 giorni di viaggio.
Nella stagione estiva del 2012, MSC Crociere per la prima volta schiererà 4 navi della flotta fra le acque del Nord Europa: bussola puntata verso la cima del continente per MSC Magnifica, MSC Poesia, MSC Opera e MSC Lirica. MSC Opera e MSC Poesia, dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto nel 2011, anche l’anno prossimo da aprile a settembre riproporranno diversi affascinanti itinerari lungo le coste atlantiche e le capitali baltiche del Vecchio Continente.
Debutto al nord invece per MSC Magnifica che si presenta con itinerari di 15 giorni e 14 notti tra i Fiordi norvegesi fino a Capo Nord e alle isole Svalbard.
Rotte inedite anche per MSC Lirica, che da aprile a ottobre, si spingerà verso la lontana Islanda, in perlustrazione dei Fiordi dell’isola in un viaggio di 12 giorni e 11 notti, per poi diventare protagonista tra le acque della cultura celtica e anglosassone proponendo nuovi interessanti itinerari fra Inghilterra, Irlanda e Scozia.
Le novità del nuovo catalogo non riguardano solo gli itinerari, ma anche le politiche di pricing pensate per tutte le tipologie di target al fine di garantire un ulteriore sviluppo commerciale. Questo uno dei principali obiettivi della compagnia crocieristica, che si presenta ai nastri di partenza della stagione autunnale con un pricing ancora più differenziato e dedicato a 2 nuovi target, Amici eAll Inclusive, che vanno ad aggiungersi ai cinque segmenti di clientela presentati lo scorso anno: Famiglie, Giovani, Single, Senior e Coppie.
In un trend emergente che segna un significativo aumento dei giovani che scelgono la crociera quale stile vacanziero, MSC Crociere risponde prontamente riservando ai gruppi di Amici un pacchetto personalizzato: confermando tre cabine a prezzi da catalogo per la stessa crociera, la cabina di categoria inferiore avrà uno sconto del 60%.
L’offerta All Inclusive è invece proposta per chi sceglie di partire senza dover pensare a nient’altro che al divertimento e al relax. Lo speciale pacchetto permette, infatti, di acquistare, al prezzo di 150 euro a persona: 1 escursione a scelta, 1 pacchetto bevande, 1 pacchetto Bali Benessere (tra cui scegliere un massaggio Balinese da 30’, un trattamento speciale viso 30’ o una Thermal suite con aromaterapia) e ancora un credito a bordo, di 50 euro, da spendere come si preferisce.
MSC Crociere conferma, inoltre, il proprio focus verso la personalizzazione delle proposte introducendo altre inedite promozioni che arricchiscono un già ampio, quanto differenziato, panorama di offerte. Allegro è il modo più semplice e veloce di ordinare le bevande per i pasti ancora prima di salpare: “Allegro Adulti” (4 bottiglie di vino + 7 l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
Due concorsi indetti dalla compagnia di bandiera finlandese premiano la creatività e la fedeltà di chi ama viaggiare con Finnair
“This is where I’d rather be”: è questo il posto in cui vorrei trovarmi. Ed è questo anche il nome del concorso fotografico indetto da Finnair, un contest online internazionale che premierà l’estro di quanti vorranno confrontarsi, reflex alla mano, con la propria abilità fotografica. Le regole sono semplici: è sufficiente inviare, tramite l’apposito form online, la foto di una destinazione Finnair (anche scattata in passato) e sperare che la giuria se ne innamori. Il vincitore verrà premiato con un volo intercontinentale Finnair a/r per due verso una destinazione a sua scelta. Le foto migliori verranno anche esibite nei sistemi di intrattenimento presenti sui voli della compagnia di bandiera finlandese.
Non rimane che sbizzarrirsi, insomma, prendendo spunto da una qualsiasi tra le decine di destinazioni Finnair presenti in Europa, America, Asia e Australia.
Magari partendo proprio da Helsinki, patria del vettore finlandese, snodo cruciale per le molteplici destinazioni asiatiche del catalogo Finnair: a mancare non saranno certo le fonti di ispirazione, in una capitale dal respiro culturale internazionale recentemente indicata dal “New York Times” come seconda meta al mondo più cool del 2012 – merito anche del fatto che proprio quest’anno Helsinki è stata nominata World Design Capital, manifestazione che proporrà fino a dicembre un fitto calendario di eventi di grande interesse artistico, tutti da fotografare. La deadline per l’inserimento delle immagini è il 29 febbraio, e il vincitore verrà proclamato il 16 marzo. Tutte le informazioni sul concorso e il form per caricare le fotografie si possono trovare all’indirizzo http://photocontest.finnair.com
Ma le novità, per quanto riguarda la possibilità di vincere un viaggio intercontinentale con Finnair, non finiscono qui: per celebrare la nuova tratta che, a partire da maggio, unirà l’Europa alla megalopoli cinese di Chongqing (30 milioni di abitanti!), la compagnia finlandese ha indetto una competition online che permetterà al fortunato vincitore di aggiudicarsi due biglietti a/r proprio per Chongqing. Per vincere è sufficiente rispondere a una semplice domanda e augurarsi che la dea bendata sappia fare bene la sua scelta. Questa nuova, importantissima rotta andrà ad aggiungersi alle dieci destinazioni asiatiche già presenti nel catalogo Finnair – vettore che da sempre si pone come principale strumento di connessione aerea tra l’Asia e il vecchio continente. Tutte le informazioni sulla “Chongqing competition” e la fatidica domanda sono presenti all’indirizzo http://www.finnair.fi/win/Chongqing
ONLINE I NUOVI TOUR VIRTUALI DELLE NAVI
Disponibili anche per smartphone e tablet, ed accessibili dal sito mobile appena lanciato in rete
Sono particolarmente affascinanti i nuovi tour virtuali della flotta MSC Crociere, tanto verosimili da consentire di far vivere completamente l’emozione di una reale visita: questa innovazione permette di scoprire - connettendosi da pc, tablet o smartphone - l’eleganza e la cura nei dettagli che distinguono le navi della flotta.
Tutti coloro che si collegano al sito web www.msccrociere.it potranno quindi ‘salire a bordo’ ed esplorare alcuni degli ambienti distintivi delle navi, e tutte le diverse tipologie di accommodation proposte, incluse le cabine della categoria MSC Yacht Club ed MSC Aurea Spa.
Al momento i tour virtuali già online sono quelli delle navi di classe Fantasia (più di 4.000 passeggeri) e di classe Lirica (più di 2.000 passeggeri), mentre sarà presto pubblicato anche il tour virtuale delle navi della classe Musica (più di 3.000 passeggeri).
“L’obiettivo è fornire una percezione quanto più vicina alla realtà delle esclusive atmosfere proposte dalle navi MSC. Siamo perciò andati alla ricerca di soluzioni tecniche innovative, in grado di consentire di erogare qualità senza precedenti in termini di realismo cromatico, dinamica delle scene e risoluzione, con focus sulle potenzialità tecnologiche offerte dei mobile devices”, sottolinea con soddisfazione Antonello Fabozzi, corporate digital innovation manager di MSC Crociere.
“Un fattore fondamentale che ci consente di raggiungere un livello qualitativo così elevato risiede nel ricercato equilibrio tra la tecnica di ripresa, le attività di post produzione e lo studio e la programmazione dell’interfaccia di navigazione, realizzati in collaborazione con Ivan Sarfatti e Hans Von Weissenfluh” aggiunge Fabozzi.
I virtual tour sono difatti disponibili non solo per l’utilizzo da desktop per pc, ma anche da tablet e smartphone Apple, quali iPhone, iPod Touch ed iPad, e dai devices Android.
In particolare per i nuovi devices più evoluti e recenti, come l’iPhone 4 e 4S o iPad 2 della Apple che dispongono di un giroscopio in unione all’accelerometro, è possibile entrare virtualmente nella scena, effettuando una panoramica degli ambienti semplicemente ruotando lo smartphone o il tablet. In alternativa, disabilitando il giroscopio con un apposito comando, si può ruotare il punto di vista dell’immagine sferica toccando lo schermo touch.
Il nuovo sito web mobile della Compagnia, che rappresenta un canale ideale per essere informati circa le novità e promozioni, riporta un collegamento diretto ai nuovi tour virtuali, accedendo alla sezione del sito dedicato alla flotta.
Oltre ai tour virtuali, il nuovo sito mobile - al pari del sito internet tradizionale - consente anche di reperire tutte le informazioni utili per chi desidera un viaggio in crociera: conoscere le destinazioni, le escursioni, cercare gli itinerari, calcolare i prezzi e accedere ad offerte e promozioni. Il sito mobile è stato realizzato per i dispositivi smartphone e tablet fino a 7 pollici, e per visualizzarlo basta accedere ad internet da un device mobile e digitare www.msccrociere.it nella barra degli indirizzi.
“Abbiamo investito tempo e risorse nelle fasi di analisi dei contenuti e di user interface ed interaction design del nuovo sito e per ottimizzare pesi e tempi di caricamento delle singole sezioni, puntando sull’innovazione per la fruizione di contenuti multimediali come appunto i tour virtuali e i video. La tecnologia video http streaming consente di visualizzare contenuti in alta definizione” spiega Fabozzi.
“Ovviamente non ci fermeremo qui: il lancio del nuovo sito mobile è soltanto il primo passo di questo importante progetto. In Italia circa 13 milioni di persone già utilizzano Internet da devices mobile, ed il potenziale di crescita è notevole, data la diffusione di smartphone e tablet, unita agli importanti segnali di crescita dell’industria del mobile marketing ed alle continue innovazioni tecnologiche”, conclude.
MSC Crociere - Compagnia leader nel Mediterraneo, in Sud Africa e nei mercati Brasiliani - possiede una flotta moderna composta da undici navi che solcano i mari di tutto il mondo: MSC Splendida e MSC Fantasia (le navi più grandi mai costruite per un armatore europeo), MSC Poesia, MSC Orchestra, MSC Musica, MSC Sinfonia, MSC Armonia, MSC Opera, MSC Lirica, MSC Melody. MSC Magnifica, l’ultima arrivata, è stata varata nel 2010. Le unità navigano tutto l’anno nel Mediterraneo, ciclicamente in Nord Europa, nell’Oceano Atlantico, ai Caraibi, in Nord e Sud America, nell’Oceano Indiano, nell’Africa del Sud e in quella Occidentale. MSC Crociere è l’unica Compagnia ad aver ricevuto le “6 Golden Pearls” dal Bureau Veritas quale riconoscimento del suo alto livello di gestione della qualità e della tutela ambientale ed ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 22000 per i sistemi di gestione per la qualità e la sicurezza alimentare su tutti gli aspetti relativi al catering, sia a terra che a bordo. MSC Crociere, inoltre, ha a cuore il benessere dei bambini, e in qualità di leader del mercato responsabile, crede nelle attività che creano impatto positivo nelle regioni in cui opera. Per questo, la Compagnia ha stretto una partnership con l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
tutte le novità della stagione MSC CROCIERE
MSC Crociere, anche quest’anno, conferma la propria presenza all’undicesima edizione di NO FRILLS, l’evento B2B dedicato al settore turistico, il 23 e 24 settembre presso la Fiera di Bergamo. L’opportunità per incontrare, promuovere e realizzare business entrando in contatto con la domanda nazionale e internazionale del prodotto e dei servizi turistici, viene colta dalla compagnia per anticipare al pubblico degli “addetti ai lavori” le tante novità previste per la stagione 2011/2012. Cresce la flotta, aumentano le destinazioni, si diversificano le promozioni, queste le macro novità del nuovo catalogo annuale 2011/2012 MSC Crociere presentato, in anteprima, in occasione di No Frills, riprova dell’importanza che la compagnia riconosce e dedica al mondo dell’intermediazione professionale.
“No Frills è ormai un immancabile appuntamento per noi” ha dichiarato Leonardo Massa, Country Manager Mercato Italia di MSC Crociere “Partecipare a questa manifestazione è l’occasione per presentare le tante novità proposte dalla compagnia per la prossima stagione: il fascino del Mediterraneo d’inverno, gli Emirati Arabi quale inedita destinazione e ancora gli itinerari alla scoperta dell’Irlanda e della Scozia, le politiche di pricing e i nuovi target. La fiera, inoltre, favorendo l’incontro diretto con gli agenti di viaggio, rappresenta un’opportunità unica per promuovere progetti e sinergie che aiutino a sviluppare strategie commerciali proattive per generare nuova domanda. La crescita di MSC Crociere è sempre stata legata alla forza propulsiva delle ADV e sarà così anche in futuro se gli agenti di viaggio sapranno riconoscere il cambiamento e interpretarlo in maniera propositiva, costruendo insieme nuovi modelli di business”.
Numerose le novità presentate in anteprima; il nuovo catalogo annuale MSC Crociere 2011/2012 con una veste grafica rinnovata è disponibile presso le agenzie di viaggio, ma anche facilmente consultabile sul sito della compagnia o ancora comodamente scaricabile nella sua versione pdf. Utilizzando il QR Code i più “mobile” potranno, inoltre, visualizzare il catalogo direttamente dal proprio smartphone.
Mantenendo l’alta qualità dell’offerta e dei servizi proposti, il prossimo catalogo annuale - in 300 pagine dense di informazioni dettagliate e soluzioni tailor made adatte ad ogni esperienza di vacanza - esplora i nuovi orizzonti della compagnia.
A maggio del 2012 verrà varata la nuova ammiraglia MSC Divina, dodicesima unità della flotta, unica per i suoi dettagli innovativi e alcune soluzioni inedite, a partire dall’Aft Garden Pool a poppa con la sua “area spiaggia” e il confortevole MSC Yacht Club che accoglierà i nuovi ospiti all’interno del Top Sail Lounge, dallo stile rinnovato e la raffinatezza di sempre. Tutto avvolto da un’atmosfera magica ispirata al tema delle divinità. MSC Divina, così chiamata in onore di Sophia Loren, grazie a 140.000 tonnellate di stazza e 1.751 cabine sarà in grado di ospitare 4.363 passeggeri.
Per la prossima stagione, MSC Crociere sceglie il fascino del Mar Mediterraneo anche nei mesi invernali; lo fa schierando 3 delle sue navi MSC Splendida, MSC Fantasia e MSC Magnifica con un’inedita e varia proposta di itinerari alla scoperta delle più belle località turistiche delle coste occidentali e orientali del Mare Nostrum.
Lo scalo di Tunisi, dopo essere stato riconfermato dalla compagnia come destinazione estiva, verrà proposto anche come meta invernale da dicembre 2011 a marzo 2012 a bordo di MSC Splendida in itinerari di 7 notti e 8 giorni con partenze da Genova. Gli ospiti di MSC Crociere che visiteranno Tunisi avranno la possibilità di provare la rinomata ospitalità nordafricana scegliendo tra tantissime escursioni che li lasceranno incantati: il famoso sito archeologico di Cartagine, il tipico mercato delle spezie a Medina, il tradizionale villaggio di pescatori Sidi Bou Said e molto altro ancora, compresa La Goulette.
Tra gli inediti itinerari proposti, i viaggi alla scoperta delle meraviglie di Abu Dhabi e di Dubai rappresentano la novità assoluta. MSC Crociere sbarca, infatti, negli Emirati Arabi proponendo una nuova destinazione di prestigio: lo farà nell’inverno 2011/2012 a bordo di MSC Lirica, la sua elegante unità impegnata in affascinanti itinerari di 8 giorni e 7 notti alla scoperta delle perle del Golfo Persico. Previste anche due crociere di posizionamento: una di 17 giorni e 16 notti in partenza da Genova il 14 ottobre e diretta verso Abu Dhabi, con tappe intermedie in Grecia, Egitto, Giordania, Oman. L’altra di ritorno nel Vecchio Continente, di 23 giorni e 22 notti, al via l’11 marzo da Abu Dhabi con arrivo ad Amburgo, in Germania. Durante il viaggio MSC Lirica farà tappa in Oman, Giordania, Egitto, Spagna, Portogallo e Regno Unito.
Per gli amanti dei Caraibi MSC Crociere propone nuovissimi itinerari invernali “2in1”. Da novembre a marzo, a bordo di MSC Poesia si potrà scegliere di terminare il viaggio alla conclusione della “prima parte” dell’avventura o di farsi travolgere dall’incredibile fascino delle isole centro americane, proseguendo la travolgente esperienza fino anche a 21 giorni di viaggio.
Nella stagione estiva del 2012, MSC Crociere per la prima volta schiererà 4 navi della flotta fra le acque del Nord Europa: bussola puntata verso la cima del continente per MSC Magnifica, MSC Poesia, MSC Opera e MSC Lirica. MSC Opera e MSC Poesia, dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto nel 2011, anche l’anno prossimo da aprile a settembre riproporranno diversi affascinanti itinerari lungo le coste atlantiche e le capitali baltiche del Vecchio Continente.
Debutto al nord invece per MSC Magnifica che si presenta con itinerari di 15 giorni e 14 notti tra i Fiordi norvegesi fino a Capo Nord e alle isole Svalbard.
Rotte inedite anche per MSC Lirica, che da aprile a ottobre, si spingerà verso la lontana Islanda, in perlustrazione dei Fiordi dell’isola in un viaggio di 12 giorni e 11 notti, per poi diventare protagonista tra le acque della cultura celtica e anglosassone proponendo nuovi interessanti itinerari fra Inghilterra, Irlanda e Scozia.
Le novità del nuovo catalogo non riguardano solo gli itinerari, ma anche le politiche di pricing pensate per tutte le tipologie di target al fine di garantire un ulteriore sviluppo commerciale. Questo uno dei principali obiettivi della compagnia crocieristica, che si presenta ai nastri di partenza della stagione autunnale con un pricing ancora più differenziato e dedicato a 2 nuovi target, Amici eAll Inclusive, che vanno ad aggiungersi ai cinque segmenti di clientela presentati lo scorso anno: Famiglie, Giovani, Single, Senior e Coppie.
In un trend emergente che segna un significativo aumento dei giovani che scelgono la crociera quale stile vacanziero, MSC Crociere risponde prontamente riservando ai gruppi di Amici un pacchetto personalizzato: confermando tre cabine a prezzi da catalogo per la stessa crociera, la cabina di categoria inferiore avrà uno sconto del 60%.
L’offerta All Inclusive è invece proposta per chi sceglie di partire senza dover pensare a nient’altro che al divertimento e al relax. Lo speciale pacchetto permette, infatti, di acquistare, al prezzo di 150 euro a persona: 1 escursione a scelta, 1 pacchetto bevande, 1 pacchetto Bali Benessere (tra cui scegliere un massaggio Balinese da 30’, un trattamento speciale viso 30’ o una Thermal suite con aromaterapia) e ancora un credito a bordo, di 50 euro, da spendere come si preferisce.
MSC Crociere conferma, inoltre, il proprio focus verso la personalizzazione delle proposte introducendo altre inedite promozioni che arricchiscono un già ampio, quanto differenziato, panorama di offerte. Allegro è il modo più semplice e veloce di ordinare le bevande per i pasti ancora prima di salpare: “Allegro Adulti” (4 bottiglie di vino + 7 l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
Due concorsi indetti dalla compagnia di bandiera finlandese premiano la creatività e la fedeltà di chi ama viaggiare con Finnair
“This is where I’d rather be”: è questo il posto in cui vorrei trovarmi. Ed è questo anche il nome del concorso fotografico indetto da Finnair, un contest online internazionale che premierà l’estro di quanti vorranno confrontarsi, reflex alla mano, con la propria abilità fotografica. Le regole sono semplici: è sufficiente inviare, tramite l’apposito form online, la foto di una destinazione Finnair (anche scattata in passato) e sperare che la giuria se ne innamori. Il vincitore verrà premiato con un volo intercontinentale Finnair a/r per due verso una destinazione a sua scelta. Le foto migliori verranno anche esibite nei sistemi di intrattenimento presenti sui voli della compagnia di bandiera finlandese.
Non rimane che sbizzarrirsi, insomma, prendendo spunto da una qualsiasi tra le decine di destinazioni Finnair presenti in Europa, America, Asia e Australia.
Magari partendo proprio da Helsinki, patria del vettore finlandese, snodo cruciale per le molteplici destinazioni asiatiche del catalogo Finnair: a mancare non saranno certo le fonti di ispirazione, in una capitale dal respiro culturale internazionale recentemente indicata dal “New York Times” come seconda meta al mondo più cool del 2012 – merito anche del fatto che proprio quest’anno Helsinki è stata nominata World Design Capital, manifestazione che proporrà fino a dicembre un fitto calendario di eventi di grande interesse artistico, tutti da fotografare. La deadline per l’inserimento delle immagini è il 29 febbraio, e il vincitore verrà proclamato il 16 marzo. Tutte le informazioni sul concorso e il form per caricare le fotografie si possono trovare all’indirizzo http://photocontest.finnair.com
Ma le novità, per quanto riguarda la possibilità di vincere un viaggio intercontinentale con Finnair, non finiscono qui: per celebrare la nuova tratta che, a partire da maggio, unirà l’Europa alla megalopoli cinese di Chongqing (30 milioni di abitanti!), la compagnia finlandese ha indetto una competition online che permetterà al fortunato vincitore di aggiudicarsi due biglietti a/r proprio per Chongqing. Per vincere è sufficiente rispondere a una semplice domanda e augurarsi che la dea bendata sappia fare bene la sua scelta. Questa nuova, importantissima rotta andrà ad aggiungersi alle dieci destinazioni asiatiche già presenti nel catalogo Finnair – vettore che da sempre si pone come principale strumento di connessione aerea tra l’Asia e il vecchio continente. Tutte le informazioni sulla “Chongqing competition” e la fatidica domanda sono presenti all’indirizzo http://www.finnair.fi/win/Chongqing
ONLINE I NUOVI TOUR VIRTUALI DELLE NAVI
Disponibili anche per smartphone e tablet, ed accessibili dal sito mobile appena lanciato in rete
Sono particolarmente affascinanti i nuovi tour virtuali della flotta MSC Crociere, tanto verosimili da consentire di far vivere completamente l’emozione di una reale visita: questa innovazione permette di scoprire - connettendosi da pc, tablet o smartphone - l’eleganza e la cura nei dettagli che distinguono le navi della flotta.
Tutti coloro che si collegano al sito web www.msccrociere.it potranno quindi ‘salire a bordo’ ed esplorare alcuni degli ambienti distintivi delle navi, e tutte le diverse tipologie di accommodation proposte, incluse le cabine della categoria MSC Yacht Club ed MSC Aurea Spa.
Al momento i tour virtuali già online sono quelli delle navi di classe Fantasia (più di 4.000 passeggeri) e di classe Lirica (più di 2.000 passeggeri), mentre sarà presto pubblicato anche il tour virtuale delle navi della classe Musica (più di 3.000 passeggeri).
“L’obiettivo è fornire una percezione quanto più vicina alla realtà delle esclusive atmosfere proposte dalle navi MSC. Siamo perciò andati alla ricerca di soluzioni tecniche innovative, in grado di consentire di erogare qualità senza precedenti in termini di realismo cromatico, dinamica delle scene e risoluzione, con focus sulle potenzialità tecnologiche offerte dei mobile devices”, sottolinea con soddisfazione Antonello Fabozzi, corporate digital innovation manager di MSC Crociere.
“Un fattore fondamentale che ci consente di raggiungere un livello qualitativo così elevato risiede nel ricercato equilibrio tra la tecnica di ripresa, le attività di post produzione e lo studio e la programmazione dell’interfaccia di navigazione, realizzati in collaborazione con Ivan Sarfatti e Hans Von Weissenfluh” aggiunge Fabozzi.
I virtual tour sono difatti disponibili non solo per l’utilizzo da desktop per pc, ma anche da tablet e smartphone Apple, quali iPhone, iPod Touch ed iPad, e dai devices Android.
In particolare per i nuovi devices più evoluti e recenti, come l’iPhone 4 e 4S o iPad 2 della Apple che dispongono di un giroscopio in unione all’accelerometro, è possibile entrare virtualmente nella scena, effettuando una panoramica degli ambienti semplicemente ruotando lo smartphone o il tablet. In alternativa, disabilitando il giroscopio con un apposito comando, si può ruotare il punto di vista dell’immagine sferica toccando lo schermo touch.
Il nuovo sito web mobile della Compagnia, che rappresenta un canale ideale per essere informati circa le novità e promozioni, riporta un collegamento diretto ai nuovi tour virtuali, accedendo alla sezione del sito dedicato alla flotta.
Oltre ai tour virtuali, il nuovo sito mobile - al pari del sito internet tradizionale - consente anche di reperire tutte le informazioni utili per chi desidera un viaggio in crociera: conoscere le destinazioni, le escursioni, cercare gli itinerari, calcolare i prezzi e accedere ad offerte e promozioni. Il sito mobile è stato realizzato per i dispositivi smartphone e tablet fino a 7 pollici, e per visualizzarlo basta accedere ad internet da un device mobile e digitare www.msccrociere.it nella barra degli indirizzi.
“Abbiamo investito tempo e risorse nelle fasi di analisi dei contenuti e di user interface ed interaction design del nuovo sito e per ottimizzare pesi e tempi di caricamento delle singole sezioni, puntando sull’innovazione per la fruizione di contenuti multimediali come appunto i tour virtuali e i video. La tecnologia video http streaming consente di visualizzare contenuti in alta definizione” spiega Fabozzi.
“Ovviamente non ci fermeremo qui: il lancio del nuovo sito mobile è soltanto il primo passo di questo importante progetto. In Italia circa 13 milioni di persone già utilizzano Internet da devices mobile, ed il potenziale di crescita è notevole, data la diffusione di smartphone e tablet, unita agli importanti segnali di crescita dell’industria del mobile marketing ed alle continue innovazioni tecnologiche”, conclude.
MSC Crociere - Compagnia leader nel Mediterraneo, in Sud Africa e nei mercati Brasiliani - possiede una flotta moderna composta da undici navi che solcano i mari di tutto il mondo: MSC Splendida e MSC Fantasia (le navi più grandi mai costruite per un armatore europeo), MSC Poesia, MSC Orchestra, MSC Musica, MSC Sinfonia, MSC Armonia, MSC Opera, MSC Lirica, MSC Melody. MSC Magnifica, l’ultima arrivata, è stata varata nel 2010. Le unità navigano tutto l’anno nel Mediterraneo, ciclicamente in Nord Europa, nell’Oceano Atlantico, ai Caraibi, in Nord e Sud America, nell’Oceano Indiano, nell’Africa del Sud e in quella Occidentale. MSC Crociere è l’unica Compagnia ad aver ricevuto le “6 Golden Pearls” dal Bureau Veritas quale riconoscimento del suo alto livello di gestione della qualità e della tutela ambientale ed ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 22000 per i sistemi di gestione per la qualità e la sicurezza alimentare su tutti gli aspetti relativi al catering, sia a terra che a bordo. MSC Crociere, inoltre, ha a cuore il benessere dei bambini, e in qualità di leader del mercato responsabile, crede nelle attività che creano impatto positivo nelle regioni in cui opera. Per questo, la Compagnia ha stretto una partnership con l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
Presentate
tutte le novità della stagione MSC CROCIERE
MSC Crociere, anche quest’anno, conferma la propria presenza all’undicesima edizione di NO FRILLS, l’evento B2B dedicato al settore turistico, il 23 e 24 settembre presso la Fiera di Bergamo. L’opportunità per incontrare, promuovere e realizzare business entrando in contatto con la domanda nazionale e internazionale del prodotto e dei servizi turistici, viene colta dalla compagnia per anticipare al pubblico degli “addetti ai lavori” le tante novità previste per la stagione 2011/2012. Cresce la flotta, aumentano le destinazioni, si diversificano le promozioni, queste le macro novità del nuovo catalogo annuale 2011/2012 MSC Crociere presentato, in anteprima, in occasione di No Frills, riprova dell’importanza che la compagnia riconosce e dedica al mondo dell’intermediazione professionale.
“No Frills è ormai un immancabile appuntamento per noi” ha dichiarato Leonardo Massa, Country Manager Mercato Italia di MSC Crociere “Partecipare a questa manifestazione è l’occasione per presentare le tante novità proposte dalla compagnia per la prossima stagione: il fascino del Mediterraneo d’inverno, gli Emirati Arabi quale inedita destinazione e ancora gli itinerari alla scoperta dell’Irlanda e della Scozia, le politiche di pricing e i nuovi target. La fiera, inoltre, favorendo l’incontro diretto con gli agenti di viaggio, rappresenta un’opportunità unica per promuovere progetti e sinergie che aiutino a sviluppare strategie commerciali proattive per generare nuova domanda. La crescita di MSC Crociere è sempre stata legata alla forza propulsiva delle ADV e sarà così anche in futuro se gli agenti di viaggio sapranno riconoscere il cambiamento e interpretarlo in maniera propositiva, costruendo insieme nuovi modelli di business”.
Numerose le novità presentate in anteprima; il nuovo catalogo annuale MSC Crociere 2011/2012 con una veste grafica rinnovata è disponibile presso le agenzie di viaggio, ma anche facilmente consultabile sul sito della compagnia o ancora comodamente scaricabile nella sua versione pdf. Utilizzando il QR Code i più “mobile” potranno, inoltre, visualizzare il catalogo direttamente dal proprio smartphone.
Mantenendo l’alta qualità dell’offerta e dei servizi proposti, il prossimo catalogo annuale - in 300 pagine dense di informazioni dettagliate e soluzioni tailor made adatte ad ogni esperienza di vacanza - esplora i nuovi orizzonti della compagnia.
A maggio del 2012 verrà varata la nuova ammiraglia MSC Divina, dodicesima unità della flotta, unica per i suoi dettagli innovativi e alcune soluzioni inedite, a partire dall’Aft Garden Pool a poppa con la sua “area spiaggia” e il confortevole MSC Yacht Club che accoglierà i nuovi ospiti all’interno del Top Sail Lounge, dallo stile rinnovato e la raffinatezza di sempre. Tutto avvolto da un’atmosfera magica ispirata al tema delle divinità. MSC Divina, così chiamata in onore di Sophia Loren, grazie a 140.000 tonnellate di stazza e 1.751 cabine sarà in grado di ospitare 4.363 passeggeri.
Per la prossima stagione, MSC Crociere sceglie il fascino del Mar Mediterraneo anche nei mesi invernali; lo fa schierando 3 delle sue navi MSC Splendida, MSC Fantasia e MSC Magnifica con un’inedita e varia proposta di itinerari alla scoperta delle più belle località turistiche delle coste occidentali e orientali del Mare Nostrum.
Lo scalo di Tunisi, dopo essere stato riconfermato dalla compagnia come destinazione estiva, verrà proposto anche come meta invernale da dicembre 2011 a marzo 2012 a bordo di MSC Splendida in itinerari di 7 notti e 8 giorni con partenze da Genova. Gli ospiti di MSC Crociere che visiteranno Tunisi avranno la possibilità di provare la rinomata ospitalità nordafricana scegliendo tra tantissime escursioni che li lasceranno incantati: il famoso sito archeologico di Cartagine, il tipico mercato delle spezie a Medina, il tradizionale villaggio di pescatori Sidi Bou Said e molto altro ancora, compresa La Goulette.
Tra gli inediti itinerari proposti, i viaggi alla scoperta delle meraviglie di Abu Dhabi e di Dubai rappresentano la novità assoluta. MSC Crociere sbarca, infatti, negli Emirati Arabi proponendo una nuova destinazione di prestigio: lo farà nell’inverno 2011/2012 a bordo di MSC Lirica, la sua elegante unità impegnata in affascinanti itinerari di 8 giorni e 7 notti alla scoperta delle perle del Golfo Persico. Previste anche due crociere di posizionamento: una di 17 giorni e 16 notti in partenza da Genova il 14 ottobre e diretta verso Abu Dhabi, con tappe intermedie in Grecia, Egitto, Giordania, Oman. L’altra di ritorno nel Vecchio Continente, di 23 giorni e 22 notti, al via l’11 marzo da Abu Dhabi con arrivo ad Amburgo, in Germania. Durante il viaggio MSC Lirica farà tappa in Oman, Giordania, Egitto, Spagna, Portogallo e Regno Unito.
Per gli amanti dei Caraibi MSC Crociere propone nuovissimi itinerari invernali “2in1”. Da novembre a marzo, a bordo di MSC Poesia si potrà scegliere di terminare il viaggio alla conclusione della “prima parte” dell’avventura o di farsi travolgere dall’incredibile fascino delle isole centro americane, proseguendo la travolgente esperienza fino anche a 21 giorni di viaggio.
Nella stagione estiva del 2012, MSC Crociere per la prima volta schiererà 4 navi della flotta fra le acque del Nord Europa: bussola puntata verso la cima del continente per MSC Magnifica, MSC Poesia, MSC Opera e MSC Lirica. MSC Opera e MSC Poesia, dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto nel 2011, anche l’anno prossimo da aprile a settembre riproporranno diversi affascinanti itinerari lungo le coste atlantiche e le capitali baltiche del Vecchio Continente.
Debutto al nord invece per MSC Magnifica che si presenta con itinerari di 15 giorni e 14 notti tra i Fiordi norvegesi fino a Capo Nord e alle isole Svalbard.
Rotte inedite anche per MSC Lirica, che da aprile a ottobre, si spingerà verso la lontana Islanda, in perlustrazione dei Fiordi dell’isola in un viaggio di 12 giorni e 11 notti, per poi diventare protagonista tra le acque della cultura celtica e anglosassone proponendo nuovi interessanti itinerari fra Inghilterra, Irlanda e Scozia.
Le novità del nuovo catalogo non riguardano solo gli itinerari, ma anche le politiche di pricing pensate per tutte le tipologie di target al fine di garantire un ulteriore sviluppo commerciale. Questo uno dei principali obiettivi della compagnia crocieristica, che si presenta ai nastri di partenza della stagione autunnale con un pricing ancora più differenziato e dedicato a 2 nuovi target, Amici eAll Inclusive, che vanno ad aggiungersi ai cinque segmenti di clientela presentati lo scorso anno: Famiglie, Giovani, Single, Senior e Coppie.
In un trend emergente che segna un significativo aumento dei giovani che scelgono la crociera quale stile vacanziero, MSC Crociere risponde prontamente riservando ai gruppi di Amici un pacchetto personalizzato: confermando tre cabine a prezzi da catalogo per la stessa crociera, la cabina di categoria inferiore avrà uno sconto del 60%.
L’offerta All Inclusive è invece proposta per chi sceglie di partire senza dover pensare a nient’altro che al divertimento e al relax. Lo speciale pacchetto permette, infatti, di acquistare, al prezzo di 150 euro a persona: 1 escursione a scelta, 1 pacchetto bevande, 1 pacchetto Bali Benessere (tra cui scegliere un massaggio Balinese da 30’, un trattamento speciale viso 30’ o una Thermal suite con aromaterapia) e ancora un credito a bordo, di 50 euro, da spendere come si preferisce.
MSC Crociere conferma, inoltre, il proprio focus verso la personalizzazione delle proposte introducendo altre inedite promozioni che arricchiscono un già ampio, quanto differenziato, panorama di offerte. Allegro è il modo più semplice e veloce di ordinare le bevande per i pasti ancora prima di salpare: “Allegro Adulti” (4 bottiglie di vino + 7 l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
Due concorsi indetti dalla compagnia di bandiera finlandese premiano la creatività e la fedeltà di chi ama viaggiare con Finnair
“This is where I’d rather be”: è questo il posto in cui vorrei trovarmi. Ed è questo anche il nome del concorso fotografico indetto da Finnair, un contest online internazionale che premierà l’estro di quanti vorranno confrontarsi, reflex alla mano, con la propria abilità fotografica. Le regole sono semplici: è sufficiente inviare, tramite l’apposito form online, la foto di una destinazione Finnair (anche scattata in passato) e sperare che la giuria se ne innamori. Il vincitore verrà premiato con un volo intercontinentale Finnair a/r per due verso una destinazione a sua scelta. Le foto migliori verranno anche esibite nei sistemi di intrattenimento presenti sui voli della compagnia di bandiera finlandese.
Non rimane che sbizzarrirsi, insomma, prendendo spunto da una qualsiasi tra le decine di destinazioni Finnair presenti in Europa, America, Asia e Australia.
Magari partendo proprio da Helsinki, patria del vettore finlandese, snodo cruciale per le molteplici destinazioni asiatiche del catalogo Finnair: a mancare non saranno certo le fonti di ispirazione, in una capitale dal respiro culturale internazionale recentemente indicata dal “New York Times” come seconda meta al mondo più cool del 2012 – merito anche del fatto che proprio quest’anno Helsinki è stata nominata World Design Capital, manifestazione che proporrà fino a dicembre un fitto calendario di eventi di grande interesse artistico, tutti da fotografare. La deadline per l’inserimento delle immagini è il 29 febbraio, e il vincitore verrà proclamato il 16 marzo. Tutte le informazioni sul concorso e il form per caricare le fotografie si possono trovare all’indirizzo http://photocontest.finnair.com
Ma le novità, per quanto riguarda la possibilità di vincere un viaggio intercontinentale con Finnair, non finiscono qui: per celebrare la nuova tratta che, a partire da maggio, unirà l’Europa alla megalopoli cinese di Chongqing (30 milioni di abitanti!), la compagnia finlandese ha indetto una competition online che permetterà al fortunato vincitore di aggiudicarsi due biglietti a/r proprio per Chongqing. Per vincere è sufficiente rispondere a una semplice domanda e augurarsi che la dea bendata sappia fare bene la sua scelta. Questa nuova, importantissima rotta andrà ad aggiungersi alle dieci destinazioni asiatiche già presenti nel catalogo Finnair – vettore che da sempre si pone come principale strumento di connessione aerea tra l’Asia e il vecchio continente. Tutte le informazioni sulla “Chongqing competition” e la fatidica domanda sono presenti all’indirizzo http://www.finnair.fi/win/Chongqing
ONLINE I NUOVI TOUR VIRTUALI DELLE NAVI
Disponibili anche per smartphone e tablet, ed accessibili dal sito mobile appena lanciato in rete
Sono particolarmente affascinanti i nuovi tour virtuali della flotta MSC Crociere, tanto verosimili da consentire di far vivere completamente l’emozione di una reale visita: questa innovazione permette di scoprire - connettendosi da pc, tablet o smartphone - l’eleganza e la cura nei dettagli che distinguono le navi della flotta.
Tutti coloro che si collegano al sito web www.msccrociere.it potranno quindi ‘salire a bordo’ ed esplorare alcuni degli ambienti distintivi delle navi, e tutte le diverse tipologie di accommodation proposte, incluse le cabine della categoria MSC Yacht Club ed MSC Aurea Spa.
Al momento i tour virtuali già online sono quelli delle navi di classe Fantasia (più di 4.000 passeggeri) e di classe Lirica (più di 2.000 passeggeri), mentre sarà presto pubblicato anche il tour virtuale delle navi della classe Musica (più di 3.000 passeggeri).
“L’obiettivo è fornire una percezione quanto più vicina alla realtà delle esclusive atmosfere proposte dalle navi MSC. Siamo perciò andati alla ricerca di soluzioni tecniche innovative, in grado di consentire di erogare qualità senza precedenti in termini di realismo cromatico, dinamica delle scene e risoluzione, con focus sulle potenzialità tecnologiche offerte dei mobile devices”, sottolinea con soddisfazione Antonello Fabozzi, corporate digital innovation manager di MSC Crociere.
“Un fattore fondamentale che ci consente di raggiungere un livello qualitativo così elevato risiede nel ricercato equilibrio tra la tecnica di ripresa, le attività di post produzione e lo studio e la programmazione dell’interfaccia di navigazione, realizzati in collaborazione con Ivan Sarfatti e Hans Von Weissenfluh” aggiunge Fabozzi.
I virtual tour sono difatti disponibili non solo per l’utilizzo da desktop per pc, ma anche da tablet e smartphone Apple, quali iPhone, iPod Touch ed iPad, e dai devices Android.
In particolare per i nuovi devices più evoluti e recenti, come l’iPhone 4 e 4S o iPad 2 della Apple che dispongono di un giroscopio in unione all’accelerometro, è possibile entrare virtualmente nella scena, effettuando una panoramica degli ambienti semplicemente ruotando lo smartphone o il tablet. In alternativa, disabilitando il giroscopio con un apposito comando, si può ruotare il punto di vista dell’immagine sferica toccando lo schermo touch.
Il nuovo sito web mobile della Compagnia, che rappresenta un canale ideale per essere informati circa le novità e promozioni, riporta un collegamento diretto ai nuovi tour virtuali, accedendo alla sezione del sito dedicato alla flotta.
Oltre ai tour virtuali, il nuovo sito mobile - al pari del sito internet tradizionale - consente anche di reperire tutte le informazioni utili per chi desidera un viaggio in crociera: conoscere le destinazioni, le escursioni, cercare gli itinerari, calcolare i prezzi e accedere ad offerte e promozioni. Il sito mobile è stato realizzato per i dispositivi smartphone e tablet fino a 7 pollici, e per visualizzarlo basta accedere ad internet da un device mobile e digitare www.msccrociere.it nella barra degli indirizzi.
“Abbiamo investito tempo e risorse nelle fasi di analisi dei contenuti e di user interface ed interaction design del nuovo sito e per ottimizzare pesi e tempi di caricamento delle singole sezioni, puntando sull’innovazione per la fruizione di contenuti multimediali come appunto i tour virtuali e i video. La tecnologia video http streaming consente di visualizzare contenuti in alta definizione” spiega Fabozzi.
“Ovviamente non ci fermeremo qui: il lancio del nuovo sito mobile è soltanto il primo passo di questo importante progetto. In Italia circa 13 milioni di persone già utilizzano Internet da devices mobile, ed il potenziale di crescita è notevole, data la diffusione di smartphone e tablet, unita agli importanti segnali di crescita dell’industria del mobile marketing ed alle continue innovazioni tecnologiche”, conclude.
MSC Crociere - Compagnia leader nel Mediterraneo, in Sud Africa e nei mercati Brasiliani - possiede una flotta moderna composta da undici navi che solcano i mari di tutto il mondo: MSC Splendida e MSC Fantasia (le navi più grandi mai costruite per un armatore europeo), MSC Poesia, MSC Orchestra, MSC Musica, MSC Sinfonia, MSC Armonia, MSC Opera, MSC Lirica, MSC Melody. MSC Magnifica, l’ultima arrivata, è stata varata nel 2010. Le unità navigano tutto l’anno nel Mediterraneo, ciclicamente in Nord Europa, nell’Oceano Atlantico, ai Caraibi, in Nord e Sud America, nell’Oceano Indiano, nell’Africa del Sud e in quella Occidentale. MSC Crociere è l’unica Compagnia ad aver ricevuto le “6 Golden Pearls” dal Bureau Veritas quale riconoscimento del suo alto livello di gestione della qualità e della tutela ambientale ed ha ottenuto la doppia certificazione ISO 9001 e ISO 22000 per i sistemi di gestione per la qualità e la sicurezza alimentare su tutti gli aspetti relativi al catering, sia a terra che a bordo. MSC Crociere, inoltre, ha a cuore il benessere dei bambini, e in qualità di leader del mercato responsabile, crede nelle attività che creano impatto positivo nelle regioni in cui opera. Per questo, la Compagnia ha stretto una partnership con l’UNICEF per finanziare un progetto comunitario rivolto alla formazione dei bimbi del Brasile in difficoltà.
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